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leOpereeiGiorni : Esempi di perfezione (2)
di fulmini , Tue 30 March 2010 6:00
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Quando un essere umano ha superato la maggiore età, vissuto le esperienze fondamentali, pensato e fatto tutto ciò che sapeva e poteva per sé e gli altri, tiene il diritto (ed in un certo senso il dovere) di suicidarsi.

Ma c’è modo e modo. Ne segnalo due, ciascuno a suo modo perfetti: un gesto e una canzone.

Il gesto è di Alan Turing matematico – nel 1954, a 42 anni, morsicò volontariamente una mela avvelenata e morì (era stato processato due anni prima per omosessualità e condannato alla castrazione chimica).

La canzone è di Violeta Parra, cantautrice - nel 1967, a 50 anni compone e canta Gracias a la vida e si toglie la vita.

(Testo)

Gracias a la vida que me ha dado tanto
me dio dos luceros que cuando los abro
perfecto distingo lo negro del blanco
y en el alto cielo su fondo estrellado
y en las multitudes el hombre que yo amo.

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
me ha dado el oido que en todo su ancho
graba noche y dia grillos y canarios
martillos, turbinas, ladridos, chubascos
y la voz tan tierna de mi bien amado.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me ha dado el sonido y el abedecedario
con él las palabras que pienso y declaro
madre amigo hermano y luz alumbrando,
la ruta del alma del que estoy amando.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me ha dado la marcha de mis pies cansados
con ellos anduve ciudades y charcos,
playas y desiertos montañas y llanos
y la casa tuya, tu calle y tu patio.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me dio el corazón que agita su marco
cuando miro el fruto del cerebro humano,
cuando miro el bueno tan lejos del malo,
cuando miro el fondo de tus ojos claros.

Gracias a la Vida que me ha dado tanto
me ha dado la risa y me ha dado el llanto,
asi yo distingo dicha de quebranto
los dos materiales que forman mi canto
y el canto de ustedes que es el mismo canto
y el canto de todos que es mi propio canto.

Gracias a la vida, que me ha dado tanto.

(Traduzione italiana)

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato due astri che quando li apro
perfettamente distinguo il nero dal bianco,
e nell'alto cielo il suo sfondo stellato,
e tra le moltitudini l'uomo che amo.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato l'udito che in tutta la sua ampiezza
cattura notte e giorno grilli e canarini,
martelli turbine latrati burrasche
e la voce tanto tenera di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il suono e l'abbecedario
con lui le parole che penso e dico,
madre, amico, fratello luce illuminante,
la strada dell'anima di chi sto amando.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi,
con loro andai per città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e piani
e la casa tua, la tua strada, il cortile.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore che agita il suo confine
quando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il bene così lontano dal male,
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così distinguo gioia e dolore
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.


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Commenti
Inviato: 30/3/2010 7:49  Aggiornato: 30/3/2010 8:53
No!
No, mai; e comunque quando si hanno responsabilità di famiglia.
La "fuga" è dei vigliacchi anche se ci vuole coraggio (quello manzoniano del ladro che scappa) per farla finita.
Quando si è soli è altro dire e l'ipotesi, di scuola, può essere affrontata quale soluzione estrema al proprio disagio nei confronti della vita; che non è una passeggiata.
luigi
Inviato: 30/3/2010 16:30  Aggiornato: 30/3/2010 16:32
Autore: fulmini

@ Luigi

¿Bisognerebbe dunque, "quando si hanno responsabilità di famiglia", attendere a tutti i costi la mano di Dio, della Natura, del Caso, del Tempo?

In verità, io non ho fretta di andarmene, mi diverte vivere, e mi dispiace dormire senza sogni. Ma è proprio quel "a tutti i costi" (vivere a tutti i costi) che non mi convince e non mi commuove.

E cerco di imparare da chi mi ha elegantemente preceduto: ricordo con gioia, ad esempio, una anziana donna di grande eleganza la quale, sospettando di essere di peso agli altri oltre che a se stessa, si lasciò morire di fame.

Pasquale Misuraca
Inviato: 31/3/2010 8:03  Aggiornato: 31/3/2010 8:03
Autore: unviaggiatore

Il 27 agosto 1950 Cesare Pavese si uccide all'albergo Roma di Torino, sulla prima pagina dei “Dialoghi con Leucò” aveva scritto:

“Perdono tutti e a tutti chiedo
perdono. Va bene? Non fate troppi
pettegolezzi”

Sembra che sia stato spinto al suicidio per una delusione amorosa. In realtà per tutta la vita era stato perseguitato da un malessere esistenziale, quello che Davide Lajolo ha chiamato “Il vizio assurdo”

Sono d'accordo con Luigi, quando si hanno responsabilità di famiglia non si ha diritto al suicidio. Per quanto riguarda Cesare Pavese il discorso è diverso, aveva già dato molto alla letteratura italiana e non solo, aveva deciso di non scrivere più, aveva quindi il diritto di porre fine ai suoi giorni.

Giuliano Cabrini
Inviato: 31/3/2010 11:18  Aggiornato: 31/3/2010 11:18
Autore: baotzebao

Coincidenze, involontarietà primaDea, non so.

Volevo suggerire a questa oasi di bellezze di festeggiare il 325esimo genetliaco di Bach, oggi 31 marzo 2010, e ho scelto dal titolo " esempi di perfezione " lo spazio dove farlo. Trovo quella straziante e meravigliosa cancion. Bah, dico. Bach. Ascolterò ancora più del solito, e se stavolta funzionerà mi dissolverò felice. Avete presente quel comico, " Grazie, ma Basta ! ! ? AUGURI .
Inviato: 31/3/2010 12:26  Aggiornato: 31/3/2010 12:26
Autore: fulmini

@ batzebao

Bach. Immenso compositore. Lo ricordo con gioia - quella che mi ha regalato con la sua musica, alla quale aggiungo quella costruita da altri a partire dalla sua. Sin embargo. Tuttavia. Visto e considerato che stiamo parlando del come uscire di scena, direi che Bach... poteva uscire di scena meglio, e un po' prima: aveva tutti i numeri per scegliere il "tempo giusto".

Riporto da Wikipedia:

Bach godette di buona salute per la maggior parte della sua vita, anche se fumava la pipa in continuazione. Questo vizio, così comune negli uomini del tempo, tuttavia, non ebbe ripercussioni rilevanti sulla sua salute. Un problema serio, invece, era costituito dalla vista: Bach era sempre stato miope, ma, nel 1750, ebbe un forte peggioramento della capacità visiva associato ad un dolore persistente dietro gli occhi[21].

Nel giro di pochi mesi perse del tutto la vista e la voce di una sua imminente dipartita si diffuse per la città. Il 2 giugno Heinrich von Brühl scrisse ad uno dei borgomastri di Lipsia per chiedere che il suo direttore musicale, Gottlob Harrer, sostenesse un'audizione "per il futuro posto di Cantor della Tomasschule nel caso il director musices Bach passasse a miglior vita".

Verso marzo del 1750 fu di passaggio a Lipsia un uomo che fece nascere nuove speranze: si trattava di John Taylor, oculista inglese specializzato negli interventi chirurgici agli occhi. Charles de Brosses, presidente del parlamento di Digione, riferendosi ad un pernottamento a Lione durante il quale, nel 1739, conobbe questo Taylor, scrisse: "Mi divertii, durante la sosta, ad assistere alla singolare operazione di un medico inglese di nome Taylor, il quale leva il cristallino degli occhi conficcando nella cornea, cioè nel bianco, un ferretto a punta lungo mezzo piede. L'operazione, che si chiama alzare, o meglio, abbassare la cataratta, è veramente curiosa e fu eseguita con molta abilità da quell'uomo, il quale, però, mi parve un ciarlatano"[22].

Bach venne operato il 28 marzo ed il 7 aprile, ma il suo stato generale non consentiva il recupero della vista, stante la presenza di disturbi circolatori che impedivano le normali condizioni di pressione interoculare per effetto di una ipertensione arteriosa: oggi si potrebbe presupporre che Bach avesse un glaucoma, contro il quale la medicina dell'epoca non poteva fare nulla[23]. Il 18 luglio Bach riacquistò improvvisamente la vista (Alain Béchetoille, oculista, segnala che talvolta accade, nei soggetti anziani, che si verifichi un abbassamento spontaneo del cristallino a seguito del rilassamento di alcuni legamenti. Forse è ciò che accadde a Bach quel giorno: alcuni legamenti, che le operazioni di Taylor avevano solo imperfettamente reciso, si sarebbero staccati restituendogli la vista[24]), ma, dopo pochi minuti, venne colpito da un ictus.

Bach morì la sera del 28 luglio 1750 all'età di 65 anni.
Inviato: 24/12/2013 13:23  Aggiornato: 24/12/2013 13:23
Autore: fulmini

Oggi la Regina Elisabetta ha "concesso" ad Alan Turing l'assoluzione reale. Mi fanno sorridere amaramente, questi Re che concedono assoluzioni alla scienza.
Inviato: 27/9/2016 14:25  Aggiornato: 27/9/2016 14:25
Autore: fulmini

Ricostruita la prima traccia musicale elettronica, creata da Alan Turing:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/09/26/news/turing_musica_computer-148561122/