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racconti di poche parole : Il Sessantotto in Caserma (10)
di fulmini , Sat 6 April 2013 6:00
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10. Il giorno dell'esame

La notizia nel pomeriggio:
-Domani mattina l'esame, tutti i radaristi in aula radar-
Una specie di garage con la porta aperta sulla strada, entravamo due alla volta, due domande semplici, il nome del radar e come funzionava
Sono stato tra i primi a essere interrogato con Menotti, fuori radaristi in attesa e altri militari curiosi.
Menotti, lui ci teneva a superare l'esame in modo eccellente e quindi rispondeva a voce alta scandendo le parole

-Radar AN TPS 25 Green Arcer, radar contro mortai-

-LI MORTAI VOSTRI-

La voce arrivava da fuori, non ero stato io ma non avrei dovuto ridere.
Tutti superammo l'esame, l'istruttore ci aveva detto che cosa dovevamo rispondere, dovevamo dire che il radar rilevava la posizione del mortaio per estrapolazione, se ci avessero chiesto il significato della parola non lo avremmo saputo. Io e Menotti ottenemmo il punteggio più alto, diciotto ventesimi, quindi saremo rimasti alla caserma Piave.
Ci siamo chiesti perché avessimo avuto un punteggio superiore agli altri, non sapevamo più degli altri e tutti avevamo risposto allo stesso modo.
Forse abbiamo capito il motivo il giorno di Santa Barbara festa, dell'artiglieria, quel giorno la caserma era aperta al pubblico per la cerimonia, entrambi alti un metro e settantaquattro centimetri stavamo bene di guardia ai lati della porta del palazzo delle camerate.
Il reparto corsi era aperto non solo agli artiglieri ma anche a altri corpi, quella volta non c'erano paracadutisti quindi ci hanno fatto mettere il basco da paracadutista ma l'uniforme era dell'artiglieria. Si è avvicinato un maggiore paracadutista
-Ragazzi siete di Pisa o di Livorno?-
Che cosa potevo dire?
-Guardi le mostrine signor maggiore-
-Ah artiglieri-
Se ne è andato ridendo.

(Giuliano)


{Questo è il decimo racconto di un libro a puntate dal titolo ‘Il Sessantotto in Caserma’. L’intero lo trovi QUI }


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