Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 'Ndiani - racconti di poche parole - Rubriche : Fulmini e Saette
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racconti di poche parole : 'Ndiani
di fulmini , Sat 9 March 2013 5:00
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La carabina ha chiamato gli indiani.

La casa che abitavo come secondogenito della mia famiglia si trovava nella Contrada Chiusa, fuori Siderno, e l’acqua che usavamo era l’acqua piovana, raccolta in una cisterna. L’acqua da bere la prendevamo in paese, o dalla sorgente di una fiumara che scavava un vallone, distante qualche chilometro. Un giorno andai da solo a fare rifornimento, con l’asino prestato dai contadini confinanti, completo di basto e barili.

Percorso un vallone asciutto (siamo in estate – e la Contrada è Chiusa da quattro valloni), sfocio nel vallone della fiumara.

Lo risalgo per un tratto, fino alla polla d’acqua sorgente. Il Sole è alto, le pietre bianche e grigie della fiumara crepitano sotto gli zoccoli dell’asino, le timpe che s’alzano ai lati del vallone terminano nelle radici aeree degli alberi sul limitare. Smonto e, prima di riempire i barili col secchio e l’imbuto, carponi, osservo divertito l’acqua che germoglia tra la sabbia rosata, e bevo, uno due tre sorsi di acqua viva, fresca. Mi rialzo sentendo fischiare sulla mia testa, e vedo saltare pietre intorno a me, pietre piccole rimbalzano su pietre grandi con schiocchi e rintocchi, altre s’infilano nelle sabbie con rumori soffocati. Mi guardo intorno, e quando inquadro la timpa orientale del vallone, vedo.

Dai suoi sentieri scoscesi, si calano, gridando e tirando, gli indiani.

Il lato est del vallone, dalla parte di Gioiosa, era il confine di uno scomposto primitivo borgo. Un folto gruppo di coetanei, sconosciuti figli di braccianti e contadini, mi stavano assalendo al modo in cui gli indiani dei film western assalivano i pionieri, i cow-boy, e Capitan Mihi, l’eroe del fumetto da me preferito in formato striscia (siamo nel 1957, ho nove anni). Come indiavolati, gridano e avanzano correndo e tirando con le fionde una gragnola di pietre che mi colpiscono dappertutto, nel corpo, nelle mani e nei piedi, in testa. Sono troppi per poterli affrontare, e le pietre fischiano, arrivano a segno e fanno maledettamente male. Risalgo sull’asino e, pungolandolo energicamente, mi ritiro strategicamente dal vallone-canyon.

Tornando al trotto più rapido possibile verso casa, coi barili che ballano e l’asino che ansima, penso soltanto alla carabina che papà ha regalato da poche settimane a Luigi primogenito e me.


{Questo è il sesto racconto del libro a puntate 'Diavoli del Meridione'.)

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Commenti
Inviato: 10/3/2013 23:49  Aggiornato: 13/3/2013 15:40
...fantastico.
ricordo come ieri, la bacinella usata per raccogliere l'acqua sorgiva per poi versarla nei boccioni di vetro, infilati nelle borse di stoffa, con manici di stoffa, cucite da mammà, qualche anno dopo il '57.
Fantastico veramente....