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la lingua rubata : Ho sentito
di AlfaZita , Tue 28 April 2009 8:00
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Ho sentito
solo io e te che ancora non c’eri
io la sentinella con la mano alzata
contro luce avvistare l’albero di mezzana
della tua nave.



selciato di pietra viva

‘AlfaZita’, Erice (Sicilia Occidentale), 22 giugno 2008


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Commenti
Inviato: 28/4/2009 15:28  Aggiornato: 28/4/2009 15:28
Autore: fulmini

Una soggettiva doppia: parla Egeo e dorme Teseo.

Gennariello, stavolta studia un po' di mitologia greca, e poi fammi sapere, se ho visto, intravisto qualcosa, qualcuno, fra le righe di questa vertiginosa poesia. (Anche un po' di geografia non guasta: la posizione elevata di Erice non è forse estranea alla composizione.)
Inviato: 29/4/2009 23:29  Aggiornato: 29/4/2009 23:29
Autore: ioJulia

Leggendo questa poesia ho sentito un alito di vento, un sussurro di storia e un fremito di attesa..
E' bellissima..

Ciao
Julia
Inviato: 2/5/2009 9:10  Aggiornato: 2/5/2009 10:35
Autore: AlfaZita

Tu fulmini, senti la mia poesia nel mito di Teseo, che io appresi all’età di dieci anni. Da allora più volte mi soffermai sul mito e sempre l’orrore mi assaliva. Non mi spiegavo l’ingratitudine e la smemoratezza del figlio che ha provocato dolore ed anche la morte del padre.
Teseo, contraddiceva la mia idea dell’eroe coraggiosamente nel giusto, che sacrificava la propria vita, per gli ideali della comunità.

Teseo, si comportò da uomo debole, senza memoria e gratitudine.

Teseo, era un uomo smemorato, e senza Memoria non esiste Armonia, non può esserci nessuna nobile manifestazione del pensiero e dell’ingegno umano; e nemmeno Giustizia può esserci senza la memoria.

Teseo è stato crudele ed ingiusto perché senza memoria!

Teseo, partì per sconfiggere il Minotauro, dicendo al padre Egeo che se fosse tornato vivo, l’avrebbe avvisato da lontano, cambiando le vele nere dell’andata con altre bianche della vittoria. Purtroppo al suo ritorno vittorioso, dimenticò di issare le vele bianche ed il padre che credette alla sconfitta e alla morte del figlio, non sopportando il dolore, si gettò dall’alto nelle acque del Mediterraneo - che in quel tratto si chiama da allora Egeo.

Mancare di memoria !
Teseo, si era dimostrato crudele ed ingiusto anche verso Arianna, che innamorata di lui, gli dette armi ed informazioni segrete, per uccidere il Minotauro ed uscire dal Labirinto.
E Teseo?
Prima di entrare nel Labirinto promise ad Arianna di portarla con tutti gli onori con sé, e presentarla al padre come sposa; invece, dopo aver carpito la vittoria, la abbandonò lungo la via del ritorno in un isola deserta.

L’essere umano immemore è rappresentato da questo eroe incompleto,
ingiusto e colpevolmente ingrato.

Sembra incomprensibile questa mancanza se non ricondotta al suo profondo distacco dalle emozioni, perché non può esistere memoria senza emozioni.

Il Mito di Teseo, fulmini, mi ha insegnato presto, che per essere giusti e riconoscenti, bisognava aver memoria. Mi ha insegnato a percorrere il sentiero della coscienza e della conoscenza, della giustizia e della gratitudine.
Mi ha insegnato che la Memoria (Mnemosine - in greco, madre delle Muse e sorella di Temi, dea della giustizia) ci tiene in rapporto col passato.

Ma l’ispirazione della poesia, fulmini, no. Forse no.
Non mi sono ispirata al Mito di Teseo. Forse le vele, vengono dal suo viaggio.
Le sue vele, sono rimaste in fondo all’orizzonte del mio animo, in quell’attimo di incertezza tra il vero e l’ingannevole, tra lo sconforto e la consolazione.

Comunque, le mie vele avanzano legate alla speranza ed al futuro.
Inviato: 2/5/2009 15:00  Aggiornato: 2/5/2009 15:00
Autore: AlfaZita

Carissima Julia

ho sentito
sono stata felice di sentire qualcosa che
molto dopo ho riconosciuto
anzi
nell'attesa l'ho incontrato desiderandolo.

Saluti alexandrini.