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leOpereeiGiorni : L’uomo si spara le pose
di fulmini , Sat 12 December 2009 4:00
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{Ri-pubblico qui il mio ultimo 'fulmine' uscito su ALIAS - supplemento settimanale de 'il manifesto' - sabato 5 dicembre 2009. Pasquale Misuraca}

Quale posto occupa l’uomo nella natura? Vediamo.

Sulla Terra vivono 1,5 milioni di specie animali. Il phylum più rappresentativo è quello degli artropodi, che conta 1 milione di specie, di cui 750.000 appartenenti alla classe degli insetti. Una del milione-e-mezzo di specie animali è l’homo sapiens, un mammifero euterio (una delle 5.000 specie di mammiferi attualmente esistenti) appartenente alla famiglia degli ominidi, comprendente numerosi generi estinti e sette diverse specie viventi di grandi scimmie antropomorfe.
La Terra da parte sua si è rivelata nell’Età Moderna non il centro del cosmo bensì uno degli otto pianeti che costituiscono il sistema solare con i rispettivi satelliti, cinque pianeti nani e miliardi di corpi minori.
Il maiuscolo Sole poi è una dei 100 milioni di stelle di classe spettrale G2 componenti la Via Lattea: una stella di medie dimensioni, e precisamente una nana gialla, che si trova a 50.000 anni luce dal centro di questa galassia, in un ramo periferico chiamato ‘braccio di Orione’. (Cinquantamila anni luce. Tenere bene in mente che la luce in 1 secondo gira 8 volte intorno alla Terra.)
La Via Lattea, a sua volta, è una dei 100 miliardi di galassie (ellittiche, a spirali, irregolari) presenti nell’universo - il cui raggio è di 13,7 miliardi di anni luce.

Dunque, il posto che l’uomo occupa nella natura è quello di “parte della natura che descrive” (Ilya Prigogine). Ma quale rapporto intrattiene consapevolmente questa – piccola - parte con il – grande - tutto? Non ci crederete, ma è il rapporto del dominatore, del misuratore, del primattore. L’uomo sta alla periferia della periferia dell’universo, come finalmente ha dimostrato “la più sublime scienza, l'astronomia” (Giacomo Leopardi). Fa la storia, “ma non sa che storia fa” (Karl Marx). Eppure insiste, contro ogni evidenza, a immaginarsi al centro del centro: da qui la sopravvivenza dell’antropocentrismo religioso (l’uomo “dominatore sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente”) e dell’antropocentrismo filosofico (l’uomo “misura di tutte le cose”). Da qui la crescita ipertrofica dell’antropocentrismo audiovisivo.

Gli schermi dei cinema, delle televisioni, dei computer, dei cellulari sono ossessivamente invasi e presidiati da facce, faccette, occhietti e boccucce di esseri umani che “si sparano le pose” (Anonimo italiano). Non c’è zapping che tenga. Il cinema, la televisione, e i loro telematici nipotini, tutti nati come finestre sulla realtà, sulla natura, sul piccolo e temibile mondo di dentro e sul grande e terribile mondo di fuori, sono progressivamente ricondotti e ridotti a finestre sul cortile. E senza la regia di Alfred Hitchcock.

La regia è passata nelle mani di Nanni Moretti, che sta sempre in mezzo all’inquadratura “come un mercoledì” (Popolano romano). Vogliamo dirla con Mario Monicelli – a Moretti e al resto della audiovisiva compagnia? “Lèvati di mezzo e fammi vedere il paesaggio.”


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Commenti
Inviato: 22/7/2010 19:58  Aggiornato: 22/7/2010 19:59
Autore: fulmini

Riporto qui il testo di un articolo appena letto sul 'Corriere della Sera', che mi pare getti, diciamo così, nuova luce sulla questione che ho illuminato con questo 'fulmine' superumano. Pasquale Misuraca

La luminosità è 10 milioni di volte quella solare. Scoperta la stella più massiccia, pari a 265 volte la massa del Sole.

Il doppio di quello che gli scienziati ritenevano essere il limite massimo possibile La luminosità è 10 milioni di volte quella solare Scoperta la stella più massiccia, pari a 265 volte la massa del Sole Il doppio di quello che gli scienziati ritenevano essere il limite massimo possibile.

MILANO - Un mostro. Gli scienziati ritenevano che non potesse nemmeno esistere una cosa del genere. È la stella più massiva che sia mai stata scoperta: si chiama R136a1, la sua massa è pari a circa 265 volte quella del Sole e la sua luminosità è 10 milioni di volte maggiore. Gli astronomi ritenevano che non potessero esistere stelle con una massa superiore a 130 volte il Sole. Ora la fisica dovrà essere rivista, anche perché si stima che «il mostro stellare» in realtà quando ha iniziato a brillare aveva una massa addirittura pari a 320 volte quella solare, che ha perso in quanto l'ha utilizzata per brillare come 10 milioni di soli, come ha confermato l'astrofisico Paul Crowther, docente all'Università di Sheffield, che ha guidato lo studio.

STRUMENTO EUROPEO - R136a1 è stata individuata utilizzando una combinazione di strumenti del Very Large Telescope dell’Eso, l’osservatorio astronomico europeo che si trova in Cile. Gli astronomi hanno scoperto un intero gruppo di stelle dello stesso tipo in due ammassi: NGC 3603 ed RMC 136. Il primo, a 22 mila anni luce da noi, è una specie di «incubatrice cosmica» per stelle neonate. Il secondo ammasso è un’altra nube di stelle giovani, supercalde e supermassive, che si trova nella Nebulosa della Tarantola, nella Grande Nube di Magellano distante 165 mila anni luce. Queste grandi stelle in incubazione, milioni di volte più luminose del Sole, sono relativamente giovani, e nel tempo perdono massa in seguito all’azione dei venti solari. Il gruppo di Crowther ha scoperto diverse stelle con temperature di oltre 40 mila gradi, più di sette volte più calde del Sole. «Sono stelle che brillano molto, sono gigantesche ma le più grandi "vivono" solo 3 milioni di anni».

21 luglio 2010
Inviato: 2/2/2018 15:43  Aggiornato: 2/2/2018 15:43
Autore: fulmini

Ecco un uomo che non "si sparava le pose", strano a pensarsi era un grande attore: Marcello Mastroianni: http://www.raiplay.it/video/2017/02/Marcello-8e795014-bff8-4e06-b850-ecaa69438676.html