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leOpereeiGiorni : A proposito di Federer
di fulmini , Mon 16 July 2012 6:00
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Oggi Roger Federer diventa il giocatore con il maggior numero di settimane al primo posto in classifica nella storia del tennis. Lo preferisco a tutti gli altri tennisti presenti per via della sua grace under fire. Per i passati gli stanno bene al fianco Rod Laver e Pete Sampras, parimenti aggraziati anche nei momenti di massimo sforzo.

"L’altro giorno, dialogando via email con l’amico SB, gli ho rivelato di aver visto-e-sentito un breve video di Gianni Clerici, e di condividerlo.

Ecco cosa mi ha risposto l’amico dialogante, concedendomi poi il piacere di pubblicare qui il suo pensamento per il piacer vostro:

Mi è capitata la fortuna di chiacchierare di tennis un paio di volte con lo Scriba, e conosco bene le sue irremovibili idee sull'impossibilità di dichiarare il migliore di tutti i tempi. Mi sembrano, però, miopemente venate della nostalgia del tempo che fu. Lo sport, a differenza dell'arte, accetta di essere giudicato dai numeri, e i numeri unanimi dicono ora, dicono oggi più che mai, che Roger Federer è il più grande giocatore di tutti i tempi. Federer vanta il maggior numero di trofei del Grande Slam - 17 -, il maggior numero di settimane al primo posto in classifica - 287, striscia aperta -, il maggior numero di vittorie nel torneo tennistico più antico e prestigioso, Wimbledon - 7 - e nel modernissimo torneo dei campioni, il Masters di fine anno - 6. È versatile come nessun altro è mai stato: ha vinto tutti e quattro i tornei dello Slam ora che si tengono su quattro superfici diverse (ai vecchi tempi solo su due: erba e terra battuta) e ha vinto tornei di primo piano su almeno altre due o tre superfici, tra cui perfino un'improbabile terra blu. Deve forse dimostrare altro? Gli si poteva rimproverare di avere un bruciante parziale negativo negli scontri contro il più grande terraiolo di sempre, ma gli vanno concesse due decisive attenuanti: esclusa la terra, Federer sarebbe davanti a Nadal, e gli rende anche un vantaggio di cinque anni d'età.
Si potrà subito obiettare che Rod Laver può legittimamente aspirare al titolo di più grande di tutti i tempi avendo conseguito due volte, da dilettante nel '62 e da professionista nel '69, quanto Federer non conseguirà mai: il Grande Slam. Per non dire di quanti altri titoli Laver avrebbe potuto aggiungere ai suoi 11 se, dopo il primo Slam, non fosse passato professionista. È tutto vero, ma è altrettanto vero che all'epoca il mondo aveva 2,5 miliardi di persone e oggi ne ha più di 7, e che all'epoca giocavano a tennis poche centinaia di migliaia di privilegiati in pochi paesi occidentali, oggi centinaia di milioni ovunque (un serbo come Djokovic, per esempio, non sarebbe mai arrivato a praticare il tennis, se fosse nato nel dopoguerra). Vogliamo dire di più? Lo stress sia fisico che mediatico del tennis moderno, la frequenza e la durezza delle competizioni, l'atletismo esasperato che permettono i nuovi materiali e le nuove regole, rendono vincere a lungo oggi incomparabilmente più difficile che cinquant'anni fa. Fino ai primi anni Settanta fior di campioni non partecipavano all'Australian Open perché il viaggio era troppo lungo e faticoso: il tennis di allora era ancora un gioco, quello di oggi è uno sport, e ha preso il posto del pugilato, di cui è una bianca sublimazione, come sport individuale di riferimento nell’immaginario di tutto il mondo. Concordo perciò con la rivista Sports Illustrated, bibbia americana degli atleti, quando sostiene che anche Sampras è stato un giocatore più grande di Laver. E permettimi di replicare infine allo Scriba con uno Scrittore: il pezzo del New York Times, firmato da David Foster Wallace, si intitola, memorabilmente, Federer come esperienza religiosa."


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Commenti
Inviato: 16/7/2012 9:17  Aggiornato: 16/7/2012 12:19
i tecnici di tennis usano usano dire ai loro allievi che la racchetta e la prosecuzione della loro mano. Roger deve aver capito subito da piccolo questa utilissima indicazione. L'impressione vedendolo giocare e proprio quella che i suoi colpi partano dalla mano e non dalla racchetta.
Inviato: 18/7/2012 23:34  Aggiornato: 19/7/2012 0:13
Concordo pienamente con il commento. SB