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lo Stato del meridione : L'esempio di Nino Maressa
di filippopiccione , Wed 10 October 2012 6:00
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La ‘Ndrangheta nella Locride e l’esempio del Maresciallo dei Carabinieri, Nino Maressa.

Anche il racconto, la confessione e la testimonianza di un uomo delle Forze dell’Ordine che, durante il suo servizio, non ha mai smesso un momento di guardare in faccia la ‘Ndrangheta, ingaggiando una lotta quasi corpo a corpo con il più temibile e longevo capo dell’Onorata Società calabrese, possono contribuire all’azione complessiva più vasta e corale di contrasto alla malavita organizzata.

Il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Nino Maressa, intervistato dalla giornalista e scrittrice Flavia Piccinni, parla della sua esperienza in un libro dal titolo “La Mala Vita – La mia lotta contro la ‘Ndrangheta – Ed. Sperling & Kupfer”. In particolare Nino Maressa si sofferma sulle indagini e sui suoi appostamenti e pedinamenti effettuati in condizioni proibitive ventiquattro ore su ventiquattro, per un arco lunghissimo di tempo, che lo hanno portato alla cattura di Giuseppe Morabito, “‘u Tiraddrittu”, capo indiscusso di una delle più importanti e sanguinarie “Drine” della ‘Ndrangheta della Locride, avvenuta il 18 febbraio 2004. Una lotta condotta sul campo, in prima linea, in una guerra di trincea.

Per centrare quell’obiettivo il giovane Maresciallo dei Carabinieri, che agiva all’interno del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros), ha dovuto fare leva soprattutto sul suo intuito e sul fattore umano che gli hanno permesso la localizzazione e poi la cattura del latitante mafioso. “La cattura di Giuseppe Morabito, ad avviso di Roberto Centaro, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia 2001-2006, è ben più importante di quella di Provenzano”.

Se non ci sono questi elementi, accanto ovviamente ad una serie di mezzi sempre più efficaci di intervento nella lotta alle mafie, è difficile e talvolta impossibile, come insegnano gli esempi di Riina, Provenzano, Lo Piccolo e Messina Denaro (ancora uccel di bosco), assicurare i criminali malavitosi alla giustizia.

Detto ciò e considerato che sul fronte della repressione si siano, come più volte sottolineato, compiuti sostanziali passi in avanti, così come sul piano culturale, sociale e territoriale, resta il fatto che la prevenzione politica ed istituzionale ancora tentenna. E fino a quando la questione della lotta alla mafia non viene messa in alto e in prima pagina dell’agenda politica - ovvero nell’agenda dei partiti democratici che la assumano come pietra miliare della propria elaborazione e lotta politica, si continuerà a far fatica persino a parlare di infiltrazione della mafia nell’economia e nelle istituzioni, e ancora più diventa complicato capire il vero ruolo da essa esercitato quale braccio strutturale e illegale di una parte della classe dirigente che ha preferito e preferisce sfuggire alle regole della democrazia e del mercato veramente libero. La dimostrazione di questo tentennamento colpevole della politica è sotto gli occhi di tutti coloro che assistono rassegnati ad un Parlamento ingessato che non riesce dopo anni e su richiesta dell’Europa a varare una legge anticorruzione degna di questo nome e di un Paese civile.

I partiti, come evidenziato in questa Rivista da Pasquale Misuraca, sono in piena crisi e quasi sempre si rivelano inadeguati ad affrontare la situazione drammatica di fronte alla quale si trova la società. Anche se è illusorio attendersi che i partiti e la politica riescano ad autoriformarsi, mostrino almeno uno scatto di orgoglio e diano un segnale concreto per combattere le organizzazioni criminali, l’illegalità e la corruzione dilagante anche nel rispetto dei tanti valorosi combattenti come il Maresciallo Nino Maressa.

Filippo Piccione


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Commenti
Inviato: 10/10/2012 7:21  Aggiornato: 10/10/2012 8:52
Autore: fulmini

Mi colpisce il fatto che anche il governo Monti abbia scarsamente agito contro le Mafie.
Inviato: 10/10/2012 8:50  Aggiornato: 10/10/2012 8:51
Autore: fulmini

Eppur si muove, il governo Monti, contro le Mafie. Tardi, ma accenna un movimento: Sciolto dal Viminale il Comune di Reggio Calabria per Mafia.
Inviato: 10/10/2012 8:57  Aggiornato: 10/10/2012 12:24
Anche se timidamente pare che Monti voglia fare qualcosa contro le mafie. Filippo Piccione
Inviato: 13/11/2012 15:39  Aggiornato: 13/11/2012 17:15
Si, una lotta in bianco e nero. Non il grigio, nessun tentennamento da parte di questi uomini dello Stato che sono i Carabiieri che lottano e hanno combattuto la 'ndrangheta in prima linea. Ne "la mala vita" una bella testimonianza che mi dà coraggio per affrontare il futuro. Grazie a Nino Maressa.