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Critica della Repubblica : La Repubblica è provinciale
di fulmini , Fri 19 March 2010 5:00
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{Quinto dialogo tra Gennariello e Fulmini.}

Gennariello
Pronto? Fulmini?

Fulmini
Eccomi, Gennariello. Come stai? E dove stai?

Gennariello
A Parigi. Studio storia e politica all’università Panthéon-Sorbonne.

Fulmini
E perché non a Genova, Urbino, Palermo? L'Italia ti stava stretta?

Gennariello
L’Italia mi è parsa un albero non potato... soffocato dai polloni e dai rami secchi... Tu come ci stai?

Fulmini
Vado allegramente verso la vecchiaia. A questo punto in Italia ci starò fino alla fine. Tu sei giovane, un giovane europeo, ed hai fatto bene a prendere le distanze da un paese che non sa riformarsi ma soltanto controriformarsi... Segui la vita italiana?

Gennariello
Un po’...

Fulmini
Quale quotidiano leggi?

Gennariello
Di tanto in tanto, La Repubblica.

Fulmini
E come ti pare fatta?

Gennariello
In maniera... provinciale... con un orizzonte ristretto... e quasi tutta occupata dalla politica dei partiti. Non dalla politica, dalla 'partitica'...

Fulmini
Vero.

Gennariello
Normalmente leggo Le Monde. Questo quotidiano sì che mi fa comprendere un po’ quella che tu chiami ‘la struttura del mondo’...

Fulmini
Capisco. A me succedeva lo stesso quando ero in Cile, l’estate scorsa, e leggevo El Mercurio...

Gennariello
Quando vieni a trovarmi?

Fulmini
Presto. Sur ce, je te laisse.

Gennariello
Un salut amical.

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Commenti
Inviato: 20/3/2010 15:13  Aggiornato: 20/3/2010 15:13
simpasco.
baci, bok.
Inviato: 20/3/2010 18:00  Aggiornato: 20/3/2010 18:00
Autore: unviaggiatore

Mi chiedo: fra i nostri politici di vertice ci sono degli intellettuali o solo dei contenitori vuoti?

Giuliano Cabrini
Inviato: 20/3/2010 19:46  Aggiornato: 21/3/2010 9:48
Che La Repubblica, e non solo La Repubblica ma tutti i quotidiani italiani siano provinciali non c'è dubbio. Il loro provincialismo in parte deriva dalla mancanza di mezzi per fare una copertura appropriata di quanto avviene in altre parti del mondo. Vivono di agenzie, ma anche di corrispondenti che prima di tutto usano agenzie e poi vanno a fare un po' di giornalismo di inchiesta. Oggi comunque, per chi conosce qualche lingua straniera è possibile uscire dalla provincia, ma Le Monde è oggi abbastanza provinciale. Secondo me, per uscire dalla provincia bisogna andare a vedere i mondi che sono al centro, tipo Stati Uniti, Cina e India. Da qualche tempo anche il New York Time si sta piegando su se stesso e si sta 'provincializzando'. Il mio suggerimento ai desiderosi di uscire dalla provincia Italia è di scorrere di tanto in tanto il China Daily. Vi si trovano decisioni che influenzano in modo cruciale il resto del mondo. Un altro elemento a favore del provincialismo sono i paradigmi di lettura della realtà, e la Repubblica, il giornale più amato dagli italiani e più odiato da Berlusconi, utilizza un paradigma liberal-marxista piuttosto datato. Figuriamoci gli altri giornali quasi ottocenteschi come Il Corriere della Sera (buia), il Manifesto e altre testate vetero. Nel frattempo il mondo è cambiato e i giornalisti, ma anche i professori, non se se sono ancora accorti.
Orlando
Inviato: 21/3/2010 7:14  Aggiornato: 21/3/2010 7:14
c'è poco da fare: se si vuole avere una visione un po' più ampia si dovrebbe leggere più di un quotidiano nello stesso giorno, o almeno cercare di cambiare, di alternare le nostre letture. personalmente leggo un po' di tutto, anzi, tutto(!), ma questo succede per via del mio lavoro.
per quanto riguarda il giudizio su rep, forse si, un po' è proviciale, forse, ma ha anche pagine ottime e ottime firme... ma sai quale giornale mi ha conquistato? il sole 24 ore, specie di domenica e giovedi con gli inserti di cultura e tecnologia.
un caro saluto
fabio (serafico)
www.serafico.ilcannocchiale.it
Inviato: 23/3/2010 8:53  Aggiornato: 23/3/2010 8:53
ITALIANI ALL'ESTERO: TAGLIATI DEL 50% I FONDI PER I GIORNALI
22 mar. -Scrive il CORRIERE DELLA SERA: “Amputati del 50% dei finanziamenti con una stilettata in più: il taglio è retroattivo.
bac,
bok