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lo Stato del meridione : Il bello e il brutto della Calabria
di fulmini , Mon 9 February 2009 7:00
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Sono venuto a conoscenza, grazie a Umberto Maiorca - amico per vocazione e storico per professione, di una pagina memorabile di Leonida Repaci sulla Calabria. Propongo ai lettori-scrittori di integrarla attraverso i commenti: la ripubblicherò a operazione conclusa.
L'idea mi è venuta notando l'assenza di Siderno, che "come voi ben sapete" è il luogo natìo della contraddizione (comincia infatti col 'sì' e finisce col 'no').


Quando fu il giorno della Calabria

Dio si trovò in pugno 15000 km2 di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro.

Si mise all’opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi.

Diede alla Sila il pino, all’Aspromonte l’ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l’olio, a Cirò il vino, a Rosarno l’arancio, a Nicotera il fico d’India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, all’Amendolea le cicale, al Crati l’acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l’oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all’altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all’onda il riflesso del sole.

Diede a Cosenza l’Accademia, a Tropea il vescovo, a San Giovanni in Fiore il telaio a mano, a Catanzaro il damasco, ad Antonimina il fango medicante, ad Agnana la lignite, a Bivongi le acque sante, a Pazzano la pirite, a Galatro il solfato, a Villa San Giovanni la seta greggia, a Belmonte il marmo verde. Assegnò Pitagora a Crotone, Orfeo pure a Crotone, Democede pure a Crotone, Almeone pure a Crotone, Aristeo pure a Crotone, Filolao pure a Crotone, Zaleuco a Locri, Ibico a Reggio, Clearco pure a Reggio, Cassiodoro a Squillace, San Nilo a Rossano, Gioacchino da Fiore a Celico, Fra’ Barlaam a Seminara, San Francesco a Paola, Telesio a Cosenza, il Parrasio pure a Cosenza, il Gravina a Roggiano, Campanella a Stilo, Mattia Preti a Taverna, Galluppi a Tropea, Gemelli-Careri a Taurianova, Guerrisi a Cittanova, Manfroce a Palmi, Cilèa pure a Palmi, Alvaro a San Luca, Calogero a Melicuccà, Rito a Dinami.

Donò a Stilo la Cattolica, a Rossano il Patirion, ancora a Rossano l’Evangeliario Purpureo, a San Marco Argentano la Torre Normanna, a Locri i Pinakes, ancora a Locri il Santuario di Persefone, a Santa Severina il Battistero a Rotonda, a Squillace il Tempio della Roccelletta, a Cosenza la Cattedrale, a Gerace pure la Cattedrale, a Crotone il Tempio di Hera Lacinia, a Mileto la zecca, pure a Mileto la Basilica della Trinità, a Santa Eufemia Lametia l’Abbaziale, a Tropea il Duomo, a San Giovanni in Fiore la Badia Florense, a Vibo la Chiesa di San Michele, a Nicotera il Castello, a Reggio il Tempio di Artemide Facellide, a Spezzano Albanese la necropoli della prima età del ferro.

Poi distribuì i mesi e le stagioni alla Calabria. Per l’inverno concesse il sole, per la primavera il sole, per l’estate il sole, per l’autunno il sole. A gennaio diede la castagna, a febbraio la pignolata, a marzo la ricotta, ad aprile la focaccia con l’uovo, a maggio il pescespada, a giugno la ciliegia, a luglio il fico melanzano, ad agosto lo zibibbo, a settembre il fico d’India, a ottobre la mostarda, a novembre la noce, a dicembre l’arancia.

Volle che le madri fossero tenere, le mogli coraggiose, le figlie contegnose, i figli immaginosi, gli uomini autorevoli, i vecchi rispettati, i mendicanti protetti, gl’infelici aiutati, le persone fiere leali socievoli e ospitali, le bestie amate.

Volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, l’acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante. Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto.

Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospora, la siccità, la mosca olearia, l’analfabetismo, il punto d’onore, la gelosia, l’Onorata Società, la vendetta, l’omertà, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l’emigrazione.

Dopo le calamità, le necessità: la casa, la scuola, la strada, l’acqua, la luce, l’ospedale, il cimitero. Ad esse aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno della libertà, il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo, il bisogno del meglio.

E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, toccò a lui prender sonno mentre si svegliava il Signore.

Quando, aperti gli occhi, potè abbracciare in tutta la sua vastità la rovina recata alla creatura prediletta , Dio scaraventò con un gesto di collera il Maligno nei profondi abissi del cielo.

Poi, lentamente rasserenandosi, disse: - Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola.

Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l’ho voluta.

La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto. Utta a fa juornu c’a notti è fatta -. Una notte che già contiene l’albore del giorno.

Leonida Repaci

Palmi ( RC) 1898 - Roma 1985

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Commenti
Inviato: 9/2/2009 8:40  Aggiornato: 9/2/2009 8:40
Andrebbe integrata con: diede a Strongoli miniere di zolfo
E la frase "a Cirò il vino" andrebbe completata come "a Strongoli, Melissa e Cirò il vino" (anche se poi si chiama semplicemente Cirò).
Petilino
Inviato: 9/2/2009 8:45  Aggiornato: 9/2/2009 8:45
Salve.

Partecipo con questo nome/paese:

Cicco Simonetta (primo segretario di Francesco e Galeazzo Maria Sforza), nato a Caccuri

Leoncilla
Inviato: 9/2/2009 10:50  Aggiornato: 9/2/2009 10:50
La pagina é bella e suggestiva, ma c'é, come accade spesso a chi guarda la Calabria (ma vale per tutti)da lontano, col filtro della distanza e del tempo, quel tanto di enfasi che la rende, comwe dire? poco credibile.
Ma nella poesia (e la pagina é teneramente poetica) il senso comune della parola non vale, dunque godiamocela come se fosse vera.
Come se fosse vera? Si, perché io sono convinto che si sia messo all'opera prima il diavolo e dopo Dio ha dovuto porvi rimedio. Riuscendoci solo in parte.
Inviato: 9/2/2009 16:17  Aggiornato: 9/2/2009 16:17
Vado sul gastronomico: il gelato di Cesare a Reggio, la 'nduja di Spilinga, la pizza al tonno e cipolla del Vecchio forno di Tropea, le ricottine fresche del capraro, l'olio d'oliva ad alto tasso d'acidità, gli olivi della piana di Gioia, la pasticceria Taverna di Taurianova.
Il bello e il brutto della Calabria coesistono fino in fondo e nel fanno la sua bellezza, di terra aspra, dai sapori forti, dalle amicizie e inimicizie ancor più forti.
Inviato: 9/2/2009 16:33  Aggiornato: 9/2/2009 16:33
Autore: unviaggiatore

Non si deve cedere al sonno, non bisogna distrarsi. Se Dio avesse saputo che un figlio della Calabria, Leonida Repaci avrebbe frequentato brutte compagnie come Gramsci? Se avesse saputo di Tommaso Campanella o Stefano Rodotà? Non so se ci sia di mezzo Dio o il diavolo, per non sbagliare io sto con loro.
Giuliano Cabrini
Inviato: 9/2/2009 16:44  Aggiornato: 9/2/2009 16:44
A Cosenza è nato Stefano Rodotà.

Vittorio
Inviato: 9/2/2009 18:24  Aggiornato: 9/2/2009 18:24
Una bella donna, anche se perfida, si ama; non si sottopone a valutazioni terrene e/o divine.
O no?
luigi
Inviato: 9/2/2009 20:26  Aggiornato: 9/2/2009 20:26
Autore: guidoaragona

Bella, questa la devo far leggere a mio padre, nato a Palmi come Repaci (anche se di famiglia di Nicotera). Essendo egli cresciuto a Messina, non ha conservato grandi legami, almeno dice, con la Calabria (ma poi, non è molto vero, lo si vede dai gustosi aneddoti narrati con il caratteristico accento aspirato). Suo fratello maggiore, sentendogli dire che in fondo a lui della Calabria non gliene importava nulla, gli stava venendo un coccolone "ma kheddici!"

La conosco poco, accidenti.
Inviato: 10/2/2009 8:12  Aggiornato: 10/2/2009 8:12
Ecco i regali che la Calabria mi ha fatto, ti ha fatto, ci ha fatto:

Costantino Mortati (Corigliano Calabro, 27 dicembre 1891 – Roma, 25 ottobre 1985), un gigante del Diritto costituzionale. Ha fatto parte della Commissione dei 75 e, stranamente, non fu mai Presidente della Corte costituzionale.

Rino Gaetano, († Roma, 2 giugno 1981), cantautore dalla voce dolce e graffiante al tempo stesso. Fosse nato a Genova, si sarebbe chiamato "De André". E invece ha preferito nascere a Crotone, il 29 ottobre 1950.

Mario Napoli (Grotteria, 5 maggio 1945). Professore di Diritto del lavoro e - naturalmente - instancabile lavoratore. È sempre venuto di persona alle lezioni ed organizza spesso convegni ai quali invita democraticamente Professori e studenti d'ogni Facoltà ed Università.

Gius
Inviato: 10/2/2009 23:26  Aggiornato: 10/2/2009 23:26
Autore: ioJulia

Sono appassionata di letteratura di viaggio. Ecco cosa scrive George Gissing sulla Calabria nel suo libro "By the Ionian sea" (1897):
"Ascoltare un contadino calabrese cantare mentre segue i buoi lungo il solco o scuote i rami d'un ulivo... Questa voce dolente nell'antico silenzio, quel lungo lamento viene dal cuore stesso dell'Italia e risveglia la memoria del genere umano.."

Julia