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lo Stato del meridione : Bianco che più bianco non si può
di filippopiccione , Tue 10 February 2009 6:50
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Ho pensato fosse utile riportare il contenuto di una lettera inviata al cardinale Ernesto Ruffini - arcivescovo di Palermo negli anni Sessanta - dalla segreteria di Stato della Santa Sede all’indomani della strage di Ciaculli, avvenuta il 30 giugno 1963.

“Come è noto all’Eminenza Vostra Reverendissima, la Chiesa Evangelica Valdese, ad iniziativa del Rev. Pastore Pier Valdo Panascia di Palermo, ha pubblicato lo scorso mese in codesta città un manifesto per deplorare i recenti attentati dinamitardi che hanno provocato numerose vittime fra la popolazione civile.
Nel segnalare detta iniziativa all’attenzione dell’Eminenza Vostra, mi permetto sottoporre al Suo prudente giudizio di vedere se non sia il caso che anche da parte ecclesiastica sia promossa un’azione positiva e sistematica, con i mezzi che le sono propri – d’istruzione, di persuasione, di deplorazione, di riforma morale – per dissociare la mentalità della cosiddetta “mafia” da quella religiosa e per confortare questa ad una più coerente osservanza dei principi cristiani, con triplice scopo di elevare il sentimento civile della buona popolazione siciliana, di pacificare gli animi, e di prevenire nuovi attentati alla vita umana”.

P.S: Non sono in grado di sapere se da parte del Cardinale ci sia stata una risposta. Sarebbe stato importante, nel caso affermativo, conoscerne il tenore e il contenuto. Quello che si sa - e abbiamo avuto modo di sottolinearlo in uno dei posts precedenti – è che l’Arcivescovo di Palermo, alla domanda posta da un giornalista: “Cos’è la mafia?”, ha risposto senza pensarci due volte: “Forse è una marca di detersivo.”

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Commenti
Inviato: 11/2/2009 3:31  Aggiornato: 11/2/2009 3:31
Il problema rimane ancora oggi che la chiesa siciliana e quella in generale non compiono atti chiari, decisi, inequivocabili e forti per mettere fuori dalla comunità dei cristiani quanto meno gli affiliati a cosa nostra( era più utile scomunicare i comunisti) Non esiste ,che io sappia, una “pastorale” , quindi indicazioni precise ai “pastori” su come comportarsi davanti ai mafiosi) . Il perché , a mio avviso, sta sempre nell’attenzione della chiesa ,organizzazione di potere, nei confronti di ogni potere vincente.
Ancora oggi gioca su più tavoli.( mafia / antimafia) E’ questa la sua forza. E lo sa.

Chi volesse approfondire la questione può naturalmente visitare il sito del Centro di documentazione sulla mafia “Giuseppe Impastato” o il sito della chiesa valdese italiana.

ASTREA