Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Apologia di Ernesto - Gesù - Rubriche : Fulmini e Saette
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Gesù : Apologia di Ernesto
di fulmini , Sat 8 June 2013 6:00
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’Ernesto er Pommidoraro’ lo conosco da qualche anno e da un paio siamo diventati amici. Fa il fruttivendolo al Mercato di Piazza Vittorio a Roma, e qui, sul sito-rivista, gli ho dedicato tempo fa una nota.

Ieri mattina mi ha accolto con un grande sorriso e queste parole: “Stamattina non t’hanno fischiato le orecchie?”.

“Sì… è vero… E tu che c’entri?” – gli ho risposto, stando al gioco.

“Ho letto qualche pagina de ‘L’Ultima Cena’, il finale del Vangelo laico, e te dico subito che m’è piaciuta molto la forma… con Gesù che s’affaccia dalla terrazza sul mondo de oggi… Ma come vi è venuta in mente, a te e Luis, questa ambientazione del Vangelo laico nel presente?”

“Il libro è tutto un po’… surrealista, l’hai visto, ma il finale… è molto merito del Caravaggio” – ho risposto, e gli ho descritto La Chiamata di Matteo , che sta a Roma, ma lui al centro di Roma, lo so, poco ci va.

Mi ha commosso, il sorriso di Ernesto, e il suo andare dritto al nocciolo del libro, alla sua forma essenziale. Ed ecco spiegato a me stesso ed a chi ha orecchi per sentire perché frequento sempre di più gli uomini di terra e di mare, i contadini, i pescivendoli, gli artigiani, i commercianti, e sempre meno gli uomini di carta e di penna, i letterati, i professori, i poeti laureati... gli intellettuali insomma, quelli che sono capaci di leggersi un libro intero di scienza della storia e della politica e non dire una parola sul suo contenuto e la sua struttura, e molte sul fatto che mancano le note a piede di pagina a quel libro.

Nel ‘Vangelo laico secondo Feliciano’ Gesù s’incontra e si scontra più volte con gli uomini di carta e di penna. Ecco, dopo il discorso della Montagna, la sua discussione con loro:

"Uno di loro: - Bravo, Gesù. Un bel discorso quello che hai fatto alla moltitudine. Metodologicamente efficace, in un linguaggio semplice, diretto, ma pieno di immagini, di sapore, di sale, di luce, come ben hai detto.

Un altro: - E poi, hai toccato i temi dell'agenda del giorno.

Il primo: - Gli hai fatto pensare per un momento che possono educarsi, studiare, crescere.

Il secondo: - Quali sono le fonti di queste idee? Mi hai ricordato la scuola stoica.

Interviene un altro: - Ma no. Io ci trovo piuttosto la linea orientale, il Tao, un po’ di buddismo, un po’ di induismo...

Un quarto: - Io invece ci sento dentro la New Age, e in generale gli autori alternativi. Ma detto in un linguaggio antico, piuttosto poetico, pieno di metafore.

Un ultimo, sottovoce, a quello che gli sta di fianco:

- Io non ho capito la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Gesù, che ha seguito in silenzio gli interventi dell'uno e dell'altro, abbozza un sorriso. Poi dice a tutti:

- Voi non avete radici in voi stessi.

Uno: - Non avere radici in se stessi! Ma è fortissima, dove l'hai pescata questa battuta?

Un altro, a Gesù:

- Ma, senti un po’, non starai mica criticando la ricerca filologica delle fonti del pensiero…

Gesù: - Ma lasciamo da parte ‘le questioni del metodo e delle fonti’. Su quello che ho detto, cosa ne pensate?

Uno: - A me è piaciuto: ampio, articolato, profondo.

Altro: - Soprattutto mi colpisce la struttura dialettica del discorso. Quel "è scritto, ma io vi dico", cioè tesi e antitesi, no?

Altro ancora: - Guarda che ha fatto una cosa raffinata e precisa. Ha vuotato le teste di un contenuto, e ne ha messo un altro. Un'operazione intellettuale e pedagogica notevole. Ma dicci, Gesù, hai scritto dei libri? Non hai per caso un testo, magari la bozza del discorso?

Gesù, semiserio:

- No, libri non ne scrivo. Lo sapete bene voi cosa succede dopo. Il pensiero viene cristallizzato, e le parole diventano oggetto di analisi filologiche che gli levano l'anima. Come si dice oggi? Ah sì, "il testo è un pretesto".

E poi, se scrivi molto, non manca quello che scopre delle contraddizioni, e mette a confronto il periodo giovanile con quello della maturità... E se non metti le citazioni e non fai le note a piede di pagina e le bibliografie, non ti prendono sul serio gli intellettuali di professione. Per non parlare degli errori di trascrizione, per cui una gomena, cercando di passare nella cruna di un ago, diventa un cammello che si sforza di passare per una porticina.

Il gruppetto degli intellettuali scoppia in una risata. Ma nessuno si azzarda più a parlare con Gesù, e riprendono a chiacchierare fra di loro.”

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