Il cinque marzo di ottantasette anni fa è nato Pier Paolo Pasolini. Lo ricordo con un film-documentario al quale, in omaggio alla sua poesia più profonda, Le ceneri di Gramsci, ho posto come titolo Le ceneri di Pasolini. È un documentario, è un film – è una biografia, è una autobiografia.
Ho realizzato quest'opera per tante ragioni, fra queste la grande impressione che m'ha fatto l'unica volta che l'ho visto. Era l’autunno del ’72. Pasolini presentava in una libreria romana 'Empirismo eretico'. Andai a spiare il dialogo di un poeta con gli intellettuali del suo tempo. Niente intellettuali. Trovai un corsaro assediato da un pugno di giovani infelici che lo interrogavano, ma erano più le domande che lui faceva loro.