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racconti di racconti : Racconto di un cane
di fulmini , Mon 19 September 2011 6:00
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Cammino sul largo marciapiede che circonda Piazza Vittorio a Roma, ed entra nel mio campo visivo un cane pastore tedesco. Mi precede con la coda tra le gambe, e le orecchie abbassate. Il figlio del cinofilo e l’amante dei cani che sono in me s’allarmano. Panoramico a destra e seguendo la linea del suo corto guinzaglio trovo un uomo oltrematuro, impettito, che deambula a passi lenti e ritmati, il collo teso, il mento tirato verso l’alto. Il cane procede dunque al suo fianco sinistro, e leggermente arretrato rispetto a lui come deve fare un cane ben addestrato. Ma proprio ora il quadrupede sopravanza, di qualche centimetro, non di più, la linea di deambulazione del bipede e le mie orecchie intrasentono un ordine afono, sordo, minaccioso. Il cane frena, abbassa e volge la testa verso il padrone, sbarra gli occhi, trema tutto – la muscolatura dell’intero corpo si contrae in brevi scatti incontrollati. Un generale frustrato – penso dell’uomo, un cane frustato – penso del cane. Passo a fianco dei due, l'uomo guarda fisso all’infinito, il cane mi lancia con un’occhiata questo racconto di immagini:

interno di casa

specchio

mano di donna


Pasquale Misuraca (le parole) e Alexandra Zambà (le foto)

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Commenti
Inviato: 19/9/2011 10:44  Aggiornato: 19/9/2011 10:44
Ebbi a rimproverare il padrone di un cane, ma il vero "cane" era il bipede, poichè redarguiva, a mio avviso senza motivo, il suo fedele amico.
Quest'ultimo abbaiava ad altro cane che aveva scorto.
E cosa altro poteva fare un cane se non presentarsi ad un suo simile?
Spesso l'Uomo, il peggiore degli animali, quando non riesce ad infastidire i suoi simili, se la prende con le bestiole che lo circondano le quali acquisiscono, con l'andare del tempo, le stesse fissazioni di chi lo governa.