Pasquale Misuraca, Le Ceneri di Pasolini, documentario, ottobre 1993
Scheda critica dell'opera
1.Emile Fallaux, Rotterdam International Filmfestival 1994
2.Lietta Tornabuoni, L’Espresso 25 febbraio 1994
1.
Lirico ed affascinante documentario su Pier Paolo Pasolini, sicuramente il più idiosincratico fra i cineasti italiani. Il film include alcuni frammenti accuratamente scelti dalla sua opera e molte interviste con lo sferzante e mordace maestro, riportate alla luce dagli archivi televisivi italiani. Pasquale Misuraca vede il film come un autoritratto di Pasolini. Il materiale meticolosamente raccolto è organizzato secondo le idee filosofiche, cinematografiche e politiche dello stesso Pasolini. L’opera e la visione di Pasolini erano ampiamente formate sulla poesia, così anche questo film (e con lui - il film avrebbe potuto intitolarsi Pasolini su Pasolini) ha una struttura molto poetica. Ecco perché Misuraca non ha fatto uso della voce fuori campo di qualche “esperto”; è il maestro stesso che parla.
Misuraca non ha voluto conformarsi alla convenzione naturalistica del fare i documentari; ha voluto utilizzare gli aspetti poetici di un film fiction nel fare un documentario.
Questo film, fatto originariamente per la televisione, ignora completamente le convenzioni televisive. Da vero figlio di Pasolini, Misuraca si cimenta con l’idea che un nuovo linguaggio artistico possa essere sviluppato oltre il cinema e la televisione. Si rende conto che questo non è un pensiero modesto, ma per lui la modestia nel pensiero è la povertà (e cita Marx ponendo la questione “Vi ricordate di Marx?”). Misuraca senza dubbio ricorda Pasolini, che era tutt’altro che un “povero” cineasta.
[dal catalogo del Rotterdam International Filmfestival, 1994]
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2.
Forse nessuno ha definito, irriso, sferzato la televisione con maggiore asprezza e precisione di Pier Paolo Pasolini: ma adesso proprio i materiali televisivi sono gli unici a conservare e ricordare (al di là del pensiero, dell’opera) l’immagine del suo viso variante nel corso del tempo, il suono della sua voce, la misura dei suoi gesti, la forma del suo corpo, la forza del suo fascino.
Le ceneri di Pasolini, realizzato in collaborazione con Fuori Orario di Rai3 da Pasquale Misuraca, appena presentato al Forum del FilmFest di Berlino, è un esempio molto interessante di documentario e insieme di film, di biografia e insieme di autobiografia, di saggio e insieme di poesia: così intitolato in assonanza a Le ceneri di Gramsci perchè “Pasolini è stato il poeta delle rovine, delle macerie, delle ceneri di questo vecchio mondo” e perchè l’arte audiovisiva è l’arte delle ombre della realtà, arte delle ceneri”.
Non diversamente dal “Rossellini” di Adriano Aprà, pure presentato a Berlino l’anno scorso, e inoltre un esempio di quale gran risultato di ritrattistica e di memoria sia possibile ottenere utilizzando i materiali d’archivio televisivi e quel montaggio che, diceva Pasolini, “è un po’ come la morte: finché un uomo non muore, non si sa bene chi sia stato”.
Le ceneri di Pasolini, per ricomporre il percorso della vita e dell’opera, usa cronologicamente numerose interviste o dichiarazioni di Pasolini alla Tv, in particolare i suoi dialoghi con Enzo Biagi, Oreste del Buono, Francesco Savio: usa con l’intelligenza pertinente e commuovente citazioni da film pasoliniani, immaginazioni dei luoghi cruciali della sua esistenza, fotografie d’infanzia e di giovinezza, documenti visivi dei suoi viaggi o di letture dei suoi versi o delle sue partite di calcio. Tutto questo è accompagnato, intervallato, conclusa dall’andare d’una automobile bianca al buio: sagoma chiara appena percettibile, la macchina gira per Roma, come nella notte, rallenta tra le luci acide della stazione Termini, sosta per far salire a bordo un’ombra confusa, si ferma in uno spazio deserto nel compiersi d’un appena alluso e accennato tragitto verso la morte.
Le immagini fisiche di Pasolini, la voce mite e insieme prepotente, sottile, paziente e ricattatoria che racconta di sé e del suo lavoro finiscono con l’apparire più forti delle parole, dei ricordi evocati. L’antifascismo “scattato leggendo la poesia di Baudelaire”. Il fratello che “rappresentò quello che io avrei voluto essere”. Il rifiuto del conforto: “Non cerco consolazioni, cerco piccole gioie”. Lo scrivere, “un’abitudine come mangiare o dormire”. Il fare film: “Tema del mio cinema è sempre il conflitto tra il mondo popolare e il mondo borghese”. La fine della speranza: “La parola speranza è cancellata dal mio vocabolario; continuo a lottare in battaglie parziali, giorno per giorno“. La persistenza della passione: “Ho infinita fame dell’amore di corpi senz’anima”. L’invocazione alla madre “Ti supplico, ti supplico, non voler morire”.
Di italiani, al 44° FilmFest di Berlino, se ne son visti tanti: Bernardo Bertolucci e Sophia Loren come icone glamour, Carlo Lizzani in giuria; l’Italia del dopoguerra (Cari fottutissimi amici di Mario Monicelli), l’Italia della mafia (Il giudice ragazzino di Alessandro di Robilant), l’Italia degli immigrati (Articolo 2 di Maurizio Zaccario); il dittatore Gian Maria Volontè in Tirano Banderas di José Garcia Sanchez. Tra tutti, l’italiano de Le ceneri di Pasolini resta il più eloquente e profetico, il più esigente e furente, il più grande, il più amato.
[Lietta Tornabuoni, L’Espresso 25 febbraio 1994]
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Scheda biografica dell'autore
Nato nel 1948 a Siderno, tra il mare Ionio e l’Aspromonte, vive e lavora a Roma, fra il mare Tirreno e l’Appennino.
Studi
Pittura e scultura a Reggio Calabria, architettura e sociologia a Roma (Laurea in Sociologia alla Università di Roma « La Sapienza », 1976).
Attività universitaria
Seminari di Sociologia della conoscenza presso la Facoltà di Sociologia della Università di Roma « La Sapienza » (anni accademici 1976-77 e 1977-78), Teoria e pratica del linguaggio audiovisivo presso la Facoltà di Antropologia della Universidad Bolivariana di Santiago de Chile (a. a. 1998-99), Il documentario audiovisivo come forma di conoscenza e rappresentazione della realtà presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Università di Roma « La Sapienza» (a. a. 2001-02); Ricerca e rappresentazione nel film-documentario presso la Facoltà di Lettere della Università di Roma « La Sapienza» (a. a. 2002-03).
Attività radio-televisiva
Consulente della Rete Due televisiva della Rai-Tv (1976-80), collaboratore della Terza Rete radiofonica della Rai-Tv (1980-82), della della Rai-Tv e dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (1990-91), di - Rai International (1997-98), regista di (1999 -2000), co-autore di - Rai Educational (2001 - 02).
Attività pubblicistica
Collaborazione alla rivista politico-culturale “L’Astrolabio”, alla rivista di storia e critica cinematografica “Close up”, alla rivista ‘di parole e immagini’ “Il Caffé Illustrato”, alla rivista di ‘musica arti ozio’ “Alias” (rubrica “Fulmini e Saette”).
Pubblicazioni scientifiche
Sulla ricostruzione gramsciana dei concetti di struttura e superstruttura, “Rassegna Italiana di Sociologia”, nº 3, 1977; Razionalità teorico-scientifica e razionalità storico-politica, nel volume collettaneo “Politica e storia in Gramsci”, Editori Riuniti-Istituto Gramsci, Roma, 1979; Politica, economia, diritto, sociologia come scienze dello Stato, “Critica marxista”, nº 5, 1980; Sociologia e marxismo nella critica di Gramsci. Dalla critica delle sociologie alla scienza della storia e della politica (con Luis Razeto), De Donato, Roma-Bari, 1978.
Pubblicazioni letterarie
Attualità di Kafka (saggio), “L’Astrolabio”, nº 20, 1983; La vertigine del doppio precipizio (racconto autobiografico), “Società di pensieri”, nº 4, 1993; Vita e morte di uomini di scienza (racconti), “Il Caffé Illustrato”, nº 1, 2001; Solo nel verso, (libro di poesie haiku), casa editrice peQuod, 2008.
Programmi televisivi
Il prodotto intellettuale: genesi, struttura, storia. La Politica di Aristotele, Il Principe di Machiavelli, I quaderni del carcere di Gramsci, I rilievi del Duomo di Modena del Wiligelmo, La morte della Vergine di Caravaggio, Accattone di Pasolini, Rai-Tv, 1983-84 (16 mm, sei programmi di 27 minuti ciascuno).
Home video
I sofisti, L’etica di Aristotele [Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche], Rai-Tv / Treccani, 1988-89 (due Beta SP di 54 minuti ciascuno),
San Sebastián en Yumbel, 1999, (Beta SP, 27 minuti).
Films
Angelus Novus, Cannes 1987 (35 mm, 80 minuti),
Non ho parole, Berlino 1993 (35 mm, 72 minuti),
Prima di cominciare, Roma 1997, (Beta Digitale, 90 minuti).
Vissi d’Arte, Pesaro 2005 (Beta Digitale, 72 minuti).
Videodiario di un Re prigioniero, Rotterdam 2006 (Beta Digitale, 74 minuti).
Cortometraggi
La bobina dell’occhio ferito, Roma 1990 (35 mm, 25 minuti),
Vita e morte di, Torino 1991 (35 mm, 10 minuti),
Autoritratti vagabondi. Kafka, Gramsci, Hitchcock, Pasolini, Locarno 1995 (Beta SP, 10 minuti).
Documentari
Le ceneri di Pasolini, Marsiglia 1994 / Prix Planet Cable (D2, vidigrafato in 35 mm da Cinecittà International, 87 minuti),
Vita all’incontrario di Mimmo Pesce, Bellaria 1994 (Beta SP, 60 minuti),
Ciprioti, Pesaro 1995 (Beta SP, 35 minuti),
Amorosa Caterina, Nicosia 1995 (Beta SP, 25 minuti),
Nostalgia delle città proibite, Torino 1996 – Premio Spazio Italia (Beta SP, 26 minuti),
Santarielli d’Amantea, AdriaticoCinema 1998 (Beta SP, vidigrafato in 35 mm, 26 minuti),
Al secolo Totò, 1998, (Beta SP, 74 minuti),
Fe y controversia en Yumbel, 1999, (Beta SP, 42 minuti),
Retrato del Padre Pedro Campos, 1999, (Beta SP, 42 minuti),
Retrato del Padre Esteban Gumucio, 1999, (Beta SP, 52 minuti),
Leonardo Sciascia Autoritratto, 2000, Pesaro 2001 (Beta SP, 27 minuti), pubblicato da Einaudi, Torino, 2002 (cofanetto = video di P. Misuraca + libro di M. Onofri),
Vittorio De Sica Autoritratto, 2000, Pesaro 2001 (Beta SP, 27 minuti).
Francesco psichiatra a domicilio, 2007 (DVD, 54 minuti) inedito.
Franca antropologa delle possedute, 2007 (DVD, 54 minuti) inedito.
Rappresentazioni teatrali
Vita breve di Eftimios, maggio-giugno 2006, Teatro dei Contrari, Roma.
Video-documenti
Vita breve di Eftimios, 2006, (DVD, 58 minuti), inedito.
Gabriele e Marco, attore e danzatore, 2007 (DVD, 27 minuti) inedito.
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Scheda tecnica dei collaboratori
Assistente alla Regia: Marcello Simonetta.
Consulenza musicale: Alessandro Fiorelli.
Suono: Maurizio Argentieri.
Montaggio: Pasquale Misuraca, Alessandro Cottani.