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Gramsci : Gramsci chi?
di fulmini , Sat 2 July 2011 10:30
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{Ripubblico qui il fulmine uscito sabato 2 luglio su Alias - supplemento culturale del ‘manifesto’(ove tengo una rubrica che fiorisce il primo sabato di ogni mese) – per consentire ai lettori del sito-rivista di partecipare alla scoperta di un Gramsci inatteso.}

Scienza della storia e della politica (1)

Il marxismo e la sociologia sono in crisi, vabbene, ma non è questo il problema. Il problema è che Antonio Gramsci, nei Quaderni del carcere, ha criticato il marxismo da Bucharin a Marx e la sociologia da Weber a Comte, e avviato una nuova scienza: la scienza della storia e della politica - ma i marxisti e i sociologi non lo sanno.

"Per Gramsci la conoscenza scientifica dei processi storico-politici non prende l’avvio da alcuna concezione generale del mondo e della storia, bensì dall’esperienza. Il contrario, cioè partire da una filosofia, produce necessariamente una subordinazione che impedisce il raggiungimento dell’autonomia della nuova scienza. Come abbiamo visto nella critica delle sociologie, la caduta teorica del marxismo – il suo deterioramento – è contenuta nella assunzione del materialismo filosofico come fondamento dell’analisi ‘scientifica’ dei processi storici e naturali.

Ma cosa è questa ‘esperienza’ che fonda il processo conoscitivo? Non si tratta dei dati empirici, poiché questi sono già ordinamenti della realtà elaborati sulla base di concezioni teoriche determinate esplicite o implicite. Per esperienza Gramsci intende i processi storici concreti, ‘la storia stessa nella sua infinita varietà e molteplicità’; esperienza che ‘non può essere schematizzata’ proprio per il fatto che non è costituita di ‘dati’ (classificabili), ma di azioni, di processi complessi singolari. In tal modo Gramsci si oppone simultaneamente tanto ad una fondazione di carattere speculativo, quanto ad una fondazione di carattere empirista della conoscenza scientifica. (…)

Sconfitto politicamente, Gramsci aveva individuato la causa della propria sconfitta (che prevedeva si sarebbe estesa a tutto il movimento comunista) nella mancanza di una cultura scientifica indispensabile per guidare il processo storico-politico di sostituzione del vecchio mondo con uno nuovo (che concepisce come la creazione di una nuova civiltà). Aveva realizzato la critica delle teorie esistenti (il marxismo e la sociologia) e identificato il bisogno di una nuova scienza. Come costruirla? Da dove prendere le mosse?

Il punto di partenza non si poteva trovare in nessuna filosofia esistente, e ancor meno la nuova scienza poteva trarsi deduttivamente da una concezione i cui fondamenti teorici e metodologici aveva già criticato. La conclusione a cui giunge è chiara: l’unico punto di partenza possibile è ‘la storia stessa nella sua infinita varietà e molteplicità’.

Ma l’esperienza storico-sociale nella sua infinita varietà e molteplicità non è disponibile né raggiungibile – se non in modo frammentario - da alcun individuo o gruppo particolare. Tale esperienza richiede di essere prima elaborata intellettualmente ad un certo livello per poter essere trattata scientificamente, perché si costituisca come oggetto di studio dal quale passare al livello scientifico.”

Pasquale Misuraca – Luis Razeto Migliaro, La Traversata. Libro Primo - Dalla critica del marxismo e della sociologia alla proposta di una nuova scienza della storia e della politica, Parte Seconda – Capitolo V: Dall’esperienza alla filologia e alla scienza

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