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i nostri inviati : Elogio dell'ombra
di didone , Tue 30 June 2009 8:00
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lumache e piante cipriote

'didone', Cipro, 19 aprile 2009 13:20

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Commenti
Inviato: 1/7/2009 17:15  Aggiornato: 1/7/2009 17:15
Autore: fulmini

Dove precisamente l'hai fatta questa foto così inattesa e necessaria, tanto discreta e leggera che ai miei occhi si svela come... un tuo involontario autoritratto?
Inviato: 1/7/2009 17:36  Aggiornato: 1/7/2009 17:36
L'ho fatta in una chiesa museo bellissima,dove giravano gli uccellini anche tra le navate come testimoniato da un'altra foto :)
Inviato: 1/7/2009 21:19  Aggiornato: 1/7/2009 21:20
Autore: fulmini

Ho capito! Questa foto!
Inviato: 1/7/2009 22:11  Aggiornato: 1/7/2009 22:11
Autore: fulmini

E che ne pensi, 'didone', di questa idea (non mia, che io qui rispolvero e mostro nella sua lucentezza) che il poeta, il fotografo, (l'artista insomma, e forse persino lo scienziato e il filosofo) versificando e fotografando il mondo mettono in rima e in immagine (in qualche modo e in ultima analisi) se stessi?

(Se non ricordo male una sua bella versione si trova nel racconto di Jorge Luis Borges: Il giardino dei sentieri che si biforcano - in 'Finzioni', Einaudi.)
Inviato: 2/7/2009 12:52  Aggiornato: 2/7/2009 12:52
Autore: bovary

non vorrei intrommettermi in una conversazione che sembra molto intima...tra due persone che si conoscono molto bene insomma... ma sono colpita oltre che dalla foto dal titolo della stessa: elogio dell'ombra. sono curiosa di saperne il significato. In che senso si elogia l'ombra? nel senso che ciò che è nascosto ha un significato più profondo di ciò che appare alla luce? o solo perchè acquista significato proprio per il fatto di voler custodire questo qualcosa dentro pieghe più intime proprio per tenerlo nascosto agli occhi dei più? o forse quello che è in ombra è più vero di quello che è esposto alla luce del sole?
Inviato: 2/7/2009 19:08  Aggiornato: 2/7/2009 19:08
Autore: fulmini

@ 'bovary'

(Rispondo solo in quanto autore del titolo della foto - che in questo caso appunto ho scelto io. Della foto tocca a 'didone' meglio dire.)

Le ragioni del titolo sono tante, comprese quelle che tu individui e proponi. Questa foto mi sembra parlare (con il linguaggio delle cose) del non immediatamente evidente eppure necessario, della discrezione, della verità sussurrata - in somma dell'ombra - in maniera memorabile: segnatamente perché (e qui ci trovo l'arte: nel rapporto organico tra contenuto e forma) in forma non vistosa, non ostentata, non gridata.

E siccome l'autrice della foto così è lei stessa (al mio sguardo) ho pensato ad un titolo che legasse, intrecciasse autrice e opera, specchiandole e moltiplicandole.

Poi c'è un titolo omonimo di una poesia di Borges, ci sono certi conti in sospeso che ho con il Sole - che tende a mancare il giusto rapporto tra volumi e colori, ed altro ancora, 'bovary', e tra questo altro, ultimo ma non da ultimo, una proposta di interpretazione in vista di un amabile commento. Come il tuo.