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briciole musicali : Il Pasticcio di Vivaldi
di venises , Tue 11 January 2011 5:00
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L'opera Bajazet (Verona, 1735) di Antonio Vivaldi (libretto di Agostino Piovene) è un pasticcio.



"Antonio Vivaldi": Sposa, Son Disprezzata (canta Montserrat Caballé)




"Antonio Vivaldi": Sposa, Son Disprezzata (canta Vivica Genaux)



"Antonio Vivaldi": Sposa, Son Disprezzata (canta Cecilia Bartoli)


La sua aria più famosa, Sposa, son disprezzata non è di Vivaldi come in genere si dice ma è presa (adattandone il testo) dall'opera Merope (Venezia, 1734, Teatro San Giovanni Grisostomo) di un certo Geminiano Giacomelli ( 1692- 1740).



"Geminiano Giacomelli": Sposa, Non Mi Conosci (canta Philippe Jaroussky)


"Geminiano Giacomelli": Sposa, Non Mi Conosci (canta Cecilia Bartoli)


L'aria in questione "si direbbe", dunque, di Giacomelli, se non fosse che questi l'ha copiata a sua volta da colui che impiegò Vivaldi al Pio Ospedale della Pietà di Venezia, tale Francesco Gasparini (1661-1727) che la compose (lui sì) per la sua opera Metrope (Venezia 1711, Teatro S. Cassiano).



L'aria Qual guerriero in campo armato (anch'essa compare nel Bajazet di Vivaldi) è invece presa dall'opera Idaspe composta dal fratello di Farinelli (il castrato più famoso della storia della musica), ovvero tal Riccardo Broschi (1698-1756).


Riccardo Broschi: Qual Guerriero In Campo Armato (canta Vivica Genaux)
dall'opera Bajazet di Antonio Vivaldi



Coloro che a questo punto temono che l'opera Bajazet non contenga affatto musiche composte dal nostro si rassicurino; ascoltate, ad esempio, l'aria Anche il Mar Par Che Sommerga : ovviamente tratta dall'opera di Vivaldi Semiramide.


Antonio Vivaldi: Anche il Mar Par Che Sommerga (canta Patrizia Ciofi)


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Commenti
Inviato: 11/1/2011 13:00  Aggiornato: 11/1/2011 13:00
Autore: fulmini

{Troppo forte e troppo bello il testo dell'ultima Aria perch'io non lo proponga - comincio a parlare come i barocchi... Grazie, Venises!}

Anche il Mar Par Che Sommerga

Quella nave, che tu vedi

Dissipata da procelle.

Poi la vedi, e par che s’erga

Presso all’altra in fra le stelle.
Inviato: 11/1/2011 23:03  Aggiornato: 11/1/2011 23:03
Quest'aria è molto bella, io però, che su queste cose sono un po' purista, preferisco questa versione:

http://www.youtube.com/watch?v=JI3sWWIyuoA

Tania
http://pioggiadinote.com
Inviato: 12/1/2011 16:52  Aggiornato: 12/1/2011 16:52
Che ridda di erudizione! Sono basita. Io ero venuta solo per dire che a me piace la versione della Bartoli.
Mi dicono pero' che solo ai truzzi piace la Bartoli e i suoi gorgoglii eccessivi. Sara' che a me e' sempre piaciuto il circo... (Nefeli)
Inviato: 12/1/2011 19:03  Aggiornato: 12/1/2011 23:14
Vivaldi nel “pasticciare” mi ricorda il personaggio di un racconto di Borges, nell’antologia Finzioni (2, pag. 36), in cui l’artista Pierre Menard sogna di scrivere una seconda volta il capolavoro di Cervantes,- e poiché ogni uomo dev’essere capace di ogni idea - (2, pag. 46), cerca la creazione di un’opera identica all’originale rimanendo però Pierre Menard, senza perdere nulla della sua individualità.
-“Così il mondo, se si potesse esattamente tradurlo e raddoppiarlo in un libro, perderebbe ogni principio e ogni fine per diventare quel volume sferico, finito e senza limiti, che tutti gli uomini scrivono e in cui sono scritti: non sarebbe più il mondo, ma sarebbe, sarà il mondo pervertito nella somma infinita dei suoi possibili". Le parole, in questo caso, sono di Maurice Blanchot, da "L'infinito letterario".

Dunque, mi viene di aggiungere che L'opera Bajazet di Antonio Vivaldi e l'opera Merope di Geminiano Giacomelli come l’altra di Francesco Gasparini, viaggiano come tutte le voci proposte da Venises, su piani paralleli come direbbe J.L.Borges, in un infinito letterario (artistico) come avrebbe aggiunto M. Blanchot.
Alexandra Zambà detta AlfaZita
Inviato: 12/1/2011 23:54  Aggiornato: 12/1/2011 23:55
Autore: venises

@ Nefeli
Sentirsi dare dell'erudito da te suona come qualcosa a metà fra un equivoco ed un paradosso logico.
Come direbbe Totò: "Ma mi faccia il piacere, ma mi faccia !"

Dici di preferire la Bartoli, ma molti dicono che la Bartoli non è OK.
Noi, generalmente, diffidiamo delle generalizzazioni.
Distinguiamo, dunque, le varie interpretazioni: della Bartoli qui vi abbiamo proposto (in un certo ordine) due interpretazioni. Per un motivo: in questi due casi (ma l'aria è la medesima, quindi il caso è il medesimo) la Bartoli rifugge dalla tentazione del virtuosismo. L'aria non invita al virtuosismo, è vero, ma le va dato atto che lei pur sempre rifugge; il risultato ci sembra valido: ve l'abbiamo quindi proposto all'ascolto (questo non è affermare che il virtuosismo sia sempre negativo).
Opposto è il caso dell'aria Anche il Mar Par che Sommerga: qui non vi abbiamo proposto l'interpretazione della Bartoli perché la giudichiamo semplicemente pessima, una pura esibizione di virtuosismo (che non le manca, chiaramente) che fa perdere il senso di ciò che si dovrebbe esprimere (non ha nemmeno cura di pronunciare effettivamente il testo, che è un piccolo gioiello in se stesso).


@ Tania
Ci permettiamo di dissentire. Nel caso dell'aria Sposa, Son Disprezzata l'interpretazione della Genaux è molto buona ma pur sempre inferiore a quella della Caballé - a nostro gudizio (ottima invece la strumentazione che l'accompagna).
Perché? Perché l'aria esprime (deve esprimere) il sentimento di disperazione totale.
C'incuriosisce capire meglio come la vedi tu (non abbiamo capito il tuo "però").


@ fulmini
Grazie per aver trascritto il testo, secondo noi un piccolo capolavoro.
Se nell'arte la comunione di forma e contenuto è imperativa, allora il testo deve dipingere, deve trasmettere testualmente (così come la musica lo fa per la sua parte) il comparire e scomparire della nave fra le gigantesche onde.
Ci riesce meravigliosamente, crediamo, adottando uno sguardo "in soggettiva".


@ AlfaZita
Quale commento erudito!
Resto basito!
(Molto bella la citazione!)
Inviato: 13/1/2011 1:13  Aggiornato: 13/1/2011 1:13
@ Venises
Sentirsi dare dell'erudito da voi, arrossiscono le mie orecchie!
"Ma mi faccia il piacere, ma mi faccia !" Come direbbe Totò.

Ero solo preparata sul tema, perché da tempo quel racconto di Borges mi aveva scombinato i battiti ed il pasticcio di Vivaldi entrava a pennello negli interstizi tenui delle aritmie.
Blanchot poi ha fatto il resto...
AlfaZita
Inviato: 16/4/2016 17:49  Aggiornato: 17/4/2016 21:49
In base a quale fonte si attribuisce la paternità a Gasparini? Non trovo nessuna fonte musicale, se non un'altra aria dell'opera. Se esiste mi dite dove è conservata? Grazie
Inviato: 1/5/2016 20:22  Aggiornato: 1/5/2016 20:24
Autore: venises

Scusandoci per il ritardo con il quale reagiamo all'interrogazione (eravamo in viaggio), puoi consultare il libretto dell'opera Merope (del 1711) di Francesco Gasparini.
L'aria Sposa, non mi conosci è a pagina 63 del libretto nel file allegato.


Francesco Gasparini - Libretto Merope