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Gesù : Una Rete di proposte
di fulmini , Thu 16 December 2010 9:40
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Punakha Dzong - Bhutan

Richard Murai, Punakha Dzong - Bhutan, 2010.


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Commenti
Inviato: 18/12/2010 15:45  Aggiornato: 18/12/2010 15:45
Autore: fulmini

Inviato: 19/12/2010 15:13  Aggiornato: 19/12/2010 15:13
Autore: fulmini

Ed ecco un interessante contributo all'approfondimento della questione:

Braudel Center, Binghamton University

Commentary No. 295, Dec. 15, 2010
"Mr. Putin Makes an Audacious Offer"

Prime Minister Vladimir Putin of Russia visited Germany in the end of November. Before arriving there, he published an op-ed in the German newspaper, which commented on this interview under the headline, "Putin hugs Europe."

The contents of the op-ed were quite remarkable. Putin said that the lesson to be drawn from the severest economic crisis of the world economy in eight decades was the need for Russia to work more closely with the European Union. "We propose the creation of a harmonious economic community stretching from Lisbon to Vladivostok." He said that "in the future, we could even consider a free trade zone or even more advanced forms of integration." He suggested that such a continental market would be worth trillions of Euros.

Putin suggested that the EU and Russia needed to work closer together in the fields of industry and energy. He said that they should consider "what we can do to enable a new wave of industrialization on the European continent." He mentioned such fields as shipbuilding, the airplane and automobile industries, environmental technologies, pharmaceuticals, nuclear energy, and logistics. He called for common undertakings by European and Russian entrepreneurs.

In the field of energy supplies, Putin called for "active exchanges." It was necessary, he said, to work together at "all phases of the technological value creation chain - from the uncovering of demand for energy resources up to the delivery to the consumer." Thereupon, Russia and the EU can move forward to the elimination of visas which would manifest "not the end but the beginning of a true integration of Russia and the EU."

When Putin arrived in Germany he got a warm reception from some leading German bankers and industrialists. He spoke to them as his "friends," and in return the CEO of Siemens said, "We are at home in Russia." He said that "Russia was a clear example of how the emerging nations are giving an impulse to growth in the world economy."

Putin continued his "charm offensive" with the German economic elite. He suggested they stood together on currency questions. "We need a new multipolarity in the currency system. We must break the excessive dollar monopoly." He spoke of the example of the Roman Empire, whose policies led to a 500-year-long economic stagnation. He then gave a strong endorsement to the euro, which he called an important balance to the dollar in the world economy. He suggested the possibility of trade being denominated in rubles and Euros, and not in dollars.

Chancellor Angela Merkel's response to these proposals was cautious but not negative. Germany's Foreign Minister, Guido Weterwelle, said that Putin's proposals show "how close we are in terms of our strategic goals." The strongest endorsement came from some of Germany's leading economic managers. Press response in Germany was mixed.

In France, Le Monde noted: "This appeal to economic opening by someone more noted for his nationalist character than his commitment to ideas of free trade is truly innovative. This is all the more the case since the development of industrial cooperation between the two sides has been repeatedly held back for political reasons."

It should be observed that Putin was not offering a deal to the "West" but rather to "Europe." It seems a quite specific attempt to encourage a strengthening of ties with Europe at the expense of the United States. While this is not entirely new in terms of Russia's geopolitical stance, it has up to now not been stated so publicly and so boldly. It should be noted too that Putin has given a strong endorsement to the euro at a time when the euro is in need of some political reinforcement. Note too that Putin is not talking of remaining merely or even principally an energy-exporter to Europe. Putin is talking of a new wave of industrialization in which Russia will participate fully.

This open diplomacy by Putin should probably worry U.S. leaders more than the modest revelations of Wikileaks.

by Immanuel Wallerstein
Inviato: 22/12/2010 18:28  Aggiornato: 22/12/2010 18:28
Autore: fulmini

{Ed ecco la traduzione in italiano di Giuliano Cabrini dell'articolo di Immanuel Wallerstein - articolo che avevo ricevuto da Orlando Lentini.}

Commentary No. 295, 15 dicembre 2010
“Putin fa un'offerta audace

Il primo ministro russo Vladimir Putin è andato in visita in Germania alla fine di novembre. Prima del suo arrivo aveva pubblicato una proposta aperta in un giornale tedesco che aveva commentato la sua intervista con il titolo “ Putin abbraccia l'Europa.”

Il contenuto della proposta è veramente degno di attenzione. Putin aveva detto che la lezione da trarre dalla decennale grave crisi economica mondiale era il bisogno per la Russia di lavorare a più stretto contatto con l'Unione Europea e continuava così: “Proponiamo la creazione di una comunità economica che si estenda da Lisbona a Vladivostok, nel futuro si potrebbe persino prendere in considerazione una zona libera per scambi commerciali e inoltre più avanzate forme di integrazione.” Putin ipotizzava che un tale mercato continentale valesse trilioni di euro.

Riteneva inoltre che l'Unione Europea e la Russia abbiano bisogno di lavorare insieme nel campo dell'industria e dell'energia. Aveva detto che doveva essere preso in considerazione quello che si poteva fare per rendere possibile una nuova ondata di industrializzazione nel continente europeo e ha menzionato i settori delle costruzioni navali, industrie aeronautiche e automobilistiche, tecnologie ambientali, farmaceutica, energia nucleare e logistica. Invitava ad una comune iniziativa da parte di imprese europee e russe.

Nel campo della fornitura di energia Putin riteneva necessario uno scambio attivo. “E' necessario - ha detto - lavorare assieme a tutte le fasi della catena per la creazione di tecnologia avanzata, dalla scoperta della domanda di risorse energetiche alla fornitura ai consumatori. Inoltre la Russia e l'Unione Europea devono lavorare per l'eliminazione di visti sul passaporto. Questo manifesterebbe l'inizio di una vera integrazione tra la Russia e l'UE.”

Quando Putin è arrivato in Germania ha ricevuto una calda accoglienza da parte di alcuni banchieri e industriali di primo piano. Egli ha parlato a loro come a suoi amici, e di rimando l'amministratore delegato della Siemens ha detto di sentirsi a casa in Russia, la Russia era un chiaro esempio di come le nazioni emergenti davano impulso alla crescita dell'economia mondiale.

Putin ha continuato la sua affascinante offensiva verso l'élite dell'economia tedesca suggerendo di lavorare insieme sulla questione della moneta. “Abbiamo bisogno di una nuova multipolarità del sistema monetario e dobbiamo rompere l'eccessivo monopolio del dollaro.” Ha citato l'esempio dell'impero romano la cui politica aveva portato a 500 anni di ristagno dell'economia, ha espresso un grande apprezzamento per l'euro, ha suggerito l'uso di rubli e euro e non di dollari negli scambi commerciali.

La risposta della cancelliera Angela Merkel a queste proposte è stata cauta ma non negativa. Il ministro degli esteri tedesco, Guido Weterwelle, ha dichiarato che le proposte di Putin mostrano quanto Germania e Russia siano vicini in termini di obiettivi strategici. L'apprezzamento più forte è arrivato da alcuni dei più importanti dirigenti dell'economia. La risposta della stampa tedesca è stata varia.

In Francia, ‘Le Monde’ ha osservato “Questo appello ad una apertura nell'economia da parte di chi è più noto per il suo carattere nazionalista piuttosto che per l'impegno in una idea di mercato libero è veramente innovativo.” Questo è sicuramente un caso da quando la cooperazione industriale tra le due parti era stata ripetutamente tenuta indietro per ragioni politiche.

E' da osservare che Putin offriva un accordo non all'ovest ma piuttosto all'Europa.

Questo sembra uno tentativo per incoraggiare un forte avvicinamento all'Europa a spese degli Stati Uniti.

E' anche da notare che Putin ha dato un forte consenso all'euro quando l'euro aveva bisogno di sostegno politico. E anche che Putin non dice di voler rimanere un esportatore di energia in Europa. Putin parla di un nuovo corso di industrializzazione nel quale la Russia parteciperà pienamente.

Questa apertura diplomatica potrebbe preoccupare gli USA più delle modeste rivelazioni di WikiLeaks.

Immanuel Wallerstein