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vita di imprenditore : L'edulcorante naturale buono e impossibile
di fort , Wed 4 February 2009 7:00
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Nel 1995 entrai casualmente in contatto, per motivi d’affari, con una gentilissima signora, la quale era una di quelle che, ed a ragione a mio modesto avviso, diffidava di tutto quel che è sintetico nell’alimentare. La prima volta che bevemmo un caffè assieme, esibì una bustina di edulcorante, una leggera polvere bianca, che attirò subito la mia attenzione: non avevo mai vista una bustina del genere ed io conosco quasi tutta la produzione della mia concorrenza, naturalmente. L’aveva acquistata in farmacia, mi disse.

Fu così che conobbi la Stevia Rebaudiana Bertoni. E’ questa una pianta edulcorante (250 volte più dello zucchero) naturale assolutamente ipocalorica studiata agli inizi del ‘900 dal botanico italiano Bertoni. Non starò, in questa sede, a descrivere la piantina e le sue proprietà: chi ritiene che valga la pena di informarsi sulla stessa, basterà che digiti il suo nome in una barra di ricerca di un motore nella Rete. La mia intuizione fu la seguente: se viene usata per edulcorare una bevanda in maniera naturale e, se viene venduta in farmacia, per quale motivo io non posso distribuirla nei pubblici esercizi, nei bar, in sostituzione dei dolcificanti sintetici? I clienti di detti locali avrebbero apprezzato molto la differenza sapendo che è un prodotto naturale e non sintetico.

Come sempre faccio, sperimento su me stesso la bontà o meno del prodotto. Mi compro una confezione di Stevia in farmacia e la porto a casa. Era ottima. Ne compro subito ancora e la faccio provare a clienti “amici”, titolari di bar con i quali abbiamo un particolare rapporto. L’esito è positivo ed i loro clienti adesso vogliono solo la bustina di Stevia perché hanno notato subito la differenza di qualità e sanno che è naturale. Decido di entrare nell’affare. Telefono alla ditta produttrice nel Veneto, dico chi sono, cosa faccio e chiedo un incontro con il titolare oltre che con il responsabile tecnico della Stevia e con l’ufficio legale affinché si potessero chiarire alcuni aspetti circa la commercializzazione del prodotto. Concordiamo l’incontro che avviene regolarmente e nei termini stabiliti. Nel discorso viene fuori l’incongruità della commercializzazione del prodotto, normato da un decreto della Commissione Europea: può essere venduto solo in farmacia, anche se in bustina, come additivo alimentare, ma non come edulcorante.

Mi viene un po’ da ridere, abituato ma non rassegnato a pressioni di lobby commerciali.
Bisogna sapere che, infatti, c’è stato un periodo ai tempi di De Lorenzo-Poggiolini mi pare, che il dolcificante sintetico godeva di agevolazioni fiscali e lo zucchero che era definito un genere di prima necessità, non ne godeva. Infatti l’IVA sugli edulcoranti era del 10% e sullo zucchero del 18%. (Chissà quale burocrate, al Ministero competente,
avrà comperata la villa al mare o sistemata la figlia alla RAI o in uno di quei misteriosi enti inutili!!) Dovette premere l’industria saccarifera a ristabilire la situazione, ma a tutt’oggi, il dolcificante sintetico ha sempre l’IVA al 10% come lo zucchero.

Per risolvere questo problema illogico discriminatorio a sfavore della Stevia, più di politica commerciale che di carattere tecnico (la Commissione europea faceva le più strane opposizioni che NON applicò, invece, al dolcificante a molecola sintetica, per altro) la Statale di Milano, nella persona del professor Tateo in collaborazione con altri studiosi ed anche con una università brasiliana dove, per altro, la Stevia è liberamente commercializzata, tentava di ribattere ad ogni obiezione. Un lavoro, quello del professor Tateo, logico, chiaro, razionale, inattaccabile: vero professionista e molto serio. Di seguito l’indirizzo web nel caso interessasse.

http://www.foodchem.it/info_addetti/a010507.

Era intanto in atto, in un’azienda agricola del Salento, un protocollo sperimentale di coltivazione della piantina che è di origine sudamericana e dove, assieme al Giappone ed altre aree extra CEE, è attualmente e liberamente usata da sempre sia da sola che miscelata a prodotti derivati da altre piante tipo Guaraná, ad esempio. In virtù di questo fatto, decisi di forzare il regolamento: dopotutto, pensai, è illogica una tale normativa. Se si può utilizzare a casa perché non nei locali pubblici? In sede di causa, un qualsiasi giudice mi avrebbe dato ragione, pensai. E’ solo un buco in un regolamento, di quelli che una volta trovati, si provvede a chiuderli.

La conclusione dell’incontro fu la stesura di un protocollo di sperimentazione commerciale ed una lettera d’intenti da parte della ditta produttrice a concedermi l’esclusiva per i settori da me richiesti: locali pubblici e laboratori di pasticceria e gelateria per la zona di Milano e provincia. Il tutto se si fosse ottenuto un riscontro positivo del quale ero già sicuro. Feci arrivare in magazzino una tonnellata di prodotto
equivalenti ad un milione di bustine circa e cominciai a distribuirlo gratis ai miei clienti i quali, come da mie aspettative, riordinarono chiedendo espressamente il prodotto Stevia anziché un dolcificante artificiale. Nel contempo presso alcuni laboratori di pasticceria e gelateria, di veri professionisti del mestiere, sperimentavamo la produzione di dolci e gelati edulcorati con questo prodotto.

Esisteva qualche problema, in realtà, nel senso che, avendo un grammo di stevia un potere dolcificante di duecentocinquanta grammi di zucchero, bisognava trovare un prodotto neutro che facesse da “massa” in sostituzione della massa dello zucchero. Si risolse con alcune fibre di ortaggi liofilizzate. E’ da notare che, il dolcificante sintetico che andava e va tutt’ora per la maggiore era, in quel periodo di sperimentazione, di proprietà di una multinazionale farmaceutica gigantesca ed era oggetto di una pressione pubblicitaria spaventosa. Ora non più.

Ma allora questo prodotto perché in Europa non c’è? Perché i consumatori europei debbono per forza edulcorare con prodotti sintetici, se hanno problemi di diabete?

Io non sono in grado, (o meglio, ho una mia opinione ma non la dico, chi legge se la può fare da solo) di dare risposta al quesito. La Stevia ha un grosso vero difetto: si pone in alternativa di consumo ad interessi commerciali molto potenti: zucchero ed edulcoranti sintetici. Ecco l’errore di valutazione! Fui anche un ingenuo a credere che mi avrebbero fatto causa: questi non perdono tempo con microbi, questi hanno ben altre risorse.
I nostri sogni di gloria s’infransero, infatti, contro il seguente disposto:
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 22 febbraio 2000
relativa al rifiuto di immissione sul mercato della
"Stevia rebaudiana Bertoni: piante e foglie essiccate"
come nuovo prodotto o ingrediente alimentare ai sensi
del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento
europeo e del Consiglio
[notificata con il numero C(2000) 77]
(Il testo in lingua olandese è il solo facente fede)
(2000/196/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 258/97 del
Parlamento europeo e del Consiglio,
del 27 gennaio 1997, sui nuovi prodotti
e i nuovi ingredienti alimentari(1),
e in particolare l'articolo 7,
vista la richiesta presentata dal professor
J. Geuns del laboratorio di fisiologia vegetale
dell'Università cattolica di Lovanio (KUL)
alle competenti autorità belghe
il 5 novembre 1997, al fine dell'immissione
sul mercato della "Stevia rebaudiana Bertoni:
piante e foglie essiccate"
come nuovo prodotto o nuovo ingrediente alimentare,
visto il primo rapporto di valutazione elaborato
dalle competenti autorità belghe, trasmesso
dalla Commissione agli Stati membri il 18 agosto 1998,
considerando quanto segue:
(1) Il primo rapporto di valutazione elaborato
dalle competenti autorità belghe è giunto alla
conclusione che, sulla base delle informazioni disponibili,
il prodotto non dovrebbe ottenere
l'autorizzazione all'immissione sul mercato.
(2) In risposta al primo rapporto, il richiedente
ha fornito una documentazione supplementare
alla Commissione la quale ha trasmesso la stessa
agli Stati membri e al comitato scientifico dell'alimentazione.
(3) A norma dell'articolo 7 del regolamento, è stato realizzato
un rapporto di valutazione supplementare e il 17 giugno 1999
il comitato scientifico dell'alimentazione ha adottato
un parere che conferma sostanzialmente il
primo rapporto di valutazione.
(4) La Stevia rebaudiana Bertoni, piante e foglie essiccate,
è un nuovo prodotto alimentare ai sensi del regolamento
(CE) n. 258/97. Non essendo stato dimostrato che soddisfa
i criteri di cui all'articolo 3, paragrafo 1,
del regolamento, il prodotto non può essere
immesso sul mercato della Comunità.
(5) Le misure previste dalla presente decisione
sono conformi al parere del comitato permanente
per i prodotti alimentari,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1
La "Stevia rebaudiana Bertoni: piante e foglie essiccate"
non può essere immessa sul mercato comunitario come nuovo
prodotto o ingrediente alimentare.
Articolo 2
Il professor J. Geuns, Laboratorio di fisiologia vegetale
dell'università KUL, Kardinal Mercierlaan 92,
3001 Heverlee, Belgio, è destinatario della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 22 febbraio 2000.
Per la Commissione
Erkki LIIKANEN
Membro della Commissione

Dura Lex, sed Lex.

Ecco, ancora oggi non si conoscono le motivazioni relative all’art. 1 !
Il prof. all’art. 2 è stato il difensore della Stevia in sede di dibattito europeo.

La storia della Stevia, in Europa è ormai tombé, finita. Bandita anche dal circuito delle farmacie. In Svizzera a comperarla, qui vicino a noi! Oppure il sintetico: questo passa il convento.

Mi dispiace, io ci ho provato e la conclusione è stata che non si trova più neanche nelle farmacie.

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Commenti
Inviato: 5/2/2009 10:24  Aggiornato: 5/2/2009 10:24
Autore: guidoaragona

Una storia interessante.
Brutti bastardi. E poi ci si stupisce che l'Europa non piace ...
Inviato: 5/2/2009 12:59  Aggiornato: 5/2/2009 12:59
Autore: ioJulia

E' sempre la solita triste storia.. Quando vuoi fare qualcosa di buono ti ritrovi un muro davanti. Mi associo al giudizio di Guido Aragona.
Sicuramente saprai meglio di me che sono tantissime le cose buone che si potrebbero fare per migliorare questo mondo e che non vengono fatte per motivi diversi il piùdellevolte sbagliati...
Devi comunque essere fiero di averci provato Fort.
Ciao

Julia
Inviato: 8/2/2009 9:58  Aggiornato: 8/2/2009 9:58
Si, è stata veramente una soperchieria!!
Pensandoci con il senno di poi, concludo che sono stato un vero ingenuo a credere che si giocasse con carte non truccate.
Un saluto.
Fort
Inviato: 18/10/2009 23:10  Aggiornato: 18/10/2009 23:10
Autore: fort

A proposito di questo argomento debbo riferire un aggiornamento che, ed almeno in linea teorica, dovrebbe interessare moltissimo.
Orbene, la Francia ha rotto il cartello ed ha reintrodotto il dolcificante naturale.
Questo perchè, nelle bibite senza zucchero veniva introdotto l'Aspartame, dannoso.
Ora i medici nutrizionisti francesi si sono opposti facendo presente il problema ed anche in considerazione che, a bere di queste bibite "leggere", diciamo così, sono in special modo i bimbi.
Allora si sostituirà l'aspartame con la Stevia che, essendo naturale, non arreca nessun danno.
Questo dal punto di vista della salute.
Dal punto di bista degli affari, non posso che esserne felice perchè dimostra che avevo visto giusto anche se, la Commissione Europea, mi ha tagliato proditoriamente le gambe.
Inviato: 20/10/2009 19:14  Aggiornato: 20/10/2009 19:14
non è proprio impossibile...la pianta la si può coltivare e da li l'abbondanza di foglie sorge spontanea..dolci fino a sostituire se adottate in un ettaro di coltivazione 12 ettari di barbabietola..pensate quanto terreno si risparmia per concederlo ad altre coltivazioni (che non sia solo mais)..
le piante si trovano..e con la Francia non dovrebbe toccare presto anche all'Italia?
Inviato: 19/3/2010 17:41  Aggiornato: 19/3/2010 17:41
E che fine ha fatto la tonnellata di stevia , sta ancora in magazzino? Ne possiamo approfittare????
Laura