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sociografie : Il Dirigente della Regione
di pietropacelli , Sat 3 January 2009 7:00
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Verso la fine del secolo scorso svolgevo l’attività di Presidente della Lega delle Cooperative di Viterbo e il mio compito era quello di tutelare le cooperative che avevano la loro sede legale nella Tuscia. Concentravo le mie energie nel cercare di aprire nuove prospettive a quelle realtà aziendali, piccole e medie, che avevano nel turismo ambientale e nella cultura la loro principale ragione sociale. Si trattava di piccole cooperative che cercavano di realizzare la loro missione sociale ed economica nella valorizzazione del turismo naturalistico, nella gestione delle riserve naturali e nell’agriturismo, nel recupero e nella fruizione delle numerose aree archeologiche di quel bellissimo territorio che è l’Alto Lazio (detto altrimenti: l’Etruria Meridionale).

Sapevamo che la domanda potenziale di quel tipo di turismo era enorme, soprattutto all’estero, in particolare in Germania e in Austria, e più generalmente nei Paesi Nordeuropei. I turisti che allora ci consentivano di realizzare un significativo fatturato provenivano infatti, in gran parte, da quei Paesi; il nostro sforzo, dunque, era quello di organizzare e incentivare al massimo una adeguata azione di promozione turistica rivolta a loro.

Decidemmo perciò di partecipare alla Fiera del Turismo che si sarebbe svolta, di lì a qualche mese, a Berlino. Sapevamo che la Regione Lazio aveva stanziato dei fondi finalizzati alla promozione turistica delle Aziende locali e chiedemmo un appuntamento al Dirigente dell’Assessorato al Turismo della Regione. Il nostro scopo era quello di chiedere un contributo a copertura anche parziale delle spese, per organizzare gli stands e pagare il soggiorno di quattro-cinque addetti a quella attività di promozione.

Dopo molti tentativi di farci ricevere da quel Dirigente, finalmente riuscimmo ad ottenere il sospirato appuntamento e così mi recai, accompagnato da altri due cooperatori, presso la sede della Regione Lazio. Fummo sottoposti ad una attesa di almeno tre ore fuori dell’Ufficio di quel Dirigente; i miei accompagnatori iniziarono a protestare vivacemente presso le tante segretarie, senza però ottenere risultati apprezzabili. Soltanto quando uniti passammo alla minaccia di convocare una conferenza stampa per denunciare quella mancanza di rispetto fummo ammessi al cospetto del personaggio autorevole.

Ci ascoltò con esibita comprensione; direi quasi con partecipata condivisione delle nostre richieste. Poi, di colpo, cambiò atteggiamento e, spalleggiato da altri tre Funzionari presenti alla Riunione, ci disse fuori dai denti: “A li mortacci vostra! Ma che? Pensate d’annà a fare i turisti a spese nostre a Berlino? A ‘nvedi che pretesa! Ma se li sordi ce bastano appena appena pe’ noi!”

Finanziammo a nostre spese la partecipazione delle cooperative alla Fiera di Berlino che, tra l’altro, ottenne un brillante risultato in termini di partecipazione agli stands e di prenotazioni turistiche.

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