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economia di solidarietà : Per una nuova civiltà (1)
di luisrazeto , Wed 29 June 2011 6:00
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{Da oggi, in questo spazio 'mercuriale', pubblicherò mercoledì dopo mercoledì una serie organica di video di Luis Razeto, accompagnati di volta in volta dalla traduzione italiana, seguita dal testo originario in spagnolo.}

¿Cómo iniciar la creación de una nueva civilización? (1)


Traduzione italiana

(Dove si afferma che la civiltà moderna è in crisi e si argomenta la necessità di creare una nuova civiltà.)

Nel corso della storia e nelle diverse parti del mondo sono state create molte civiltà, aventi distinte caratteristiche, e varie dimensioni. Alcune più grandi, altre più piccole. Sono state create da persone concrete, uomini e donne come noi, attraverso attività e processi teorici e pratici, che possiamo individuare attraverso lo studio della storia.

Al di là delle differenze tra di loro, possiamo comprendere con sufficiente chiarezza cosa è una civiltà, quali sono i suoi fondamenti e i suoi pilastri basilari, le sue strutture principali, gli elementi che la configurano.

Sappiamo anche quando una civiltà decade e tende a sparire, quando e come si presenta la necessità di creare una civiltà nuova, e quali sono le iniziative e le attività, e da che tipo di persone e di gruppi sono dispiegati, che avviano la sua creazione.

Tutte queste conoscenze sulle civiltà passate, applicate alla realtà presente, ci permettono di affermare che stiamo vivendo oggi una fase storica nella quale la nostra civiltà è entrata in crisi organica ed è iniziata la sua decadenza, mentre cominciano a dispiegarsi le iniziative e le attività tendenti a creare una civiltà superiore che la sostituisca.

La conoscenza storica delle civiltà passate e dell’attuale civiltà moderna, dei suoi inizi, sviluppo, consolidamento e crisi, può favorire notevolmente l’azione teorica e pratica di coloro che oggi sono intenzionati a porre i fondamenti e a dare inizio alla creazione di una civiltà nuova e superiore, che apra l’esperienza umana verso nuovi e più vasti orizzonti.
Sintetizzare tutto ciò ed esprimerlo in un linguaggio accessibile a coloro che sono interessati, è ciò che ci proponiamo in questa serie di presentazioni.

La necessità di costruire una nuova civiltà è sentita da molti, con diversi gradi di coscienza di ciò e di ciò che significa. È stata avanzata da molti intellettuali, già da diversi decenni, e il concetto è stato assunto come proprio da diversi tipi di gruppi e organizzazioni.

Possiamo formulare la questione in questi termini: L’attuale civiltà moderna sta in crisi organica, e stanno in crisi i tre pilastri o fondamenti che la sostengono: sta in crisi il suo pilastro politico: sta in crisi lo Stato nazionale e i partiti; sta anche in crisi il suo pilastro economico: l’industrialismo e il capitalismo; sta anche in crisi il suo pilastro culturale: le ideologie, le scienze sociali, e l’etica positivista.

Queste tre dimensioni della crisi si manifestano attraverso i suoi molteplici effetti, che possiamo sintetizzare con l’esaurimento di una forma dello sviluppo economico, di una forma di convivenza civile e politica, e di alcuni paradigmi ideologici e teorici che si mostrano incapaci di dare senso alla vita collettiva, e di proporre soluzioni efficaci ai grandi problemi che angosciano la società e che tendono ad acutizzarsi.

Stando in crisi questi suoi tre pilastri fondamentali (economico, politico, culturale), la civiltà moderna rende manifesto il proprio sfinimento e la propria incapacità di continuare contribuendo alla espansione ed al perfezionamento dell’esperienza umana.

Ma il nostro proposito non è analizzare qui la crisi, bensì indagare sui modi, le iniziative e le scelte attraverso le quali sia possibile avviare la creazione di una civiltà nuova e superiore a questa nella quale viviamo.

In effetti, questa crisi, essendo organica, non si può risolvere se non attraverso una nuova organicità, appunto come in ogni organismo le cui fonti vitali entrano in grande crisi, altrimenti la civiltà moderna e i suoi pilastri sono destinati a deteriorarsi progressivamente. Questo decadimento progressivo sta svolgendosi lentamente, e il processo può estendersi ancora per alcuni decenni; sebbene ci siano segni del fatto che la crisi economica, politica e culturale stia accelerando.

In questo nostro tempo, di fronte a queste crisi, abbiamo due possibilità (se vogliamo fare qualcosa di socialmente utile): una, è provare a puntellare e rafforzare e migliorare i pilastri della civiltà in crisi in modo che il crollo si posponga un poco, limitando in questo modo le sofferenze che produce la crisi e che comporterà il crollo stesso. L’altra possibilità è cominciare la costruzione dei fondamenti di una nuova e superiore civiltà.

Questioni quali la riforma dei partiti politici, la creazione di partiti nuovi e migliori, eccetera fanno parte della prima prospettiva. Migliorare la distribuzione delle retribuzioni, o elevare le esigenze ambientali in relazione ai nuovi investimenti industriali, è anche agire nell’ottica di puntellare i pilastri di questa civiltà e differire così la sua caduta. In questa medesima prospettiva si pongono coloro che realizzano inchieste sociologiche tendenti ad allargare la conoscenza dell’opinione pubblica, per perfezionare le politiche sociali.

Se invece ci poniamo nella seconda prospettiva, quella di cominciare la costruzione di una nuova civiltà, le questioni essenziali sono: la creazione di una nuova politica (non partitica, non statale), di una nuova economia (non industrialista, non capitalista), e di nuove strutture della conoscenza e della progettazione (non ideologiche, non positiviste).

Ma ci sono molte cose implicite in queste affermazioni, che dobbiamo approfondire. Intanto abbiamo impiantato il tema, che andremo ampliando e sviluppando nelle prossime presentazioni.

*

(Donde se plantea que la civilización moderna está en crisis y se formula la necesidad de crear una nueva civilización.)

A lo largo de la historia y en distintas partes del mundo se han creado muchas civilizaciones, de distintas características, de variados tamaños. Algunas muy grandes, otras más pequeñas. Las han creado personas concretas, hombres y mujeres como nosotros, mediante actividades y procesos teóricos y prácticos, que podemos identificar a través del estudio de la historia.

Más allá de las diferencias entre ellas, podemos conocer con bastante claridad, qué es una civilización, cuáles son sus fundamentos y sus pilares fundamentales, sus estructuras principales, los elementos que la configuran.

Y sabemos también cuándo una civilización decae y tiende a desaparecer, cuándo y cómo se presenta la necesidad de crear una civilización nueva, y cuáles son las iniciativas y las actividades, y desplegadas por qué tipo de personas y de grupos, que dan inicio a su creación.

Todos esos conocimientos sobre las civilizaciones pasadas, aplicados a la realidad presente, nos permiten afirmar que estamos viviendo hoy una fase histórica en que nuestra civilización ha entrado en crisis orgánica y ha comenzado su decaimiento, mientras comienzan a desplegarse las iniciativas y actividades tendientes a crear una civilización superior que la sustituya.

El conocimiento histórico de las civilizaciones pasadas y de la actual civilización moderna, de sus inicios, desarrollo, consolidación y crisis, puede facilitar grandemente la acción teórica y práctica de quienes hoy se encuentran intencionados a poner los fundamentos y a dar inicio a la creación de una civilización nueva y superior, que abra la experiencia humana hacia nuevos y más amplios horizontes.

Sintetizar todo esto y expresarlo en lenguaje accequible para todos quienes puedan interesarse en ello, es lo que nos proponemos en esta serie de presentaciones.

La necesidad de construir una nueva civilización es sentida por muchos, con diferentes grados de conciencia de ello y de lo que significa. Ha sido planteada por numerosos intelectuales, desde hace ya varias décadas, y el concepto ha sido asumido como propio por diversos tipos de grupos y organizaciones.

Podemos formular la cuestión en estos términos: La actual civilización moderna está en crisis orgánica, y están en crisis los tres pilares o fundamentos que la sostienen: está en crisis su pilar político: el Estado nacional y los partidos; está tanbién en crisis su pilar económico: el industrialismo y el capitalismo; y está también en crisis su pilar cultural: las ideologías, las ciencias sociales, y la ética positivista.

Estas tres dimensiones de la crisis se evidencian a través de sus múltiples efectos, que podemos sintetizar en el agotamiento de un modo de desarrollo económico, de unas formas de convivencia civil y política, y de unos paradigmas ideológicos y teóricos que se muestran incapaces de dar sentido a la vida colectiva y de proponer soluciones viables frente a los grandes problemas que aquejan a la sociedad y que tienden a agudizarse.

Al estar en crisis esos sus tres pilares fundamentales (económico, político y cultural), la civilización moderna pone de manifiesto su agotamiento y su incapacidad para continuar contribuyendo a la expansión y perfeccionamiento de la experiencia humana.

Pero nuestro propósito no es aquí analizar la crisis sino indagar sobre los modos, las iniciativas y las opciones a través de las cuáles sea posible iniciar la creación de una civilización nueva y superior a e ésta en que vivimos.
En efecto, esta crisis, por ser orgánica, no puede resolverse sino mediante una nueva organicidad, pues como todo organismo cuyas fuentes vitales entran en gran crisis, la civilización moderna y sus pilares están destinados a continuar deteriorándose. Pero este decaimiento progresivo está siendo lentísima, y el proceso puede extenderse todavía por algunas décadas; si bien hay signos claros de que la crisis económica, política y cultural se están acelerando.

En este nuestro tiempo, frente a estas crisis, tenemos dos posibilidades (si queremos hacer algo socialmente útil): una, es tratar de apuntalar y reforzar y mejorar los pilares de la civilización en crisis de manera que el derrumbe se posponga un poco, reduciéndose de este modo los sufrimientos que trae la crisis y que traerá el derrumbe mismo. La otra posibilidad es la de iniciar la construcción de los fundamentos de una nueva –superior- civilización.

Cuestiones como la de reformar a los partidos políticos, crear partidos nuevos y mejores, etc. se ponen en la primera perspectiva. Mejorar la distribución del ingreso, o elevar las exigencias ambientales para las nuevas inversiones industriales, es también plantearse desde la óptica de apuntalar los pilares de esta civilización y postergar así su caída. En esa misma perspectiva se ponen quienes hacen investigaciones sociológiocas tendientes a ampliar el conocimiento de la opinión pública, para perfeccionar las políticas sociales.

Si en cambio nos ponemos en la segunda perspectiva, la de iniciar la creación de una civilización nueva, las cuestiones esenciales son: la creación de una nueva política (no partidista, no estatal), de una nueva economía (no industrialista, no capitalista), y de nuevas estructuras del conocimiento y de la proyectación (no ideológicas, no positivistas).

Pero hay muchas cosas implícitas en estas afirmaciones, que tendremos que profundizar. Por ahora dejamos planteado el tema, que iremos ampliando y desarrollando en las próximas presentaciones.

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