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leOpereeiGiorni : Vittorio De Seta e la voce fuori campo
di fulmini , Thu 1 December 2011 8:00
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Vittorio De Seta, In Calabria, 1993.


Vittorio De Seta è morto, a 88 anni, tre giorni fa. Non l’ho conosciuto personalmente, ma ci sono andato vicino. Grazie ad Alexandra.

Alexandra Zambà, la complice della mia vita e del mio lavoro, dirigeva una piccola manifestazione cinematografica estiva ad Amantea, verso la metà degli anni Novanta. Avevamo realizzato, per gli abitanti di Amantea, con il contributo del Comune di Amantea, un documentario, girato in Beta digitale e poi vidigrafato in 35 mm, per poterlo proiettare nella grande e bella arena del paese calabrese affacciato sul mare Tirreno. Si intitola Santarielli d’Amantea.

Un’estate di 15 anni fa lo proiettammo, per tutti gli amanteani, molti dei quali avevano partecipato, consapevoli o inconsapevoli, alla realizzazione del documentario, e per gli emigranti che, come ogni estate, tornavano, dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Australia, dall’America Latina, per le vacanze nel paese natìo. Il soggetto del documentario era la festa religiosa dei Santarielli, che si svolgeva ogni giovedì e venerdì di Pasqua. Gli emigranti non vi partecipavano, e non la vedevano da 20, 30, 40 anni – e si commossero tutti, alcuni fino alle lacrime.

I più anziani si commossero ancora di più alla proiezione di un documentario di De Seta che Alexandra aveva scelto e affiancato al nostro: I dimenticati, del 1959. Un documentario dei suoi primi, i migliori, quelli senza voce fuori campo. De Seta uno dei miei maestri di documentario. Non venne, alla proiezione del suo documentario, per ragioni di salute. Peccato - l'avrei baciato in fronte.

La Calabria del 1959. La Calabria del 1995. E oggi, la Calabria, com’è? Dovrei tornarci, magari a girare e proiettare un nuovo documentario – per vederla con gli occhi spalancati e sentirla con le orecchie tese, come costringe e regala il lavoro audiovisivo per sua natura. Ma non ho cuore, straziata com’è, quella che è stata la mia terra, dalla ‘ndrangheta - dagli uomini e le donne della 'ndrangheta ma soprattutto da coloro che non li avversano. Con il silenzio, o con la voce fuori campo - quelli sono i peggiori.

Pasquale Misuraca

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Commenti
Inviato: 1/12/2011 21:38  Aggiornato: 1/12/2011 21:38
Autore: venises

Ben pensato e ben realizzato. Molto interessante.
Non è vero che non ci sia il commento, ce n'è "quanto basta".
Inviato: 1/12/2011 23:44  Aggiornato: 1/12/2011 23:44
Autore: fulmini

Certo, c'è il commento, Venises - in questo documentario del 1993. Non c'era invece ne 'I dimenticati', il documentario del 1959. Io preferisco quel modo di realizzare i documentari, proprio del giovane De Seta - tanto vero che l'ho seguito e sviluppato secondo le mie capacità nei miei - ma anche questo modo (e con questa misura, come noti tu) ha una sua bellezza ed efficacia. Grande Vittorio.