Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Giorni del 1972 - agathotopia - Rubriche : Fulmini e Saette
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agathotopia : Giorni del 1972
di unviaggiatore , Thu 11 March 2010 5:00
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Si divertiva a chiamarli inglesi, Tom, gallese, rideva, Calvin, scozzese, un po' meno, Dave, irlandese, rimaneva serio, loro lo chiamavano Gianni il rosso, poi tutti da Flanagan's a bere Guinness ridere e cantare. Erano i primi giorni di gennaio del 1972, a fine mese The bloody Sunday e pochi giorni dopo una mattina Dave disse - Credo che a casa abbiano bisogno di me, torno a Derry.

Aveva promesso di scrivere, non lo fece e un pomeriggio Tom disse quello che anche loro pensavano – Non scrive perché pensa che una sua lettera potrebbe crearci qualche problema, è un eccesso di prudenza – Non c'era bisogno di chiedere a cosa era dovuta quella prudenza, pensavano che Dave fosse andato a ingrossare le fila dell'IRA. La strage di Derry aveva lasciato in loro un segno profondo, erano perplessi non condividevano i metodi di quella organizzazione ma non se la sentivano di condannare l'amico. Si guardavano in silenzio poi Calvin disse che forse, se fosse stato irlandese, lo avrebbe fatto anche lui e che in fondo in Algeria aveva funzionato.

Dopo qualche mese Gianni tornò in Italia, rimase in contatto con i due amici, si scrivevano ma di Dave nessuna notizia.

A Torino ogni tanto si vedeva con Luigi, pecora nera di una famiglia ricca, estremista di sinistra. Aveva conosciuto sua sorella Donata, Luigi le aveva parlato di lui e lei lo aveva voluto incontrare. Era una ragazza dall'aspetto un po' buffo, molto curato, il viso largo mascherato da capelli lunghi, lisci che in realtà dovevano essere piuttosto arruffati, sotto la giacca aperta una camicia bianca molto sbottonata lasciava intravvedere un seno piccolo, era molto gentile, i suoi modi erano raffinati, sicuramente colta, studentessa di filosofia cominciò a parlare di Benedetto Croce. Strano argomento per un primo incontro.

Mentre camminavano ogni tanto gettava uno sguardo verso di lui, uno sguardo strano, attento, lo fissava, non era il modo in cui una ragazza guarda un ragazzo che piace e neanche il guardarsi mentre si parla, lo guardava come un esaminatore guarda un candidato.

Da quel giorno Donata si era trovata spesso ad incontrare “per caso” Gianni, durante uno di quegli strani incontri lui le aveva detto che lei mancava di coraggio.

- Tu hai bisogno di chiedermi qualcosa, perché non lo fai? -
- So come la pensi e... vorrei che parlassi con Luigi, lui ti ascolta ha per te una grande considerazione, sono preoccupata, sono entrata nella sua camera, ha dei libri strani, la fotografia di Feltrinelli... -
- Tu cos'hai il poster del commissario Calabresi? Di che cosa stai parlando? Pensi che Luigi faccia parte dei GAP? Sei stupida! Sai come la penso? Tu non sai niente, hai passato ore a guardarmi, a studiarmi per capire tuo fratello, sei proprio sicura che io è lui la pensiamo allo stesso modo solo perché anche lui ha l'eskimo, l'eskimo lo hanno anche i fasci, che cosa sai? Dalla tua finestra si vede solo il parco della tua villa.

Gianni non le disse di una discussione molto accesa che aveva avuto con lui e certi suoi amici, lui se lo poteva permettere perché, anche se diverso da loro, era comunque considerato un compagno, Una notte li aveva visti scrivere su un muro “Cavallero insegna” Che cosa poteva insegnare Cavallero, a sparare alla folla per sfuggire alla polizia?
Erano anni di grandi speranze, entusiasmo, delusioni e violenza. Giovani che credevano che fosse necessario combattere per una società più giusta, altri che parlavano di dittatura del proletariato senza sapere esattamente di cosa parlavano, altri ancora che pensavano che bastasse leggere Stato e rivoluzione per capire tutto. Altri che pensavano che borghesi di merda fossero tutti quelli che non la pensavano come loro, pensavano di dover diventare delle macchine al servizio della causa, di non avere diritto ad affetti e cedimenti alla pietà, dicevano di lottare per l'emancipazione del proletariato e avevano perso il rispetto dell'individuo.

- Non ti preoccupare, Luigi è come te, tu giochi a fare l'intellettuale e lui gioca a fare il rivoluzionario, i suoi amici si atteggiano a rivoluzionari parlandosi addosso, comunque gli ho detto di non frequentare certi ambienti, io non lo faccio. Vieni con me ti faccio vedere come la penso -
Camminando arrivarono in Piazza Castello, Gianni si guardò attorno.
- Vedi quei tre alla fermata del tram? Bellissime facce da operai, in genere gli operai non sono colti sono però intelligenti, sanno che devono lottare per migliorare le loro condizioni e lo fanno nella maniera giusta. Invece quelli davanti al bar Patria sono del tuo ambiente, gente che pensa che i lavoratori invece di fare sciopero dovrebbero essere grati ai padroni che gli danno il lavoro e li sfamano. In un certo senso io la penso come Bartali “Lè tutto sbagliato, lè tutto da rifare”-

In autunno Gianni pensò che la nebbia londinese era più bella di quella torinese e partì.
Rivide Luigi e Donata dopo qualche anno, erano seduti al Caffè Torino con dei loro amici, Luigi era rinsavito ed era tornato ad essere quello che era sempre stato, un ragazzo viziato, parlavano di mondanità, Gianni si sedette un po' con loro, poi colto dalla noia si alzò e se ne andò senza salutare.
Era l'ora giusta, poteva ancora andare a bere una pinta di Guinness al Britannia, certo se fosse stato con Tom, Calvin e Dave l'avrebbe gustata meglio.

Giuliano Cabrini

ritratto fotografico

Ritratto-autoritratto di Giuliano Cabrini, 1972


quadro

Autoritratto di Giuliano Cabrini, 26 febbraio 2010 9:43



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Commenti
Inviato: 11/3/2010 19:23  Aggiornato: 11/3/2010 19:25
Autore: fulmini

@ Giuliano Cabrini

"Luigi era rinsavito ed era tornato ad essere quello che era sempre stato, un ragazzo viziato", scrivi, e mi fai venire in mente altri giovani "rinsaviti" tra la fine dei Sessanta e l'inizio dei Settanta.

Tanti giovani. Sorpresi che il mondo non cambiasse e in fretta sotto il fuoco delle loro chiacchiere. Oggi i loro figli stanno devastando la Rete, vomitandoci dentro altre simili chiacchiere.

Pasquale Misuraca
Inviato: 16/3/2010 9:21  Aggiornato: 16/3/2010 9:21
Comunque e ovunque è sempre un piacere ritrovarti. Già! il 72, ma anche altrove. Un abbraccio. Mario