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fratelli alberi : Resurrezione
di fulmini , Tue 30 July 2013 6:00
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Commenti
Inviato: 30/7/2013 16:07  Aggiornato: 30/7/2013 21:13
Uno dei Sarroino (Pasticceria suprema allora), in quel di Siderno, soleva abbracciare gli alberi per sentirne la vitalità.
Lo credevano matto; forse era dotato di quella follìa che vede oltre il normale.
Parlare con lui era struzzicante.
Inviato: 30/7/2013 21:18  Aggiornato: 30/7/2013 21:19
Autore: fulmini

Sì, Luigi. Anche Sofia abbracciava gli alberi. Sofia, la sorella di Eftimios - ti ricordi di Eftimios?

"27/41. Non si potano tutti gli alberi, papà?

Sofia abbracciava gli alberi, da piccola.

Gli alberi che Eftimios ha piantato, Sofia ha abbracciato. Lui non c’era più. Dov’era? Dentro gli alberi, credo. Per questo lei abbracciava gli alberi, tenendoli stretti, perché non volassero via. Eftimios l’aveva tenuta fra le sue braccia Sofia. Si erano dati presto il cambio, il testimone. Sofia ha lo stesso suo portamento, il suo medesimo odore. Per ciò scrivo questa testimonianza, Sofia, per fartelo conoscere, e per farlo conoscere un po’ a te che leggi a voce muta, a voi che leggete a voce alta, a turno, gli uni alle altre, nelle serate della nostra terra che ruota intorno al nostro sole.

Gli alberi. Gli alberi sono diversi. Uno dice “gli alberi”, ma dire “gli alberi” è come dire “i cinesi”, che sembrano tutti uguali e sono tutti diversi. Prendete Susy che fa la cameriera in un ristorante cinese sulla Casilina, e poi prendete Li, che anche lei fa la cameriera nello stesso ristorante. Una principessa ed una schiava. Susy sa e intima, Li tentenna e china il capo. Susy ha occhi per tutti e per te, Li gli occhi li punta a terra o verso se stessa. Diversi, specie da specie, individuo da individuo. Ma fermiamoci un momento sulle specie.

Se potate un pruno come un ulivo, lo uccidete. Il pruno va potato poco, l’ulivo poco o molto non importa. Il pruno vive qualche anno, l’ulivo qualche secolo. E la quercia? E il melo? A ciascuno il suo taglio. Ma potare bisogna. Tutti gli alberi, come tutti gli uomini e tutte le donne: l’educazione è una potatura. Se non poti, l’albero si inselvatichisce.

Prendi, prendete i figli del Sessantotto: non li hanno potati e si sono inselvatichiti. L’ho capito subito, un’alba del Sessantasette. Fuoriesco di mattina presto dalla Facoltà di Architettura (di Roma) che occupavamo, e vedo un gruppetto di ragazzi e ragazze che ballano, senza regole, senza grazia. Pensavano bastasse liberarsi delle regole, per raggiungere la grazia. Ho capito che era finita prima di cominciare. Regolare bisogna, potare bisogna. Con una sola eccezione: i fichi. I fichi non hanno bisogno di niente, di concime, di acqua, di niente, tanto meno di potatura. Stanno bene come stanno."
Inviato: 31/7/2013 10:39  Aggiornato: 31/7/2013 12:15
La mia memoria funziona, ancora, benissimo, la Tua domanda è pleonastica -; ha tralasciato pochissime cosette, alcune fanno male e le allontana. Non certo gli affetti e le persone care che seppure "assenti" o distanti sono spesso - sempre - presenti; più di quanto Tu possa supporre, anche nel silenzio.

Un abbraccio.

P.S.:
Sotto il portico in quel di Bassano Romano stavamo riposando io ed Eftimios, dopo una estenuante partita a scacchi, era bravissimo ed una volta ho fatto cadere i pezzi sulla scacchiera apposta perché mi stava distruggendo.
Abbiamo riso insieme abbondantemente per la mia trovata/ritirata strategica da furbetto.
Dicevo stavamo riposando sotto il portico allorchè un giornale, lasciato da Isa per terra, si è messo a fare rumore al vento con i fogli che svolazzavano.
Ci svegliammo dal torpore che ci aveva assaliti ed io esclamai: "Isa rompe le palle anche quando non c'è".
Il suo sorriso, risata piena, complice e di approvazione, è sempre con me e mi tiene compagnia.