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economia di solidarietà : Per una nuova civiltà (4)
di luisrazeto , Wed 20 July 2011 6:00
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{Da mercoledì 29 giugno, in questo spazio 'mercuriale', vado pubblicando una serie organica di video di Luis Razeto, accompagnati di volta in volta dalla traduzione italiana, e dal testo originario in spagnolo.}

¿Cómo iniciar la creación de una nueva civilización? (IV)


(Traduzione italiana)


(Dove si afferma che la nuova civiltà è in costruzione ad opera di persone creative, autonome e solidali.)

Ci siamo chiesti nella esposizione precedente chi potrebbe essere il soggetto primario, l’attore o il protagonista della creazione di una nuova civiltà, e abbiamo risposto che può trattarsi soltanto di individui, uomini e donne. Non possono esistere soggetti collettivi iniziatori di una nuova civiltà, a meno che non siano già apparse, preliminarmente, le persone portatrici dei modi di essere, di pensare, di relazionarsi e di agire propri della nuova civiltà.

Tuttavia, gli individui soggetti-iniziatori della nuova civiltà non sono l’uomo e la donna che sono perfettamente adattati alla civiltà in via di sparizione. Gli uomini e le donne contemporanee, per la maggior parte, sono conformati ai modelli della civiltà in crisi. È ovvio che non possano essere iniziatori di una civiltà nuova e superiore individui massificati, consumisti, seguaci delle mode, competitivi, arrivisti, dipendenti dal ‘sistema’ e subordinati al suo modo di sentire, relazionarsi e comportarsi corrispondenti alla esigenze e alle richieste dell’economia, la politica e la cultura moderne date.

In un articolo che ho presentato in una serie di video sotto il video: “Le necessità e la natura umana (sullo sfondo della possibilità di una civiltà superiore)” ho esaminato ampiamente la questione che sta al fondo della possibilità della formazione e dello sviluppo di un nuovo ‘tipo umano’, capace di iniziare la creazione di una nuova civiltà, in quanto iniziale portatore di essa: dei suoi modi di vivere, di relazionarsi, di comportarsi e di agire. Qui considereremo come acquisita la risposta positiva che abbiamo ottenuto in quella indagine, cioè l’affermazione del fatto che possiamo definire gli esseri umani in vari e distinti modi, e che di conseguenza è possibile la nascita di nuovi modi di essere individui, di essere persone umane, di essere uomini e donne.

Proponiamo ora una caratteristica generale del ‘tipo umano’ necessario per iniziare la creazione di una civiltà superiore alla esistente: lo possiamo identificare e caratterizzare come un soggetto – uomo o donna che sia – creativo, autonomo e solidale ¿Perché creativo? ¿Perché autonomo? ¿E perché solidale? Cosa implica ciascuna di queste caratteristiche, lo andremo esponendo nella misura in cui avanzeremo nelle nostre analisi e riflessioni.

Ma possiamo e dobbiamo dire altro, per evitare sin da ora ciò che si rivelerebbe un grave equivoco. Qualunque cosa sia ciò che intendiamo per soggetto “creativo, autonomo e solidale”, si tratterà sempre e in ogni caso di un essere umano che richiede di essere formato, costruito, sviluppato a partire dal modo di essere delle persone concrete che vivono questa civiltà in decadenza. Ma nessuno può “formarlo”, “costruirlo” e “dispiegarlo” dall’esterno. È necessario che l’individuo si formi da se stesso, liberamente e volontariamente, sperimentando il processo personale che lo trasformi in un soggetto creativo, autonomo e solidale. Questo significa, più concretamente, che le persone reali e attuali che vogliano essere creatori di una nuova civiltà, dovranno sviluppare la propria creatività, conquistare la propria autonomia, e farsi solidali, mediante un processo di sviluppo personale.

Questo sviluppo personale non può essere imposto dal di fuori a ciascun individuo, però potrà essere facilitato e appoggiato da altre persone che, più avanzate nella realizzazione di tali qualità di creatività, autonomia e solidarietà, apriranno loro la strada, testimonieranno e mostreranno loro che è possibile, e offriranno loro i risultati delle proprie conquiste e realizzazioni, sulle quali altre persone potranno poggiarsi. In questo senso, vedremo più avanti l’importanza dell’educazione e delle comunicazioni in questo processo.

Detto questo, possiamo affermare che persone creative, autonome e solidali esistono già, e sicuramente in proporzioni maggiori di quanto si sia soliti credere. Questo significa che una nuova civiltà, superiore alla esistente in crisi, è già qui, tra di noi, come seme, in germe. E se è così, la prima cosa che occorre fare è imparare a riconoscerla, scoprirla, e deciderci a partecipare al suo sviluppo.

È ovvio che la costruzione di una nuova civiltà è un progetto, un compito, un’opera gigantesca. Ma la storia insegna che gli inizi di una civiltà è qualcosa che si realizza con una certa spontaneità. Se osserviamo le grandi civiltà che si sono succedute nel corso della storia umana, di fatto troveremo che i loro inizi furono processi messi in moto da poche persone, in base a un certo insieme di idee molto chiare e profonde, ma non complicate né difficili da comprendere.

Di fatto, le civiltà cominciano a nascere nel seno delle civiltà in crisi organica, nelle quali la costruzione di una nuova superiore civiltà appare una necessità, e come risposta ai problemi reali e attuali che influenzano la vita delle persone. Necessità che al principio è sentita da poche persone, e risposte a situazioni che sono affrontate inizialmente da piccoli gruppi. Ma la coscienza di questa necessità e le iniziative inizialmente dispiegate in piccola scala si estendono molto rapidamente a misura che la crisi della vecchia civiltà si accentua deteriorando la vita civile, la convivenza, la qualità della vita, i valori e le idee che la sostennero per secoli, ma che già significano poco per le nuove generazioni.

Come dicevo, le civiltà sono cominciate sempre attraverso le opere e le azioni di poche persone, e di piccoli gruppi che esse stesse creano, i quali progressivamente si espandono per l’integrazione di un crescente numero di partecipanti, fino a costituire una forza intellettuale, morale e politica significativa. In questo senso, la nuova civiltà è in gestazione nel seno della civiltà attuale e convivrà con essa per un lungo periodo di tempo.

Possiamo dire che la nuova civiltà già esiste, in piccolissima scala, quando si costituisce il primo gruppo o insieme di individui che si relazionano, vivono, pensano, sentono e si comportano secondo le forme e i contenuti della civiltà che iniziano a costruire.

Affermo con piena convinzione che la nuova civiltà si sta costruendo, che molte persone stanno di fatto partecipando ad essa, e che in diversi luoghi del mondo si stanno ponendo le fondamenta sulle quali si innalzerà una costruzione sociale magnifica.

Ovviamente, non ogni soggetto che affermi di essere portatore di una nuova civiltà, è embrione e iniziatore di una nuova civiltà. Quelle persone e quei gruppi che meritano la qualifica di fondatori, debbono osservare certe condizioni, senza le quali mai potranno dispiegarsi fino a raggiungere le necessarie dimensioni civilizzatrici.

Per dirlo in generale, essi debbono contenere ed essere portatori, in nuce, delle componenti essenziali della nuova, superiore civiltà. Devono essere, come abbiamo detto, persone e gruppi creativi, autonomi e solidali. Cosa implica ciascuno di questi termini lo esamineremo nelle prossime presentazioni.


*

IV. Donde se afirma que la nueva civilización está ya siendo construida por personas creativas, autónomas y solidarias.

Nos preguntamos en la charla anterior cuál puede ser el sujeto primario, actor o protagonista de la creación de una nueva civilización, y respondimos diciendo que sólo puede tratarse de individuos, hombres y mujeres. No pueden existir sujetos colectivos iniciadores de una nueva civilización, a menos que hayan aparecido ya, previamente, las personas que sean portadores de los modos de ser, de pensar, de relacionarse y de actuar propios de ella.

Ahora bien, el individuo sujeto-iniciador de la nueva civilización no son el hombre y la mujer que se encuentran perfectamente adaptados a la civilización que perece. El hombre y la mujer contemporáneos, en su gran mayoría, son personas conformadas según las pautas de la civilización moderna en crisis. Es obvio que no pueden ser iniciadores de una civilización nueva y superior, individuos masificados, consumistas, seguidores de las modas, competitivos, arribistas, dependientes del ‘sistema’ y subordinados a los modos de sentir, de relacionarse y de comportarse correspondientes a los requerimientos y demandas de la economía, la política y la cultura modernas.

En un artículo que comenté en una serie de videos bajo el título: “Las necesidades y la naturaleza humana (teniendo como trasfondo la posibilidad de una civilización superior)” examiné ampliamente la cuestión que subyace a la posibilidad de formación y desarrollo de un nuevo ‘tipo humano’, capaz de iniciar la creación de una nueva civilización, en cuanto portador incipiente de ella: de sus modos de vivir, de relacionarse, de comportarse y de actuar. Aquí daremos por adquirida la respuesta positiva que obtuvimos en aquella indagación, esto es, la afirmación de que los seres humanos podemos configurarnos de distintos y muy variados modos, y que en consecuencia es posible el surgimiento de nuevos modos de ser individuos, de ser personas humanas, de ser hombres y mujeres.

Adelantemos ahora una caracterización general del ‘tipo humano’ necesario para iniciar la creación de una nueva civilización superior a la existente: lo podemos identificar y caracterizar como un sujeto - hombre o mujer - ‘creativo, autónomo y solidario’. ¿Por qué creativo? ¿Por qué autónomo? Y ¿por qué solidario?, y qué implica cada una de estas caracterizaciones, lo iremos exponiendo a medida que avancemos en nuestros análisis y reflexiones.

Pero podemos y debemos adelantar algo, para evitar desde ya lo que sería una grave equivocación. Cualquiera sea lo que entendamos por sujeto ‘creativo, autónomo y solidario’, se tratará siempre y en todo caso, de un modo de ser humano que requiere ser formado, construido, desarrollado, a partir del modo de ser de las personas concretas que habitan esta civilización que decae. Pero nadie externamente puede ‘formarlo’ ni ‘construirlo’ ni desplegarlo. Es necesario que el individuo se forme a sí mismo, libre y voluntariamente, experimentando el proceso personal que lo convierta en un sujeto creativo, autónomo y solidario. Esto significa, más concretamente, que las personas reales y actuales que quieran ser creadores de una nueva civilización, deberán desarrollar su creatividad, conquistar su autonomía y hacerse solidarias, mediante un proceso de desarrollo personal.

Este desarrollo personal no puede ser impuesto desde fuera a cada individuo, pero podrá ser facilitado y apoyado por otras personas que, más avanzadas en el logro de dichas cualidades de creatividad, autonomía y solidaridad, les abran el camino, les testimonien y demuestren que es posible, y les ofrezcan los resultados de sus propios avances y logros, sobre los cuales podrán otras personas apoyarse. En tal sentido, veremos más adelante la importan cia de la educación y de las comunicaciones en tal proceso.

Dicho esto, podemos afirmar que personas creativas, autónomas y solidarias ya existen, y seguramente en mayor proporción de lo que suele creerse. Esto significa que una nueva civilización, superior a la existente en crisis, ya está aquí, entre nosotros, como semilla, en germen. Y si es así, lo primero que hay que hacer es aprender a reconocerla, descubrirla, y decidirnos a participar en su desarrollo.
Es obvio que la construcción de una nueva civilización es un proyecto, una tarea, una obra gigantesca. Pero la historia enseña que los comienzos de una civilización son algo que ocurre con cierta espontaneidad. Si miramos las grandes civilizaciones que se han sucedido a lo largo de la historia humana, de hecho encontraremos que sus comienzos fueron normalmente procesos puestos en marcha por pocas personas, en base a un cierto conjunto de ideas muy claras y profundas, pero nunca complicadas ni difíciles de comprender.

De hecho, las civilizaciones comienzan a nacer en el seno de las civilizaciones en crisis orgánica, en las cuales la construcción de una nueva superior civilización aparece como una necesidad, y como respuesta a problemas reales y actuales que afectan la vida de las personas. Una necesidad que es al comienzo sentida por pocas personas, y unas respuestas a situaciones que son enfrentadas inicialmente por pequeños grupos. Pero la conciencia de esa necesidad y las iniciativas desplegadas inicialmente en pequeña escala, se extienden muy rápidamente a medida que la crisis de la vieja civilización se acentúa deteriorando la vida civil, la convivencia, la calidad de vida, los valores y las ideas que la sustentaron por siglos, pero que ya muy poco significan para las nuevas generaciones.

Como decía, las civilizaciones han comenzado siempre con la obra y la acción de unas pocas personas, y de pequeños grupos que ellas mismas crean, los cuales progresivamente se expanden por la integración de un creciente número de participantes, hasta constituir una fuerza intelectual, moral y política significativa. En tal sentido, la nueva civilización se está gestando en el seno de la civilización actual y convivirá con ella durante un período de tiempo prolongado.

Podemos decir que la nueva civilización ya existe, en pequeñísima escala, cuando se constituye el primer grupo o conjunto de individuos que viven, se relacionan, piensan, sienten y se comportan según las formas y contenidos de la civilización que empiezan a construir.

Afirmo con plena convicción que la nueva civilización se está ya construyendo, que muchas personas están de hecho participando en ella, y que en distintos lugares del mundo se están poniendo los cimientos sobre los cuales se levantará como una edificación social magnífica.

Obviamente, no cualquier sujeto que afirme ser portador de una nueva civilización, es verdaderamente embrión e iniciador de una civilización nueva. Esas personas y esos grupos que merezcan el calificativo de fundadores, deben cumplir ciertas condiciones, sin las cuales jamás podrán desplegarse hasta abarcar las necesarias dimensiones civilizatorias.

Para decirlo en general, ellos deben contener y ser portadores, en semilla, de los componentes esenciales de la nueva, superior civilización. Han de ser, como dijimos, personas y grupos creativos, autónomos y solidarios. Lo que implica cada uno de estos términos lo iremos examinando en las próximas presentaciones.


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