Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

racconti di poche parole : Il Sessantotto in Caserma (11)
di fulmini , Mon 22 April 2013 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

11. Lo sciopero della fame

La reazione iniziale degli ufficiali della Caserma Piave allo sciopero della fame di buona parte dei militari di leva fu l’incredulità, puntinata da aggrottamenti di ciglia (ufficiali di carriera) e sorrisetti nervosi (ufficiali di complemento). Non credevano ai propri occhi e ai propri orecchi: a colazione, a pranzo, a cena, ordinatamente, una fila silenziosa di giovani in divisa militare prendeva il rancio e, invece di sedersi ai tavoli e consumarlo, continuava a camminare fino in fondo alla sala, lo rovesciava nei secchioni, impilava i piatti e usciva.

Ci alimentavamo con panini, comprati in libera uscita. Ci fu anche chi lo fece rigorosamente, lo sciopero – non mangiando in alcun modo, concedendosi solo qualche bevanda.

Molti, i componenti il Gruppo di Studio primi fra tutti, furono convocati singolarmente, prima dagli ufficiali della Caserma, poi, trascorsi tre giorni, da ufficiali accorsi da Roma a indagare la manifestazione e i manifestanti.

Ci convocarono infine tutti al cinema della Caserma, e interrogarono pubblicamente, intimidatoriamente, a caso. Qualcuno si confuse, qualcun altro si impaurì, l’insieme tenne duro. A Giuliano domandarono le ragioni della protesta e lui non rispose direttamente, guardando dritto negli occhi un ufficiale indispettito, facendo capire che il motivo dello sciopero non era semplicemente la qualità scadente del rancio bensì l’arroganza della burocrazia militare.

Andammo avanti per una settimana. Ci riunimmo nel Gruppo di Studio, valutammo la situazione, lo sciopero era sostanzialmente riuscito, decidemmo di sospendere. Da quel momento, nei rapporti tra gli ufficiali di carriera e di complemento e noi militari di leva, rilevammo dei cambiamenti significativi. Da parte loro erano aumentati il sospetto e il rispetto, da parte nostra erano diminuiti il senso di umiliazione e il timore del comando.

(Pasquale)

{Questo è l'undicesimo racconto di un libro a puntate dal titolo ‘Il Sessantotto in Caserma’. L’intero lo trovi QUI }


Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti