Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

prove di discussione : Il Papa è fallibile?
di fulmini , Thu 19 March 2009 6:40
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Ho orecchie per sentire e occhi per vedere, grazie a Dio (o chi per lui), e così ieri ho sentito e visto Benedetto XVI affermare, nel corso del suo viaggio in Africa, che "l'AIDS è una tragedia che non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". Secondo me questo Papa della Chiesa Cattolica dicendo questo che ho sentito con le mie orecchie e con la faccia che ho visto con i miei occhi, ha mentito sapendo di mentire. “Se sbaglio mi corrigerete.” Giovanni Paolo II.

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 19/3/2009 8:04  Aggiornato: 19/3/2009 8:04
Sarei disposto a digerire anche la menzogna, ma pronunciata a fin di bene.
Altrimenti è crudeltà mentale quale quella del rappresentante di Dio (?) su questa Terra che è andato in Africa a reclamizzare i suoi "tappeti", pardon prodotti di fede.
Inviato: 19/3/2009 11:23  Aggiornato: 19/3/2009 11:23
secondo me sicuramente l'uso dei preservativi diminuirebbe i contagi AIDS e quindi il Papa non ha detto una cosa vera.
Danys
Inviato: 19/3/2009 23:05  Aggiornato: 21/3/2009 21:38
gli effetti di una simile affermazione possono essere devastanti, visto il seguito che comunque il papa e i suoi amplificatori (parroci, etc.) continua ad avere: e sono effetti non solo in Africa, ma anche in Europa! Riuscire ad affermare che il condom addirittura peggiora la pandemia è una cosa assolutamente inaudita, non ho più parole
(ciao fulmini, il 21 allora giornata della tolleranza?)

medita partenze
Inviato: 19/3/2009 23:40  Aggiornato: 19/3/2009 23:40
Autore: fulmini

@ medita partenze

Sì, il 21 parte la nuova iniziativa stagionale, con una sana discussione sulla 'tolleranza', introdotta da Petilino che ha avuto la bella pensata.

Ci leggiamo.
Inviato: 20/3/2009 11:31  Aggiornato: 21/3/2009 21:34
Autore: guidoaragona

Come sapete, amo in questo periodo difendere la chiesa cattolica, e così farò riguardo a tale questione.

Pensiamoci bene: come si trasmette il contagio da Aids? Attraverso, specialmente e salvo eccezioni, attività a rischio: prevalentemente, contagio sessuale o contagio da siringa (quindi molto collegate alla eroina).
Razionalmente quindi, esistono attività a rischio. Purtroppo, la promiscuità sessuale, i rapporti sessuali vari, non monogamici e non convenzionali, sono un comportamento a rischio. Spiace, ma è così.
La soluzione più radicale al problema del contagio è dunque la monogamia, senza alcun dubbio.
Facendo un parallelismo: se vado in guerra, non posso sperare di eliminare il rischio di morte dotandomi di elmetto (lo posso solo ridurre). Elimino il rischio non andando sul fronte.
Analogamente, l'Aids. Pensare di risolvere il problema dell'aids con il condom, è illusorio, perchè è come dire "vai pure in guerra, basta che metti l'elmetto ed hai risolto tutti i problemi".
Perchè, lo sappiamo tutti benissimo, il condom è una gran rottura di palle.
E prima o poi, ne fai a meno. Lo sappiamo benissimo. Non facciamo le mammolette e gli ingenui, per favore.
E allora, Benedetto XVI ha detto una cosa sensata.
Può anche non essere condivisa, certo. Ma da qui a gridare allo scandalo, c'è un forte salto. C'è, mi pare, anche strumentalizzazione.

E quindi riporto anche la trascrizione esatta delle frasi in proposito rilasciate nella intervista (sono andato a cercarle qui).

d: Santità, tra i molti mali che travagliano l'Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell'Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio?
r: Io direi il contrario: penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l'Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà.
Penso alla Comunità di Sant'Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l'Aids, ai camilliani, a tutte le suore che sono a disposizione dei malati... Direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c'è l'anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l'uno con l'altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, a essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l'uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell'altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo e importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno.

Il Papa è fallibile, e d'altronde l'infallibilità papale, nella dottrica cattolica, è solo riguardante particolari azioni, e non discorsi in interviste.
Però ha detto una cosa sensata. E non è difficile ammetterlo. Basta solo vedere le cose a 360°, con apertura, e non solo dal cannocchiale dei mass media (circa 15°, con lenti abbastanza deformanti )
Inviato: 20/3/2009 11:39  Aggiornato: 20/3/2009 11:43
Autore: guidoaragona

Ancora, volevo aggiungere una cosa:
chi ha una vita sessualmente a rischio, in genere non è cattolico .. e quando invece lo fosse, se trasgredisce alcuni dettami, a maggior ragione trasgredirebbe quello del non uso del preservativo.
Quelli non cattolici, o per cui la parola del Papa non ha alcuna importanza, non saranno comunque influenzati dalle sue parole ... useranno, o non useranno, il preservativo a loro discrezione totale (di certo, ad es. se andassero con una prostituta, di certo poi, se non si metteranno il presevativo non sarà perchè lo ha detto il Papa, ma per altri e ben noti - sebbene mai ipocritamente citati nei mass media - motivi).
Dunque, gli effetti non saranno, comunque, "devastanti".
Inviato: 20/3/2009 21:54  Aggiornato: 21/3/2009 21:35
Bene, mi compiaccio per il metodo di andare alla fonte prima di esprimere un giudizio, e mi compiaccio con me stesso per averlo usato nel post 16 sempre per commentare le parole del pontefice.
Il resto del discorso mi lascia perplesso, ma ci sarà modo per tornarci su. In questa sede mi interessava il metodo.
Petilino
Inviato: 20/3/2009 22:15  Aggiornato: 20/3/2009 22:15
Autore: fulmini

@ Guido Aragona

Petilino condivide il tuo metodo. Anch'io - nel senso esposto da Petilino.

Ma il tuo metodo produce un merito: la affermazione menzognera di Benedetto XVI resta, ancorché contestualizzata, confermata: "non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema". E' una menzogna, Guido. La distribuzione di preservativi rischia di DIMINUIRE il problema.

Ma un'altra osservazione vorrei farti, amichevolmente, e perciò francamente - questa volta al tuo metodo: il tuo era un commento "per partito preso". Non è bello parlare per partito preso.
Inviato: 20/3/2009 23:23  Aggiornato: 20/3/2009 23:23
La posizione di Guido e' scandalosa nel senso evangelico del termine e intellettualmente imbarazzante, perche' difende una scelta che sparge la morte e il dolore tra centinaia di migliaia di persone; il metodo della ricerca e' altrettanto intellettualmente imbarazzante, e anacronisticamente inadeguato ai tempi di internet per di piu', perche' usato con l'ingenuita' di verificare le notizie solo alla fonte da cui provengono e che pertanto le puo' modificare, senza incrociarle altrove. Dal Corriere.it, che riporto qui sotto, si apprende che la dichiarazione di Benedetto XVI e' ancora piu' ampia e piu' grave (nessun rischio, solo certezza) di quella "verificata" da Guido. In Africa le missioni cattoliche che vivono giorno dopo giorno a contatto con la piaga dell'Aids, e non lo vedono in cartolina come Ratzinger, distribuiscono da sempre i condom, come e' stato riportato in altri articoli in questi giorni, sempre a proposito di fonti. In molti casi due posizioni opposte che sanno dibattere si arricchiscono reciprocamente, in alcuni casi l'una e' talmente insostenibile da essere solo un'offesa all'anima e alla mente: i negazionisti non hanno mai aggiunta una sola briciola di verita' alla comprensione dell'Olocausto. Il dibattito, con loro, non ha nessun senso. S.

SUL SITO DEL VATICANO SPARISCE IL TERMINE "PRESERVATIVO" - Il Vaticano, nel pubblicare la trascrizione integrale dell'intervista concessa ai giornalisti dal Papa martedì durante il volo verso il Camerun, ha corretto le parole usate da Benedetto XVI sui preservativi. Nel testo che compare sul bollettino e sul sito della Santa Sede, Ratzinger afferma: «....Direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c'è l'anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema».
Dalla sbobinatura della registrazione in possesso dei giornalisti, le parole di Benedetto XVI risultano invece nel seguente modo: «...direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c'è l'anima che sa applicarli, non aiutano; non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema».
Inviato: 21/3/2009 1:48  Aggiornato: 21/3/2009 1:48
@Fulmini. Non era "partito preso", era il tentativo di leggere una logica, che non è intuitiva, per cui Benedetto XVI ha dichiarato ad un giornalista ha la distribuzione dei preservativi, come metodo (se isolato, mi pare di capire dal contesto della frase), possa persino aggravare la situazione. Si può non essere d'accordo, però, leggendo il contesto della frase, un senso ce l'ha.

Poi, all'ultimo commentatore anonimo, spiego: non voglio dire che l'Osservatore Romano (nè alcun altro giornale), sia la fonte della verità. Però è certamente - per costituzione - il giornale che trasmette nel modo più aderente il pensiero papale: infatti, è il giornale del Papa.
Che poi preferisca usare "profilattici" anzichè "preservativi", mi pare non cambi nulla.
Non vedo, veramente, dove sia lo scandalo in questa sostituzione, se non nel volercelo cercare a tutti i costi.
Mi pare che le posizioni per partito preso, ce l'abbia qualcun altro, non io.
Inviato: 21/3/2009 2:39  Aggiornato: 21/3/2009 2:39
Accidenti, Guido, ma lei ci e' o ci fa? Ho scritto che si era passati dalla "certezza" al mero "rischio" di aumentare il problema nella revisione del testo fatta dall'Osservatore e da sito del Vaticano, non che hanno sostituito "preservativi" con "profilattici"!
Il testo revisionato smorza una frase perentoria e insostenibile ("al contrario, i [preservativi] aumentano il problema") in una piu' cautamente possibilista ("il rischio e' di aumentare problema"). L'Osservatore Romano e' sicuramente aderente al pensiero del Papa, ma non e' certo una fonte veritiera nel riportare le sue esatte parole, se questo suscitano imbarazzo. Le parole pronunciate esattamente da Berlusconi non bisogna certo cercarle sul Giornale: li', semmai, sono riportate con dovizia d'enfasi le sue puntuali smentite del giorno dopo.
Un giorno, quando saremo lontani dall'inferno della peste che piaga l'Africa e queste cupe gerarchie ecclesiastiche avranno perso il potere che ancora faticosamente difendono, le parole di questo papa sull'Aids saranno guardate come oggi e' guardato il collaborazionismo durante l'occupazione nazista. Speriamo che almeno per quella data lei abbia cambiato opinione. S.
Inviato: 21/3/2009 4:33  Aggiornato: 21/3/2009 4:33
Autore: gius

Canone 749, § 1: «Il Sommo Pontefice, in forza del suo ufficio, gode dell’infallibilità nel magistero quando, come Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli, che ha il compito di confermare i suoi fratelli nella fede, con atto definitivo proclama da tenersi una dottrina sulla fede o sui costumi».

Canone 749, § 3: «Nessuna dottrina si intende infallibilmente definita se ciò non consta manifestamente».

un saluto,
gius
Inviato: 21/3/2009 6:25  Aggiornato: 21/3/2009 6:25
Autore: fulmini

@ Guido Aragona

Ora che tutto è chiaro, grazie allo sviluppo completo della discussione, conclusa - a me pare - limpidamente da S., vorrei rivolgere una preghiera a Guido Aragona ed a tutti i cattolici diciamo così 'democratici'.

Non difendete, tutti, il Papa a tutti i costi, anche a costo della verità. Non difendete questo Papa pubblicamente, dico a quelli fra voi che lo criticano nei corridoi. Altrimenti sarete suoi complici, e pagherete, prima e poi, in cielo e in terra, per questo eccesso di legittima difesa.
Inviato: 21/3/2009 11:07  Aggiornato: 21/3/2009 11:07
Autore: guidoaragona

Devo due risposte:

- all'anonimo: non mi pare affatto una smentita. Il senso del discorso è il medesimo, è stato meglio precisato, al fine di evitare strumentalizzazioni mostruose, quali quelle che sono state fatte su una risposta di intervista in aereo. Il senso, comunque, era chiarissimo anche nella prima versione, a meno che non si voglia sempre fare le pulci e giocare sulle parole.
Così come è del tutto fuori luogo mettere in campo l'olocausto e Berlusconi in proposito.
Francamente, mi sono rotto le palle di questo approccio isterico alle questioni. Isterico.

- A Fulmini: sono convinto di quel che ho detto. Ad offese pubbliche che mi paiono ingiuste, trovo corretto anche fare difese pubbliche che mettano in luce le cose come stanno, contro le distorsioni strumentali di accusa che vengono vendute come palmari (di cui non voglio in alcun modo essere "complice")
Inviato: 21/3/2009 11:16  Aggiornato: 21/3/2009 11:16
Autore: fulmini

@ Guido Aragona

Tu non devi replicare ad offese pubbliche (a Benedetto XVI) che ti paiono ingiuste - o almeno non qui e non ora. La prova di discussione che ho proposto è tonda e chiara.

Tu devi dire chiaro e tondo se Benedetto XVI ha mentito sapendo di mentire quando ha detto - agli africani ed a tutto il mondo - che l'uso dei preservativi aumenta il contagio AIDS.

"Dite: sì, sì, no, no. Il di più viene dal Maligno."
Inviato: 21/3/2009 12:37  Aggiornato: 21/3/2009 12:46
Autore: guidoaragona

@ Pasquale:
Mi scrivi:
"Tu devi dire chiaro e tondo se Benedetto XVI ha mentito sapendo di mentire quando ha detto - agli africani ed a tutto il mondo - che l'uso dei preservativi aumenta il contagio AIDS."

Ecco, mi pare di averlo già detto.
Cioè, da una parte non ha detto esattamente questo. La frase, secondo cui pensare di risolvere il contagio dell'Aids con la semplice distribuzione di preservativi è (o può essere) controproducente, è diversa.
In secondo luogo, sono convinto che non pensasse di mentire, dicendo ciò.

Faccio una ulteriore disamina.
Sto frequentando un corso si aggiornamento sulla sicurezza del lavoro nei cantieri. Gli istruttori, soprattutto dell'ASL, continuano a ripeterci che i "dispositivi di protezione individuale" (DPI) sono soltanto l'ultima ratio; laddove la protezione ottimale è invece il confinamento integrale del rischio. Un esempio: lavorare con le cinture (DPI) per rischio di caduta dall'alto, è solo una estrema ratio: perchè il gancio potrebbe non essere sicuro, l'imbracatura non ben sistemata, il vincolo dato all'operaio tale da costringerlo, per libertà di azione magari necessaria per svolgere il lavoro, a staccare la cintura dal cavo collegato al gancio. E magari, l'operaio è testa di cazzo e non si imbraca anche se dovrebbe farlo, e rischia.
Quindi, bisogna, salvo casi eccezionali o ben ridotti, usare il ponteggio con le dotazioni protettive (che non è un DPI).
Ora, a me pare che sarebbe un incosciente chi dicesse: basta usare i DPI, quindi il ponteggio non serve.
E se qualcuno dicesse: l'uso indiscriminato del DPI in luogo di una protezione complessiva può aggravare la sicurezza nel lavoro, non direbbe affatto una cosa "devastante" o scandalosa. Direbbe una cosa sensata.
Chiaro il parallelo?

Ora, tornando alla questione, sappiamo bene che: il ns DPI (il preservativo), si può spaccare (specie in rapporti particolarmente a rischio, ove si suole ragionevolmente farne a meno, anche perchè in esso vien meno la ragione primaria dell'oggetto, ossia evitare la gravidanza); che si può togliere, magari anche solo parzialmente o per errore; che la protezione offerta non è integrale e per ogni DPI in commercio, ma avrà una certa percentuale (diciamo, 90%? ... e il 10% dove lo mettiamo?).
La protezione davvero sicura dal rischio è il rapporto monogamico, e la astinenza in caso di soggetti contagiati. Poi, va bene, in certi casi si deroghi con il DPI.
Ma pensare di risolvere il problema col DPI è una cazzata.

Quindi Pasquale, ti rispondo: non solo "non ha mentito sapendo di mentire", ma ha detto il vero pensando di dire il vero.
Tutto questo è evidente, a meno di considerare che la libertà sessuale totale ed incondizionata sia il perno in cui tutto il resto ruota, anche la questione "contagio Aids". E' questa considerazione ad essere devastante (per fortuna nostra, solo in Africa), non quello che ha detto il Papa.

Ciao carissimo. A presto.
Inviato: 21/3/2009 12:54  Aggiornato: 21/3/2009 12:54
Autore: fulmini

@ Guido Aragona ed a tutti coloro che tacciono pensando che Benedetto XVI abbia detto il vero dicendo che l’uso dei preservativi aumenta il contagio AIDS

Perchè ho costruito e proposto alla discussione in questo sito-rivista tollerante (rispettoso delle opinioni di tutti) e nello stesso tempo conversevole (nel quale ciascuno “cambia verso con” di fronte a opinioni logicamente e moralmente superiori) il post che hai e avete letto?

Perchè in qualche parte di questo pianeta, a seguito di quelle parole, dette non da un privato in sede ristretta, non da un accademico in sede limitata, ma davanti ai microfoni aperti della globale comunicazione di massa da uno dei più autorevoli teologi e dei massimi rappresentanti della morale, dal Papa della Chiesa Cattolica, uno, due, mille, duemila, centomila duecentomila, milioni di esseri umani di genere maschile non infileranno il loro pistolino in un preservativo prima di avere un rapporto sessuale con un altro essere umano di genere maschile o femminile, pensando di fare la cosa giusta, sana, vitale per sè e per l’altro/l’altra, e così facendo saranno contagiati dall’AIDS, e parte di loro andranno incontro ad una malattia atroce e parte di questi incontro ad una atroce morte.

Perchè chi non dice a chiare lettere e a voce alta, a quanti più esseri umani è possibile (figli, padri, fratelli, amici, avversari, nemici, bianchi, neri, gialli, fascisti, comunisti, religiosi, atei, giovani, vecchi, giovanissimi, vecchissimi, belli, brutti, ricchi di spirito e poveri di spirito) che usare il preservativo diminuisce il contagio AIDS, è corresponsabile di quelle malattie e di quelle morti.

Detto questo, a chiare lettere e a voce alta, entreremo nei particolari dell’uso concreto dei preservativi – per migliorarlo, non per sconsigliarlo. Ma prima, bisogna ammettere, in verità, che Benedetto XVI ha mentito sapendo di mentire. Ultima questione: perché ha mentito? Per essere coerente con la sua generale concezione dei giusti rapporti sessuali. Ha mentito dunque per coerenza. Ma se per essere coerenti bisogna mentire, allora bisogna essere ancora più coerenti, e dire la verità – fino a cambiare la concezione generale preventiva che ci conduce alla falsità. Tu mi domandi forse a questo punto: “Cos'è la verità?” – come Pilato a Gesù. Io, come Gesù, non ti risponderò. Lascerò a te l’ultima parola, carissimo amico.
Inviato: 21/3/2009 13:24  Aggiornato: 21/3/2009 13:49
A tutti:
Credetemi che, sulla questione dell'AIDS ed i migliori modi di affrontare questa tragedia, non sono giunto ancora ad avere qualche verità da esporre in questa o altra sede. La questione mi sorpassa assolutamente, e non ho competenza alcuna né conoscenza certa a riguardo.
Leggo quindi con attenzione tutti i commenti, li rileggo, e dico che i ragionamenti proposti da Guido Aragona mi sembrano assai forti, e nei commenti non vengono quasi affrontati. Negare non vuole dire superare. Poi, sulla tolleranza...
Luis Razeto
Inviato: 21/3/2009 15:00  Aggiornato: 21/3/2009 15:00
Autore: fulmini

@ Luis

Apprezzo molto la tua affermazione: non tengo una idea forte su come sia meglio affrontare la tragedia dell'AIDS, dunque ascolto e medito finché l'avrò questa idea forte.

Così come apprezzo molto la affermazione di Guido Aragona: sto col Papa, e cerco di argomentare perché.

Ma.

Ma il preservativo ce lo dobbiamo noi, e se lo debbono, gli altri, mettere o no, noi e gli altri - se e quando abbiamo rapporti sessuali con intenzioni non riproduttive (posto che rapporti sessuali si hanno non soltanto per riprodursi, ma anche per giocare, visto e considerato che siamo esseri riproduttivi e anche giocherelloni)?

Io dico di sì. Guido dice di no. Tu non sai - non sai se se lo debbono mettere i milioni di esseri umani, noi compresi, per diminuire il contagio AIDS.

Intanto l'AIDS avanza. Non aspetta. Non vuole aspettare. Vuole avanzare. Che facciamo?
Inviato: 21/3/2009 17:19  Aggiornato: 21/3/2009 21:37
Autore: guidoaragona

@ Fulmini e Luis
Grazie Luis. In effetti non so nulla del tema, ho provato ad immaginare le ragioni di quella dichiarazione.
Stamane che avevo un po' di tempo ho trovato questa intervista ad una della comunità di S. Egidio che è impegnata sul tema.
Mi pare che dica cose più interessanti delle mie, qui.
Inviato: 21/3/2009 17:32  Aggiornato: 22/3/2009 10:18
Autore: venises

Alcune notizie sulla demografia dell'Africa.

Popolazione
L'Africa conta il 14% della popolazione mondiale su un territorio pari al 22.5% delle terre emerse (si può quindi considerare un continente poco popolato, 28 abitanti/km2 contro i 114 dell'Europa e i 47 ab/km2 della media mondiale).
Non esiste una Africa, i contrasti interni essendo estremi (600 ab/km2 nell'isola Maurizio, 2 ab/km2 in Namibia).
La densità di popolazione dell'Africa è in rapidissimo aumento (nel 1950 era di soli 5 ab/km2), nel 2025 un essere umano su quattro vivrà in Africa.

Povertà
Il 30% dei poveri di tutto il mondo vive in Africa, che è l'unica regione al mondo in cui la povertà è aumentata (negli ultimi 40 anni). Negli ultimi vent'anni il numero dei poveri in Africa è raddoppiato (attualmente i poveri arrivano a rappresentare il 35% della popolazione africana): parliamo di 300 milioni di persone (dati della World Bank).

Urbanizzazione
Nel 1900, solo il 3% della popolazione africana viveva nelle città. Negli ultimi 40 anni, la popolazione urbana è aumentata mediamente al ritmo del 5% annuo (contro il 3.3% dell'Asia, per esempio). Dal 1950 al 2000 la popolazione totale africana è quadruplicata, quella urbana è aumentata di 11 volte. Nel 2025 un africano su due vivrà in città.
La popolazione urbana, all'inizio di questo esodo dalle campagne, è soprattutto giovane. Nel corso del tempo, la composizione d'età tende naturalmente ad equilibrarsi. A partire dall'inizio degli anni 90 l'esodo verso le città rallenta, soprattutto a causa della crisi economica (la disoccupazione urbana passa dal 10% nel 1975 al 20% nel 1990 al 30% nel 2003).

Natalità
Nel 1960 ogni donna africana mette al mondo 7 figli (in media). Il tasso di mortalità infantile s'aggira intorno al 15%. Con l'urbanizzazione, l'allentanamento dal controllo sociale, l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro, la diffusione di metodi contraccettivi, la natalità crolla, nel corso di una sola generazione, a 2.5 figli per donna (ma solo nelle città). Oggi, il 60% delle donne del Maghreb utilizzano un metodo contraccettivo (erano solo il 5% nel 1960). Questo - insistiamo - è il risultato diretto del mutato statuto sociale delle donne nella società. La ricchezza familiare non è più legata alle braccia che lavorano la terra, la donna non è più solo una macchina riproduttiva, l'esigenze (ed i costi) legati all'allevamento dei figli aumentano, la donna ha diritto a ricevere un'istruzione, lavora (conosciamo bene questo processo, è avvenuto lo stesso da noi). L'età alle quale le donne si sposano aumenta progressivamente, la durata della vita "feconda" delle donne s'accorcia conseguentemente.
Ma non nelle campagne, dove tutto resta pressoché immobile. In Africa una donna su mille muore di parto, più del doppio della media del.... Terzo Mondo.

Mortalità
In Africa (con una popolazione del 14%) il tasso di mortalità è del 18%.
L'età mediana alla quale si muore è di 78 anni in Europa e di 6 anni in Africa (ovvero: la metà delle persone muoiono prima d'aver compiuto i sei anni).
La mortalità inizia a diminuire in Africa (sia pure molto lentamente) solo a partire dagli anni 50, per effetto della diffusione (relativa) di medicine e dei programmi d'aiuto internazionali. La vita media passa da 35 anni nel 1945, a 43 anni nel 1965, a 50 anni nel 1995. Quindi si ferma, smette di migliorare (secondo talune fonti è scesa a 47 anni): è la strage di massa dovuta alla diffusione dell'AIDS.
Nel 1990 l'ONU stimava che la popolazione africana avrebbe raggiunto i 1600 milioni di persone nel 2025; oggi le stime sono passate a 1400 milioni: 200 milioni di persone mancano all'appello, stroncate dall'AIDS.
Ecco, di questo sterminio di massa stiamo parlando: 200 milioni di esseri umani. Un assassino: l'AIDS. Molti mandanti: coloro che ne hanno attivamente favorito la diffusione.

Conclusione
Lo stato francese ha reagito alle dichiarazioni di Benedetto XVI attraverso un invio immediato, straordinario e massiccio di profilattici verso l'Africa (dove hanno una rete d'aiuti): à la guerre comme à la guerre.
In Italia, invece, vige la "separazione" fra Stato e Chiesa: niente atti concreti, solo dibattiti.
Concludiamo facendo notare, a coloro che amino l'azione, che adottare un bambino (a distanza) costa 25 euro al mese (significa permettergli di ricevere un'educazione e aiutare la comunità nella quale vive).



P. S. = per chi vuole conoscere l'Africa ma ha poco tempo per documentarsi estensivamente, consigliamo: L'Afrique di Sylvie Brunel
Inviato: 22/3/2009 9:35  Aggiornato: 22/3/2009 9:35
Autore: ethos

Il papa non è infallibile. Il dogma è recente [tardo ottocentesco], annunciato da Pio IX nel 1854 e normato con la costituzione dogmatica Pastor Aeternus, proclamata dal Concilio Vaticano I il 18 luglio 1870. Va letto alla luce della riaffermazione del primato della gerarchia sull'ecclesia. Anche in relazione ai cambiamenti politici sugli assetti temporali della chiesa di Roma [conflitto con il nascente Regno d'Italia e, nello stesso anno, dimagrimento dello stato pontificio a seguito della breccia di Porta Pia].

Ma è un reperto del passato. Non ha senso né ex cathedra, né intra moenia.

Detto questo, Benedetto XVI è un papa antipatico e soffre dell'antipatia che lo circonda. Ma sarebbe un errore banalizzarlo. Un 80enne già di suo non è né può essere un innovatore. Sta sulla soglia, in attesa della comare secca. Non pensa al futuro, né ha la sensibilità per comprenderlo, il futuro, che nasce dal presente. Lui in particolare ha la fissa, anche questa piuttosto datata, del primato romano sulla contemporaneità. Riflesso che ha procurato sempre molti danni anche alle parti buone dei magisteri che si sono susseguiti, dal Sillabo [sancito sempre da Pio IX, l'8 dicembre 1864] in poi.

La temerarietà dell'affermazione negativa sull'uso del preservativo, se è in continuità assoluta con i precedenti pronunciamenti sulla morale cattolica in tema di sessualità, detta in Africa rischiava di produrre una toppa peggiore della malattia. Che è pandemica. In una regione in cui la condizione femminile è ancora ampiamente soggiogata dalle tradizioni locali, autoctone ed importate [islamizzazione forzata].

Dove le donne studiano o si urbanizzano, il primato maschile diluisce. Uno tra i buoni effetti della globalizzazione, in opposizione allo sradicamento ed all'omologazione che contestualmente induce. Come argutamente fa notare Venises, parallelamente diminuisce anche l'indice di natalità [ma questo succedeva anche in Italia ancora fino alla metà del secolo scorso, una sessantina d'anni fa in tutto].

In conclusione, Benedetto XVI spesso è anacronistico o semplicistico nelle affermazioni, piuttosto sommarie, in cui si impegola. Tendendo ad applicare un magistero rigidissimo ad una realtà in cui le sfumature prevalgono sulle rotaie sicure della morale ideale [ammesso che ideale sia]. Non conosce il funzionamento dei mass media e non tiene conto dell'ignoranza media e crassa di quanti riferiscono i suoi discorsi. Che sono sempre molto articolati e problematici. Pur riconducendo alle acque sicure ed, hainoi, inapplicabili della spiritualità che voglia farsi legge. Ovvero sottrarre spazio al discernimento personale della situazione concreta.

Il discorso mi porterebbe troppo in là e pertanto lo limito a questa ultima affermazione: apodittica.

http://ethos.ilcannocchiale.it/?YY=2005&mm=4&dd=20