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briciole musicali : Niente è mai come sembra
di venises , Mon 15 October 2007 11:10
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Albéniz, Asturias, ovvero: Vale sempre la pena di scavare perché niente è mai come sembra.

Il catalano Isaac Manuel Francisco Albéniz i Pascual (1860-1909) fu un bambino prodigio. Dette il suo primo concerto all’età di tre anni. A sette passò l’esame per pianoforte al Conservatorio di Parigi, ma sembra che quella mattina il bambino reclamasse il proprio spazio al prodigio: l’ammissione al Conservatorio gli fu rifiutata per aver rotto una vetrata giocando con una palla.

Quello che state ascoltando è forse il pezzo più famoso mai scritto per chitarra: Asturias (Leyenda), quinto movimento della sua opera più famosa, la Suite Española, op. 47.

Ora, a dire il vero, le cose stanno ben diversamente: 1) questo pezzo fu composto da Albéniz per pianoforte (poi trascritto per chitarra da Francisco Tarrega: Isaac dichiarò che preferiva le trascrizioni per chitarra di Tarrega alle sue composizioni originali per piano); 2) non è il quinto movimento dell’op. 47, ma il primo movimento dell’op. 232, detta ‘Chants d’Espagne’; 3) il nome dato da Albéniz non è ‘Asturias’ e ancor meno ‘Leyenda’ ma semplicemente ‘Preludio’ (cosa sensata per un primo movimento).


La storia di questo pezzo? [da un saggio di Stanley Yates]
Albéniz compone il pezzo per pianoforte all’inizio degli anni 1890 a Londra: viene pubblicato per la prima volta nel 1892 come ‘Preludio’ d’apertura dei tre movimenti dell’opera 232 Chants d’Espagne.
Cinque anni più tardi l’opera viene ripubblicata, stavolta ha cinque movimenti, il nostro pezzo vi figura ancora come Preludio d’apertura.
Siamo nel 1911, Albéniz è ormai morto quando l’editore tedesco Hofmeister pubblica la prima versione completa (si fa per dire) di un lavoro precedente di Albéniz, la Suite Española op. 47, annunciata 25 anni prima come un’opera in otto movimenti. Purtroppo Isaac non mantenne la promessa e si degnò di comporre solo i primi quattro movimenti prima di morire; l’editore tedesco decise che i movimenti dovevano essere otto come promesso e così aggiunse in coda altri quattro movimenti già pubblicati sotto vari titoli. Fu così che il nostro pezzo divenne il movimento n. 5 dell’opera 47 con il titolo, così come gli altri movimenti, di una provincia spagnola, ‘Asturias’. Pare che il nostro editore, pur avendolo scelto, non gradisse quel titolo e così decise di aggiungere anche un sottotitolo: Leyenda.
Ed in un senso paradossale l’editore aveva ragione, in quanto nessun altro titolo avrebbe potuto essere meno adatto per un pezzo che effettivamente s’ispira ad una regione della Spagna: solo che non è l’Asturia ma l’Andalusia - e persino ad un luogo specifico, il castello di Alhambra, che domina la città di Granada.



Hofmeister – che doveva avere l’anima del filologo (sic!) – non si limita al titolo ma manomette pure la musica: il movimento da ‘Allegro ma non troppo’ diventa ‘Allegro’; il range dinamico della parte centrale del pezzo viene ridotto, da ‘pp-fff’ diventa ‘p-ff’. Non è tutto: Hofmeister supera se stesso quando arriva persino a cambiare le note, correggendo un “errore” di Albéniz, il quale ad un certo punto usa un intervallo di seconda aumentata per evocare l’atmosfera del ‘cante jondo’ dei Mori. Ma si tratta di un intervallo melodico proibito e quindi Hofmeister lo corregge, non è editore da pubblicare certe sviste, lui!



Per concludere, state ascoltando Albéniz, ‘Preludio’ da Chants d’Espagne (op. 232) nell’adattamento per chitarra di André Segovia (non di Tarrega). Alla chitarra non è Segovia ma Narciso Yepes.







Albéniz – Asturias (Leyenda) eseguita da André Segovia





Albéniz – Asturias (Leyenda) eseguita da André Segovia



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Commenti
Inviato: 18/9/2008 1:35  Aggiornato: 18/9/2008 1:35
Ho seri dubbi sulla storia della palla. Albéniz ne raccontava (di palle). Fu rifiutato ufficialmente perché era troppo piccolo, il resto è poco verificabile.
Inviato: 18/9/2008 9:39  Aggiornato: 18/9/2008 9:39
Autore: venises

Sarei d'accordo con te. La versione non è verificabile, come non lo sono le altre (molte) versioni che circolano sull'episodio. Però mi sembra la più carina.
Inviato: 21/8/2010 10:35  Aggiornato: 21/8/2010 10:48
Autore: fulmini

Stamattina ho ascoltato Rumores de la caleta di Albeniz suonati da Benedetti Michelangeli, ed ho rivisto-risentito i rumori del torrente della mia infanzia. Delimitava a levante la Contrada Chiusa dell'entroterra di Siderno, un paese marino in provincia di Reggio Calabria - ai confini della realtà.

Ci pescavo le anguille, con le mani, in estate. Come? Bagnavo le mani nell'acqua, le poggiavo sulla sabbia che costeggiava il torrente, le infilavo rapidamente a serrare il corpo scivolosissimo dell'anguilla, la lanciavo fuori. Risalivo festante la timpa, e tornavo vincitore a casa, un paradiso circondato da diavoli.
Inviato: 9/6/2012 10:32  Aggiornato: 9/6/2012 10:33
Autore: fulmini