Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Un mondo di spie - sociografie - Rubriche : Fulmini e Saette
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sociografie : Un mondo di spie
di fulmini , Sun 31 January 2010 5:00
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Gennaro è dolente, e un po’ sperduto, quando racconta che i suoi compagni di lavoro “portano spia”.

Viaggiamo in treno, Alexandra ed io. L’uno di fronte all’altra parliamo a voce bassa, e in gergo. Dopo un certo tempo il giovane seduto al mio fianco – Gennaro lo chiamerò - ci domanda che lavoro facciamo – i contenuti e le forme del nostro dialogo l’hanno colpito e spinto verso di noi.

Va “a fare un concorso” per 190 posti: “siamo 20.000 candidati”. Se lo vince diventerà maresciallo, ora è caporale, e quando è di pattuglia, deve stare sempre attento, a quello che fa e a quello che dice, perché gli altri aspiranti effettivi potrebbero, e lo fanno, “portare spia”. Che vuol dire? “Denunciare uno ad un superiore per farsi bello, per avere un vantaggio”. E i superiori? “Ci trattano come cani.” Quanti anni hai? “Ventiquattro a settembre.”

Nel posto accanto ad Alexandra ha viaggiato con noi un coetaneo di Gennaro. Senza guardare, senza parlare, dormendo poggiato al finestrino. Alexandra s’allunga per abbassare il parasole, il dormiente scatta e pigia lui il bottone. Gennaro nota il gesto e ci lancia uno sguardo ancora più dolente, ancora più sperduto: sembra domandarsi e domandarci se anche quello è uno che porta spia.

Pasquale Misuraca


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Commenti
Inviato: 27/2/2010 15:22  Aggiornato: 27/2/2010 15:22
Autore: fulmini

{Ricevo per lettera, trascrivo e pubblico un commento di Tonio ad un post che ho trascritto e gli ho fatto avere a suo tempo, per lettera. Pasquale Misuraca}

Un tempo le spie si contavano sul palmo di una mano ed erano anche conosciute. Molte altre erano sconosciute ai più. Le cronache dei nostri giorni ci raccontano che anche i mafiosi si sono serviti delle spie e loro stessi lo sono stati.

Ricordo vivamente quel giorno che dopo aver ricevuto da parte del mio padrino (mi riferisco al padrino dell’organizzazione criminale di cui facevo parte) la dote di ‘santista’, mi disse: Ora sappi che non fai più parte dei carbonari e da questo momento in poi puoi avvalerti dei confidenti e puoi venderti il rivale (‘venderti il rivale’ significava farlo anche arrestare non con la forma della denuncia ovviamente, ma con i meccanismi infami che tanti capi mafia hanno assunto nelle loro guerre).

Ormai, in ogni angolo di strada, ovunque noi andiamo vi sono orecchie che ascolta e occhi che guardano. Migliaia di immagini catturate da un obiettivo. Una sicurezza voluta dall’uomo, uno strumento che se mal gestito viola ogni principio di garanzia dell’uomo.