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Gesù : Il progetto di Gesù
di fulmini , Wed 9 June 2010 6:00
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ho pubblicato il libro Il progetto di Gesù. Anni di lavoro, con Luis Razeto. L'estate scorsa, tradotto in spagnolo, lo abbiamo presentato a Santiago de Chile.

Ecco una sua presentazione video (5')


Il libro si può ordinare in una delle 98 librerie Feltrinelli (136 pagine, 12 euro)
o richiederlo via internet a ilmiolibro.it (10, 18 euro + spese di spedizione) http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=459708

Pasquale Misuraca


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Commenti
Inviato: 9/6/2010 8:29  Aggiornato: 9/6/2010 8:29
Pur non conoscendone - al momento - il contenuto azzardo l'ipotesi che la realizzazione del "progetto" sia stata travisata dal capo-mastro di volta in volta succeduto sul Soglio di Pietro.


luigi
Inviato: 9/6/2010 17:05  Aggiornato: 9/6/2010 17:07
Autore: fulmini

@ Luigi

Anch'io non parlerò del 'contenuto' del progetto di Gesù. Occorre leggere il libro per conoscerlo, un libro leggero, tascabile, di poco più di cento pagine.

Però posso anticiparti, sapendoti curioso, il pensiero che Gesù pensa in solitudine prima di decidersi a costruirlo con gli altri, il progetto di un mondo nuovo e superiore. Lo riporto dal testo del libro - in cui i pensieri interiori di Gesù sono in corsivo:

Sì, bisogna coinvolgere gli uomini in un grande progetto, ma nuovo, diverso da quelli che ho conosciuto, che non mi soddisfano. Se ne avessi incontrato uno pienamente convincente, sarei entrato a farne parte, ma mi sono parsi tutti insufficienti e riduttivi. Cosa manca a questi gruppi che ho visitato? Quali sono i limiti che impediscono loro di espandersi e superare le posizioni marginali nelle quali rimangono, che non consentono loro di diventare il mondo, una nuova integrale civiltà? Perché nel loro stato nascente sono entusiastici e pieni di fervore mistico, e poi col passare del tempo e nella misura in cui crescono, si irrigidiscono e cristallizzano, perdono le motivazioni, tendono a istituzionalizzarsi e burocratizzarsi?

Nessuno di questi gruppi è universale. Alcuni rispondono ai bisogni di un singolo gruppo o di una particolare categoria sociale, altri sono cementati da un'ideologia ristretta, altri ancora si limitano a un solo tipo di attività, solo economica, o solo politica, o solo culturale, o solo religiosa. Tutti convinti di avere in sé e in tasca il modello di organizzazione generale che risponda a tutti i problemi e affronti tutte le evenienze, perdono di vista la straordinaria e magnifica diversità degli uomini e delle società e delle culture e della storia e della vita.

Nessuno di questi gruppi è autonomo. Alcuni subiscono una dipendenza economica dai finanziatori e sostenitori, o non riescono a produrre da sé i mezzi di sostentamento e di sviluppo. Altri subiscono una dipendenza politica da grandi organizzazioni internazionali, da partiti, e vengono strumentalizzati ad altri fini senza che se ne rendano conto. Altri una dipendenza ideologica, e rimangono legati a concezioni del mondo totalitarie o al pensiero di un leader carismatico. Altri ancora una dipendenza culturale, intellettuale e morale, mancando di una propria elaborazione superiore.

Per essere autonomi si deve avere una teoria, una concezione del mondo e della vita inaccessibili agli avversari, che consenta di criticare e sussumere le teorie e concezioni date e non essere criticati e assorbiti da queste. Bisogna raggiungere un punto di vista eminente, il che implica aver superato le più alte cime raggiunte dalla civiltà che si vuole superare, nel campo del pensiero filosofico, scientifico, morale. E non basta nemmeno raggiungere una volta per tutte questa vetta, perché gli altri continuano a salire, a reagire, sicché bisogna mantenere la superiorità continuando a salire, sviluppando il proprio pensiero, e non difendendo posizioni acquisite che irrigidiscono, non arroccandosi nel proprio castello e rovesciando olio bollente e pietre su coloro che assediano e assaltano.

E poi, e sempre, tutti questi gruppi chiedono sacrifici ai partecipanti, e ubbidienza, e disciplina. Esigono dalle persone che aderiscano al modo di pensare, di sentire e di comportarsi richiesto da un modello di vita sociale pre-concepito, impedendo loro di pensare con la propria testa e di camminare sulle proprie gambe, di ricercare indipendentemente la verità, di godere dei sani piaceri della vita, di esprimere liberamente i propri sentimenti ed emozioni.

E laddove dovevano nascere e crescere alberi rigogliosi, ciascuno con la propria forma e potenza, configurando un bosco multiforme e variegato, risultano dei giardini all’italiana in cui queste diverse piante, attraverso una mostruosa potatura, vengono ridotte a volumi geometrici assoluti, qui sfere, là piramidi, più in la cubi e cilindri. Come dice Shakespeare, ci sono più cose in cielo e in terra di quante non ne contenga la loro filosofia. Ed ecco che molti di questi tentativi di arricchire il mondo lo impoveriscono e mutilano.

E infine questi gruppi mancano di realismo, in quanto non sono pensati per gli uomini così come sono, ma come dovrebbero essere. Vengono supposti generosi, eroici, puri, coerenti, tutti ugualmente ragionevoli e morali; e dal momento che si sospetta che non siano così, vengono sottoposti a regolamenti rigorosi, minuziosi. Ma quando in tanti non rispondono a quegli astratti requisiti e trasgrediscono, deviano o semplicemente omettono qualche regola, vengono riprovati, corretti, puniti, criticati, costretti all'autocritica, e se non si conformano sono cacciati o costretti all'abbandono. E tante altre persone che vorrebbero partecipare attratte dal fascino e dagli obiettivi del movimento, restano sulla soglia, considerandosi inadatti, impreparati, e il movimento si riduce a un'isola abitata da pochi presuntuosi che ritengono di compierne i requisiti, e si costituiscono come giudici di tutti gli altri, che sottomettono a una denuncia spietata. Si ritengono gli eletti e si proclamano modelli, avanguardie, salvatori del mondo.
Inviato: 10/6/2010 7:49  Aggiornato: 10/6/2010 7:49
Sono un battitore libero, quasi sempre, poichè l'appartenenza ad un Gruppo, da parte dell'animale Uomo è dovuta - di norma - alla volontà (intento) di nuocere ad altri. Fisicamente, intellettualmente, ecc...

luigi
Inviato: 14/9/2010 13:12  Aggiornato: 14/9/2010 16:41
BREVI CONSIDERAZIONI SUL LIBRO “IL PROGETTO DI GESU’” DI PASQUALE MISURACA E LUIS RAZETO MIGLIARO

La figura di Gesù che emerge dalla lettura del libro è quella di un uomo di grande intelligenza e di grande sensibilità umana, che, di fronte ad una società ingiusta, costruita sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla sofferenza, sulla povertà, sull’ingiustizia e su tradizioni punitive nei confronti di interi settori della società (vedi ad esempio il ruolo delle donne), si assegna il compito di cambiare le cose facendo perno sulla sensibilità e sulla intelligenza (cuore e cervello) degli esseri umani.

Egli fu un grande rivoluzionario, disposto a pagare con la vita la difesa delle sue convinzioni e delle idee che costituivano il suo messaggio all’umanità, e, considerati i tempi in cui visse e il tipo di società che lo circondava, impregnata tra l’altro da una forte religiosità, solo attraverso la fede poteva attuare il suo progetto. Egli si colloca comunque nell’ambito della tradizione ebraica e il suo Dio è il Dio degli ebrei, la sua battaglia è all’interno di questo mondo, per trasformarlo ed adeguarlo alle esigenze degli umili e degli oppressi.

La sua morte avrebbe potuto chiudere definitivamente il suo percorso storico se non avesse avuto la grande capacità di trasformare i suoi discepoli da umili ed a volte deboli seguaci, in uomini di grande coraggio e di profonda fede, tali da essere capaci di diffondere il suo messaggio in tutto il mondo conosciuto.

Rimane l’amarezza di dover considerare che l’attuale Chiesa cattolica, che si professa erede di Gesù, è una struttura burocratica e di potere, impregnata tra l’altro di falsi valori, alla quale il Gesù che noi immaginiamo si sarebbe opposto con tutte le sue forze.

Michele Ferro
Inviato: 14/9/2010 16:35  Aggiornato: 14/9/2010 16:40
Autore: fulmini

@ Michele Ferro

La tua lettura del libro che abbiamo scritto Luis ed io, e che porta il titolo 'Il progetto di Gesù', è generosa - grazie - e viene, con tutta evidenza, dalla migliore tradizione socialista.

Concordo con molte tue osservazioni, e discordo particolarmente in un punto - precisamente laddove scrivi: "Egli [Gesù di Nazareth] si colloca comunque nell’ambito della tradizione ebraica e il suo Dio è il Dio degli ebrei, la sua battaglia è all’interno di questo mondo, per trasformarlo ed adeguarlo alle esigenze degli umili e degli oppressi."

No. Gesù supera criticamente l'ambito della tradizione culturale e religiosa ebraica, e il suo Dio non è più il Dio degli ebrei. Gesù di Nazareth era in gioventù ebreo, questo è un fatto, ma la-sua-azione-e-il-suo-pensiero in età adulta fuoriescono dall'ebraismo e fondano una cultura e una religione nuova (che non è il cristianesimo, ma questa è un'altra storia).

Ho affrontato la questione dei rapporti di Gesù con la cultura ebraica a più riprese - anche qui.

Pasquale Misuraca