Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 109 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Strict Standards: Non-static method XoopsLogger::instance() should not be called statically in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/class/logger.php on line 228 Il poeta è un artigiano - haiku rimati - Rubriche : Fulmini e Saette
Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

haiku rimati : Il poeta è un artigiano
di fulmini , Mon 25 January 2010 5:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Nel corso della presentazione di Solo nel verso a Benevento, sono intervenuto, dopo l’introduzione di Stefania Ferrara e le presentazioni di Luisa Piccolo ed Alexandra Zambà, con queste parole - forse interessanti per i lettori del sito-rivista che avrebbero voluto essere presenti all’iniziativa e non hanno potuto (trascrizione di Luisa Piccolo, dai nastri raccolti da Stefania Ferrara):

Pasquale Misuraca

Sono un poeta e scrivo haiku esattamente come un falegname fa sedie. Penso cioè che un artista sia un artigiano, il quale introduce, se è artista oltre che artigiano, qualche novità nella sua arte: nella pittura, nella musica, nella poesia... Vorrei parlarne concretamente però, del processo artigianale-artistico della composizione di una poesia, e in particolare di una poesia haiku.

Considerate questo haiku – lo prendo dal libro: “Un’ombra ruota / nel cielo della stanza / subito vuota.” Ho impiegato una quarantina d’anni a scriverlo. Viene da una somma di pensieri e sensazioni che durano da una vita, da tutte le volte che ho visto, riflesso nel soffitto di una stanza, o sui muri di una casa, l’ombra di una bicicletta che passava in strada. Tutti voi avrete avuto quest’esperienza: la finestra è socchiusa in un certo modo, e l’immagine di ciò che passa fuori si riflette all’interno come ombra in movimento. Questa è un’esperienza che mi ha affascinato sempre: è già cinema... E poi... l’ombra è già la cosa, e non è più la cosa… Tutta la vita ho osservato queste ombre che passano e ci ho pensato, tutta la vita sono stato a testa in giù.

Questa non è ancora una poesia, però. E’ una sensazione. Col passare degli anni, ad un certo punto, ho appreso dai pittori edili che il soffitto della stanza si chiama ‘cielo’. Mi ha colpito molto il fatto che i pittori edili chiamassero cielo il soffitto di una stanza. Poi, tutto questo, probabilmente, si è incrociato con quella bella canzone-poesia di Gino Paoli: “Il cielo in una stanza”. Un titolo meraviglioso.

Insomma, ci sono, ci sono stati, prima di questo haiku, mille sensazioni infantili, adolescenziali, giovanili, c’è il cinema, e ci sono centinaia, migliaia, di pensieri. Questo groviglio ha cominciato a diventare una poesia quando è risuonata nella mia mente la rima: ‘ruota’ ‘vuota’. L’immagine-ombra di una ‘ruota’ che passa è echeggiata nella parola ‘vuota’. L’immagine si è trasformata, ha preso forma, specchiandosi in un suono... Insomma, a un certo punto, questa massa angosciosa e allegrissima, di sensazioni, di ricordi, di osservazioni, di anni... è cominciata a diventare un canto, una poesia.

Di solito a me le poesie vengono in rima, perché sono stufo di questo eccesso di libertà di parola del nostro tempo. Un tempo nel quale gli essere umani vivono e parlano in prosa. Dissipano, sciupano, ripetono, una grande quantità di parole, una grande quantità di gesti. Questa cattiva abitudine si è estesa fino alla poesia. La poesia è stata invasa da quest’eccesso di libertà, da questa libertà... “adesso vi dico cosa ho nello stomaco, vi vomito quello che ho dentro e voilà: ho fatto la poesia”! Ma l’arte non è un vomito. L’arte per me è dare un ritmo, dare un senso. Ecco perché privilegio la rima. Perché la rima costringe ad un ritmo economico, essenziale, preciso.

Voglio raccontarvi ora come sta nascendo in me un haiku. Saranno due settimane che mentre vivo, mentre scrivo, mentre scrivo altre cose, mi tornano in mente due versi… ‘giorni felici’ e ‘fiori recisi’...

È un’assonanza - tecnicamente, non una rima, c’è corrispondenza di vocali, non di consonanti... Se uno ci riflette sopra, i giorni felici sono troncati, recisi immediatamente, di colpo, come i fiori recisi che vediamo ogni giorno dai fiorai. Che strazio... Non posso passare davanti ad un fioraio e vedere questi fiori recisi - non capisco perché non vendono soltanto piante con le radici. Non posso passare davanti ad un fioraio…è come andare in macelleria…vedo questi cadaveri...

Sono solo due versi, questi, di cinque sillabe, due versi buoni per un haiku, ma non è ancora una poesia. Stanno lì, e mi perseguitano. Passeranno anni forse; forse un giorno, se seguirete il lavoro di Peppe, di Alexandra, mio e di altre persone che scrivono di musica, di cinema, scienza, su questo nostro sito-rivista, scoprirete che finalmente questa prima scoperta che ho fatto – la profonda corrispondenza di forma e di contenuto tra ‘giorni felici’ e ‘fiori recisi’ – sarà diventata una poesia. Adesso non è ancora una poesia, però c’è già qualcosa, che mi spinge a comporre, costruire un haiku, una ‘sedia’ – riprendo il discorso iniziale - un oggetto artigiano che visto, letto da un ragazzino indiano tra duecento anni gli farà cogliere di colpo una corrispondenza forma-contenuto, forse, e magari farà lui uno scienziato o un artista o un santo solo perché avrà capito che c’è una corrispondenza tra la felicità e la recisione, tra i giorni ed i fiori.


Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono propriet dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti