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sociografie : Il Segretario di Sezione
di pietropacelli , Tue 3 February 2009 7:00
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un bruco dentro un barattolo rosicchia un peperoncino rosso

'Fulmini', Roma, novembre 2008


Alfiero era il segretario di sezione. Lo era dal 1972. Se ne stava seduto, concentrato e determinato, in un angolo della grande sala riunioni del Partito. Parlava con un giovane appena iscritto. Cercava di instradarlo sull’unica via che conosceva e che, secondo lui, valeva la pena di essere seguita: quella della serietà, della correttezza e, soprattutto dell’Unità. Il giovane annuiva convinto e pensieroso.

La loro discussione si svolgeva con toni pacati, quasi sussurrati. Il giovane ad un certo punto domandò ad Alfiero: - Chi sono quelli? Si riferiva ad un gruppetto di sei-sette persone, sedute intorno ad un tavolo nella parte opposta della sala, i quali, al contrario di loro due, erano immersi in una vivace ed animosa riunione sul da farsi “nell’attuale quadro politico”. “Quelli sono i Bindiani” rispose Alfiero, ovvero i seguaci di Rosy Bindi, che in quel periodo stava costituendo una “componente” all’interno della “ex Margherita” in contrapposizione al gruppo dei “Mariniani”, tra loro divisi sul tipo di atteggiamento da assumere nei confronti degli “sposettiani” che agivano in funzione “antifioroniana e “antiveltroniana”.

Alfiero ne aveva viste di tutti i colori, ma mai gli era capitato di dover “gestire” un guazzabuglio così intricato e indecifrabile. Tutte quelle “componenti” non riusciva a digerirle e pensava spesso ai gloriosi tempi andati del grande Partito, quando tutto era mitico, unito, disciplinato, serio, combattivo. Decise, quindi, per contrastare tutta quella divisione fratricida, di costituire un nuovo gruppo: quello degli Alfieriani. Il giovane annuì ancora. Alfiero sorrise soddisfatto, guardò i “Bindiani” con aria di sfida e, illuminato da un sorriso beffardo, uscì dal locale sbattendo vigorosamente la porta della grande sala riunioni del Partito.

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Commenti
Inviato: 3/2/2009 10:13  Aggiornato: 3/2/2009 10:13
Autore: bovary

ciò che mi sorprende di pietro quando racconta le sue vicissitudini umane, confluite nelle sociografie, è lo sguardo ancora stupito...la meraviglia di chi vede le cose per la prima volta, nonostante negli anni ne abbia viste già tante di cose e di persone, ma è come se il mondo e gli uomini non smettessero mai di incuriosirlo e di interessarlo...forse pietro questo è il segreto dei puri di spirito! continua cosi...
Inviato: 3/2/2009 18:28  Aggiornato: 3/2/2009 18:28
Grazie madame, solo chi è linda riesce a vedere quelli che tu chiami i "puri di spirito". La pazza folla va sempre oltre.
La mia vita è stata una scuola. Che continua. Diciamo una formazione continua. Dice De andrè: "dal letame nascono i fior".
E la Società dove lavoriamo è un ottimo letame per entrambi. Per questo brilliamo di luce propria.
Proprio come Fulmini.
Inviato: 3/2/2009 18:33  Aggiornato: 3/2/2009 18:33
Autore: fulmini

L’aneddoto (quasi un apologo) di Pietro su quel mondo in rovina che è il mondo dei partiti politici, segnato da una tragicomica incertezza – a secondo dei casi ammantata di decisionismo o democraticismo - mi fa tornare in mente una poesia del ‘Bestiario’ di Apollinaire:

L’écrevisse

Incertitude, ô mes délices
Vous et moi nous nous en allons
Comme s’en les écrevisses,
A reculons, à reculons.

Il gambero

Incertezza, io e te pari siamo.
Io e te, mio bene segreto,
Come i gamberi ce n’andiamo
A culo indietro, a culo indietro.
Inviato: 4/2/2009 11:02  Aggiornato: 4/2/2009 11:02
Autore: unviaggiatore

Si potrebbe dire che siamo arrivati alle correnti senza partito. In Rifondazione Comunista non siamo bravi a creare correnti siamo però bravissimi a fare scissioni. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Un saluto
Giuliano Cabrini