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briciole musicali : Napoletana
di venises , Mon 1 June 2009 10:00
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Anastasius Kircher (1602-1680), Tarantella
(esecuzione L'Arpeggiata )




Sommo esperto di geroglifici, "nel 1665 Kircher ebbe modo di dimostrare la propria intelligenza e preparazione nel campo della scrittura egizia; alla notizia del ritrovamento, durante i lavori nel cortile della chiesa di S. Maria sopra Minerva, di un obelisco di epoca egizia disteso su un fianco, il gesuita, che si trovava a Tivoli, si fece inviare una copia carbone dei tre lati esposti. Con l'immagine dei tre lati noti ricostruì il disegno della quarta faccia, quella inivsibile perché volta verso il terreno, che spedì ai padri Domenicani i quali, una volta sollevata la stele, ne constatarono con stupore l'esattezza."
(testo tratto da Wikipedia)



Kircher s'augurava di essersi «acquistato da una posterità riconoscente qualche ringraziamento quando a tempo debito avrà tratto tutti i frutti del nostro lavoro».
La sua traduzione dei geroglifici egizi, invece, è oggi universalmente riconosciuta come errata in ogni sua parte.
(testo tratto da Wikipedia)


P. S. = la musica è certamente napoletana; lui invece, visto che morì a Roma, dovremmo definirlo 'romano'? Oppure 'egiziano'?
Qual'è la rappresentazione geometrica corretta della vita? Punto, retta, cerchio o parabola?


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Napoletana?


Charles Henri Valentin Alkan (1813-1888): Sonata per Violoncello in E major, Op.47
Finale alla Saltarella. Prestissimo

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Commenti
Inviato: 14/8/2009 16:53  Aggiornato: 14/8/2009 16:53
Autore: fulmini

@ Venises (ed a coloro che hanno voglia di giocare seriamente)

Bella domanda, questa che poni in coda al tuo post musicale-filologico odierno (del quale mi piacerebbe conoscere 'la faccia nascosta' (mandami la copia carbone...)

P. S. = la musica è certamente napoletana; lui [Kircher] invece, visto che morì a Roma, dovremmo definirlo 'romano'? Oppure 'egiziano'?
Qual è la rappresentazione geometrica corretta della vita? Punto, retta, cerchio o parabola?


Provo a rispondere per me. La rappresentazione geometrica corretta della vita è... singolare. La mia, forse, è l'iperbole.
Inviato: 14/8/2009 17:35  Aggiornato: 14/8/2009 17:35
Autore: fulmini

Sono andato a studiare ('studiare' - in questo caso - è già un'iperbole) l'iperbole, dopo aver azzardato il commento precedente, e su wikipedia ho trovato questo...

Iperbole - in letteratura.

« il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle »

« ti amo da morire »

« ti stavo aspettando da una vita »

« dammi un goccio di vino »

« vado a fare quattro passi »

« ci facciamo due spaghetti »

« "...che'n mille dolci nodi gli avvolgea..." »


Dagli studiosi è stato messo in luce che l'iperbole presuppone la "buona fede" di chi la usa: non si tratta infatti di un'alterazione della realtà al fine di ingannare ma, al contrario, allo scopo di dare credibilità al messaggio, attraverso un eccesso nella frase che imprima nel destinatario il concetto che si vuole esprimere.

Un'iperbole che ha forma di paradosso è l'adynaton. La figura retorica contraria dell'iperbole è l'understatement.
Inviato: 14/8/2009 18:39  Aggiornato: 14/8/2009 18:39
Autore: venises

Per quel che concerne l'obelisco, è questo qui, appunto (1665).
Per la burla del Bernini, vedi qui.
Non ho la più pallida idea di quale fosse la faccia nascosta, rivolta a terra dell'obelisco.


Per quel che riguarda le geometrie della vita, concordiamo che:
§) non è un punto (perché poi quello iniziale piuttosto che quello finale, per es?)
§) sia singolare, individuale, non la stessa per tutti
§) che per alcuni può ben essere un cerchio
§) che per te è un'iperbole avente la Calabria come primo asintoto e .... come secondo asintoto? Roma, il Cile? Facci conoscere le tue intenzioni.
§) io, per me, 'inclino' per la parabola (se mi passi l'iperbole)
Inviato: 15/8/2009 17:24  Aggiornato: 15/8/2009 17:24
Autore: luisrazeto

La rappresentazione corretta della vita d'un uomo (e magari anche di una donna, ma non sono sicuro) è il punto in movimento, che può fare tutti i percorsi che vuole e costruire tutte le forme e figure desiderate. A volte viene spinto da altri, o attratto, sicché le figure che ne risultano non corrispondono esattamente a quelle desiderate. Tante grandi e belle forme e figure, ma l'autore è soltanto il punto, che non ha dimensioni proprie, ma incredibili capacità di evolvere.
Inviato: 16/8/2009 14:45  Aggiornato: 16/8/2009 14:45
Autore: fulmini

@ Venises

Mi piacerebbe sapere perché ti riconosci nella parabola. (Scelta per me sorprendente: / la parabola ha un che di discendente. / Tu invece (anche per ciò ti ammiro) / non abbassi mai il tiro.)

Quanto alla tua domanda su quale sia il mio 'secondo asintoto', ti dirò (iperbolicamente, of course) che ne tengo molti. Vediamo. Facciamo mente universale.

Calabria. Roma. Limassol. Isola di Cipro. Santiago de Chile. Bassano Romano. Piana Mola. Tuscia. Una cittadina olandese non meglio identificata. Vitorchiano. Genova - il sestiere Oregina in particolare. La contrada Chiusa di Siderno. Viterbo. Liray. Forte Braschi. Nicosia. Una piazzola di sosta sulla statale ionica. Vibo Valentia. Il Troodos. L'Aspromonte. Il bosco di Sutri. La periferia di Cannes. Il cinema Nuovo Olimpia. Gioia Tauro. Il lago di Vico. Istanbul. Metzovo. Berlino. Lo stretto di Messina. L'Isola d'Elba. Figueira da Foz. Benevento. La spiaggia di Ostia - sotto una tenda di fortuna.
Inviato: 16/8/2009 16:06  Aggiornato: 16/8/2009 16:06
Autore: venises

Perché la parabola ha la proprietà di focalizzare l'infinito in un punto? (che non le appartiene)
Inviato: 16/8/2009 16:19  Aggiornato: 16/8/2009 16:19
Autore: fulmini

@ Venises

...'la parabola ha la proprietà di focalizzare l'infinito in un punto (che non le appartiene)' - me lo spieghi con parole semplici? Le mie conoscenze geometriche-matematiche sono da un lato manchevoli e dall'altro arrugginite...
Inviato: 16/8/2009 18:15  Aggiornato: 16/8/2009 18:17
Autore: venises

Un fascio di raggi paralleli provenienti dall'infinito (o da un punto all'infinito e perciò paralleli, se ami le metafore) e che si "riflette" sulla parabola (immaginata come uno specchio) passa sempre per uno stesso punto denominato 'fuoco della parabola', un punto geometrico che non giace sulla parabola stessa.
In geometria si usa talvolta questa proprietà come definizione della parabola: "La parabola è il luogo dei punti che gode di questa proprietà...."
Questa è la proprietà che si sfrutta nei fari delle automobili o nelle antenne per ricezione via satellite (le "parabole", appunto), etc etc.
Trovi un'ottima illustrazione grafica di questa proprietà qui.

Circa la mia inclinazione per la parabola, non mi prendere troppo sul serio, diciamo che stiamo celiando.
Un saluto.
Inviato: 17/8/2009 2:24  Aggiornato: 17/8/2009 2:24
Autore: fulmini

@ Venises

A volte, per dire molto con poco, si celia.

Un amico, riflettendo sul tuo riconoscersi nella parabola come la descrivi, mi chiede se un tuo tratto fondamentale è la generosità. Rispondo di sì, sorridendo. Sorride.
Inviato: 17/8/2009 10:47  Aggiornato: 17/8/2009 10:48
Autore: gertdelpozzo

Iperboli o parabole, so' tutte coniche. Avete presente il cono (come il gelato)?
Dipende da come lo si seziona.
L'ipercono, non il gelato.

Vale

P.S.: peraltro, che io sappia, l'ipercono è senza panna. Almeno credo.
Inviato: 18/8/2009 22:15  Aggiornato: 18/8/2009 22:15
Autore: fulmini

@ gertdelpozzo

Coniche, è vero, sono la parabola e l'iperbole. A proposito, sai dirmi tu che la sai evidentemente più lunga e più precisa di me dove vanno a incontrarsi le rette provenienti da un punto all'infinito e che mi usano come uno specchio?

Nel caso degli esseri umani-parabole vanno a incontrarsi in un punto che non appartiene loro, e nel caso di esseri umani-iperbole? In due punti?

E dimmi ancora: tu come ti vedi?
Inviato: 19/8/2009 10:00  Aggiornato: 19/8/2009 10:06
Autore: gertdelpozzo

Di solito uso uno specchio, ma cerco di farlo il meno possibile.

Vale

P.S.: quando vedo arrivare le rette cerco di spostarmi. Le mie proprietà riflettenti temo siano particolarmente scarse. Cerco inoltre di non dimenticare mai che la misura dell'integrale di un punto è sempre nulla, per qualsiasi punto. Certo che se quel punto è un punto di accumulazione, le cose non cambiano, però si fanno più interessanti...