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i nostri inviati : Due foto ritoccate
di bovary , Sun 22 February 2009 7:10
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In un primo tempo avevo rifiutato queste foto di ‘Bovary’ ritoccate con PHOTOSHOP - perché le foto ritoccate mi ricordano troppo da vicino la pittura - ma lei m'ha convinto e commosso con questo argomento: “...così stai penalizzando i fotografi in erba che non hanno ancora tanta tecnica ma che hanno buon occhio e senso artistico... se fossi riuscita ad ottenere l'effetto sfocatura con la macchina fotografica (e so che questo è possibile) avresti accettato le mie foto...”

paesaggio di Castelluccio di Norcia
Bovary, Castelluccio di Norcia, 2008


paesaggio di Selinunte
Bovary, Selinunte, 2007

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Commenti
Inviato: 22/2/2009 12:19  Aggiornato: 22/2/2009 12:19
io sono d'accordo: già la foto è solo un'immagine del reale, quindi ci posso (devo!) mettere ulteriormente del "mio" per renderla il più possibile simile a come io vedo (o vorrei vedere) la realtà.
:)
medita partenze
http://no-fog.ilcannocchiale.it

(P.S: le foto sono bellissime, con o senza photoshop!)
Inviato: 22/2/2009 15:55  Aggiornato: 22/2/2009 15:55
Autore: lorenzolevrini

E' semplicemente una questione di definizioni. 'Smuovere' i pixel in questo modo e' del tutto inaccettabile in fotogiornalismo etc, ma assolutamente la norma nella fotografia di moda. Se Bovary lavorasse per un giornale e mandasse una di queste due foto al fotoredattore per pubblicazione con la pretesa di 'fotografia' invece di 'illustrazione' verebbe licenziata immediatamente. Un photoshoot di moda, invece, prevede addirittura la presenza di un tecnico di photoshop, e la copertina di VOGUE e' ancora 'fotografia'.

Bovary vuole creare arte ed usa la macchina fotografica come primo passo. Io personalmente non chiamerei il risultato 'fotografia', ma non c'e' una definizione formale di 'fotografia', e per alcuni questo tipo di arte rientra nella definizione. Basta conoscere la propria definizione.
Inviato: 23/2/2009 10:18  Aggiornato: 23/2/2009 10:18
Autore: fulmini

La conclusione (provvisoria - tutte le conclusioni sono provvisorie, fino a nuovi argomenti chiari, tondi, convincenti, commoventi) che traggo è questa: si può e di deve usare PHOTOSHOP quando è coerente con le intenzioni creative e la destinazione della foto.
Inviato: 23/2/2009 11:10  Aggiornato: 23/2/2009 11:10
Autore: bovary

grazie dei vs commenti ho bisogno di capure meglio chiedo quindi lumi a lorenzo levrini... che cos'è dunque la fotografia? Se la fotografia nella sua essenza non amette ritocchi successivi, allora di sicuro ho bisogno di migliorare la tecnica nello scatto perchè tante volte non sono soddisfatta del risultato. Premetto che nessuno mi ha insegnato ho iniziato con semplici macchinette automatiche compatte digitali e non, e adesso possiedo una reflex Canon 350D. Leggo molto, osservo le fotografie degli altri anche sui giornali e cerco di apprendere il più possibile, ma alle volte anche giocando sui 4 elementi (ISO, tempo di esposizione, apertura diaframma, bilanciamento bianco etc.) i risultati sono deludenti. Per esempio, nel caso del tempio di selinunte, anche nella foto scattata prima del ritocco, il tempio sullo sfondo era sfocato, ma a mio avviso non abbastanza da far risaltare le pietre in primo piano. Volevo rendere l'idea della ruvidezza delle pietre e l'evanescenza invece del tempio all'orizzonte come fosse l'idea di ciò che fu e non qualcosa di reale...solo il ruvido delle pietre doveva emergere nella sua concretezza... Ecco allora che mi ha aiutato fotoshop permettendomi di sfocare ulteriormente lo sfondo del tempio enfatizzando il risultato...
caro lorenzo poichè ho apprezzato molto i tuoi scatti sarebbe graditissimo qualche prezioso consiglio tecnico... grazie in anticipo valeria
Inviato: 23/2/2009 12:36  Aggiornato: 23/2/2009 12:36
Autore: unviaggiatore

La mia prima macchina e stata una Rolleiflex (bioculare) non montava tele quindi i particolari voluti si risolvevano con l'ingrandimento. Sono passato a Canon, ho ancora la mia vecchia AE1, è una reflex automatica e manuale. Non è digitale ed è quindi più facile da usare, è più veloce il cambio dei diaframmi e dei tempi di posa, così mi dicono. Non so nulla di photoshop e a parte due foto le altre apparse sul blog sono fatte con una modestissima Nikon coolpix 5600, tornerò alla mia vecchia macchina, ma questo è un limite mio. Le possibilità di lavoro con una reflex tradizionale si risolvono, come tu dici con la sensibilità della pellicola, tempi e diaframmi e aggiungo camera oscura. Tempo fa ho fatto una foto a Populonia, i resti di una tomba etrusca il primo piano a fuoco lo sfondo sfuocato, apertura massima dei diaframmi e in rapporto i tempi di posa, devo dire che ho usato una pellicola in bianco e nero e un filtro rosso per marcare i contrasti di luce. Condivido con te l'idea che una foto deve comunicare, altrimenti sarebbe una bellissima cartolina. Una volta ad una macchina era richiesto oltre ad una buona ottica e una buona meccanica che fossero leggere e non rumorose. Tornerò alla mia vecchia macchina ma solo perchè PER ME le digitali sono troppo complicate, devo però ammettere che sono le macchine del presente e del futuro.
Ciao
Giuliano
Inviato: 23/2/2009 16:06  Aggiornato: 23/2/2009 16:06
Autore: lorenzolevrini

Bovary, non sempre la fotografia non amette ritocchi. Comunque, parliamo di tecnica. Vuoi un campo piu' ristretto, e questo si puo' ottenere in tre modi:

1. Aprendo ulteriormente il diaframma, o usando un obbiettivo con diaframma di diametro maggiore.
2. Usando una focale piu' lunga.
3. Avvicinandosi alle roccie.

E' chiaro che non puoi effettuare 2. e 3. e mantenere la stessa vista.
Inviato: 24/2/2009 1:03  Aggiornato: 24/2/2009 9:43
Conversando con fulmini su alcune mie foto rielaborate con photoshop, Pasquale saggiamente propose di chiamarle FotoGrafie.
Ciò era coerente con “le intenzioni creative e la destinazione” delle foto.

La domanda è: cosa cambia nel nostro occhio e nella nostra mente quando usciamo a fotografare su pellicola. Me lo chiedo e ve lo chiedo.

Personalmente, dopo lo scatto, col digitale ho potuto scegliere più volte, saturare o desaturare i colori dove volevo, spostare,cancellare e/o aggiungere, credo di avere compiuto operazioni più vicine alla pittura.

Insomma, il cerchio si chiude. La fotografia, nata dalla pittura, può ritornare ad essa con gioia, senza complessi di inferiorità, sapendo che oggi tutto si mescola, si reinventa e si rinnova grazie alla tecnologia e , se mi consentite, almeno in questo campo, con un poco più di democrazia.

Astrea
Inviato: 24/2/2009 12:41  Aggiornato: 24/2/2009 12:41
Autore: lorenzolevrini

Astrea, va bene parlare di pittura, arte, fotografia, ma prima bisogna imparare a fotografare. Ed e' difficilissimo imparare a fotografare bene con il digitale. Se ormai la pellicola e' quasi scomparsa per i professionisti, rimane fra noi come scuola, come insegnante. Tranne che per noi ingegnieri elettronici, la macchina digitale e' una scatola nera misteriosa che crediamo di controllare mentre invece e' lei che controlla noi. Per capire la fotografia bisogna fare a pezzi il processo, diventarne parte, capire quel che succede, vedere l'azione dello sviluppo.
Inviato: 24/2/2009 18:45  Aggiornato: 24/2/2009 18:45
Credo che oggi il confine tra fotografia e fotoritocco vada sfumandosi, poiché quasi tutti i fotografi professionisti passano per una fase di correzione / stilizzazione della foto in Photoshop. Questo non riguarda solo la fotografia di moda, ma anche quella pubblicitaria e persino molti fotoreportage.

Penso che un distinguo si possa comunque fare: rientrano nell'ambito della fotografia quei filtri e quegli effetti di Photoshop (o di altri software di fotoritocco) il cui risultato sarebbe credibile come prodotto dello scatto o dello sviluppo della foto.

I fotoritocchi delle due foto pubblicate utilizzano invece un effetto impossibile nel mondo reale/fotografico: lo sfondo non è sfocato, ma mosso. Non voglio giudicare della qualità del risultato, ma del fatto che questo risultato non è possibile (la profondità di campo non può produrre un movimento dello sfondo), e quindi non fotografico. Se si fosse applicata una normale sfocatura (o una Sfocatura Lente, introdotta in Photoshop più di recente) il risultato sarebbe stato ammissibile come fotografia, in quanto mimetico del processo fotografico.

L'utilizzo di filtri ed effetti chiaramente post-prodotti (che quindi non replicano né il processo dello scatto né quello dello sviluppo) ci porta quindi verso l'ambito dell'illustrazione, o della videoarte.

A proposito di fotoritocco segnalo l'esempio di Andreas Gursky, fotografo delle masse umane dai colori saturi e abbacinanti: le sue fotografie strabordano di esseri umani, costruzioni, animali. Pare che il buon Andreas moltiplichi spesso i soggetti nelle sue foto per accrescere il senso di affollamento. Eppure le sue foto sono credibili. È arte? È fotografia? Chiedetelo alla Tate Modern di Londra, che lo espone.

Andrea
Inviato: 24/2/2009 23:21  Aggiornato: 24/2/2009 23:21
Autore: lorenzolevrini

Andrea, qualsiasi 'alterazione' locale dei pixel, ad eccezione di intensita' proporzionale e colore, ufficialmente "...that alters a photograph's compositional elements" e' assolutamente vietata nel fotogiornalismo. I fotografi di Reuters, per esempio, devono includere nel file della foto i dati EXIF che riportano tutto quel che e' stato fatto alla foto in Photoshop.
Inviato: 27/2/2009 17:13  Aggiornato: 27/2/2009 17:13
Certo Lorenzo, sono pienamente d'accordo, tant'è vero che considero modifiche come il blurring ammissibili in "fotografia", e non in "fotogiornalismo" (i ritocchi di cui parlavo riguardo al fotoreportage sono esattamente quelli indicati dalle guidelines Reuters).

Del resto è evidente che la fotografia che documenta non può applicare ritocchi che alterino o nascondano la realtà dei fatti (vedi il caso dei missili iraniani), ma ritengo che una fotografia pubblicitaria o un ritratto possano utilizzare effetti di blurring o simili senza per questo smettere di essere fotografie.

Insomma, poiché il fotogiornalismo non è che una categoria della fotografia, non credo che possiamo estendere le linee guida della Reuters all'intero settore.
Inviato: 2/3/2009 16:55  Aggiornato: 2/3/2009 16:55
Autore: lorenzolevrini

Certo che no!