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briciole musicali : Tchaikovsky, Concerto per Violino
di venises , Thu 25 October 2007 9:00
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I concerti per violino (terza parte, Tchaikovsky)

Figlio di un ingegnere e di una pianista, Peter Ilic Tchaikovsky (1840-1893) a quattordici anni perde la madre di colera: reagisce scrivendo la sua prima composizione musicale. Avviato agli studi di giurisprudenza, decide invece che vuole essere altro: un compositore. Nel 1862 abbandona il posto al Ministero per iscriversi al conservatorio, dove tra altri ottimi insegnanti ha anche Rubinstein. Nel 1865 si licenzia dal conservatorio e nel 1866 Rubinstein l'onora consegnandogli la sua cattedra d'armonia.
Nel 1874 fece ascoltare a Rubinstein il suo primo "Concerto per pianoforte": il giudizio non fu favorevole, Rubinstein lo definì: “ineseguibile”. Invece la prima a Boston fu un trionfo straordinario e il pezzo divenne uno dei più applauditi della produzione tchaikovskyana e più tardi addirittura uno dei cavalli di battaglia dello stesso Rubinstein.
La sua ultima opera è la sinfonia numero 6 detta “Patetica” (opera della quale un giorno parleremo), la cui prima fu un fiasco. Tchaikovsky non si demoralizzò, restò convinto della validità della propria opera. Morì per un attacco di colera (proprio come la madre) pochi giorni dopo.

Veniamo al Concerto per Violino ed Orchestra, in tre movimenti (1. Allegro moderato; 2. Canzonetta: Andante; 3. Finale: Allegro vivacissimo). Come risolve il nostro dilemma Peter Ilic? In modo semplicissimo, è talmente bravo che è impossibile persino accorgersi del problema; con lui semplicemente non esiste (a meno di non essere il violinista). Il ritmo dell’ultimo movimento è furibondo: Allegro Vivacissimo. L’orchestra apre con un motivo tratto dalla tradizione popolare russa, un Hopak. Il violino risponde con un altro motivo, anche questo tratto da una canzone tradizionale russa. Non c’è pausa, il violino costantemente in controtempo con l’orchestra, fino alla fine; non ci sono vuoti, entrambi suonano costantemente eppure senza mai pestarsi i piedi (ma come fa?). Non ve lo so spiegare perché, per quanto lo ascolti, io questo concerto non lo capisco proprio.

Peter Ilic scrive il Concerto per Violino in circostanze particolarissime, sul Lago di Ginevra, in Svizzera, dove si è rifugiato per riprendersi dalla depressione seguita al matrimonio e al successivo tentativo di suicidio (era omosessuale). Scrive il concerto nello spazio di 25 giorni in tutto. Così ne scrive alla sua estimatrice Nadezhda von Meck (che non incontrerà mai): “il primo movimento è ultimato e domani inizierò il secondo. Il mio spirito resta alto, uno stato d’animo che non mi fa sentire la fatica.”. Ha ultimato il secondo movimento quando viene raggiunto dal suo allievo prediletto, il violinista Yosif Kotek, col quale intraprende una minuziosa analisi tecnica della partitura. Yosif lo convince a modificare il primo movimento e a riscrivere completamente il secondo (la prima stesura del secondo movimento è sopravvissuta col nome “Meditazione”, uno dei tre pezzi dell’opera 42, detta “Souvenir d’un lieu cher”). Tchaikovsky designa il nuovo secondo movimento col titolo: “Canzonetta: Andante”. Si precipita a scrivere a Nadezhda: “Ho scritto un nuovo Andante, più adatto alle complicazioni dei due movimenti che lo precedono e seguono”. In realtà si tratta di una piccola bugia: Peter non ha scritto una canzone (difatti il movimento non ha la forma tripartita) ma una sonata. Termina di slancio la scrittura del terzo ed ultimo movimento ma non trova un violinista che accetti di eseguire il pezzo. Yosif declina, non si sente all’altezza. Quindi è Emile Sauret a rifiutare. Allora Peter Ilic punta più in alto possibile, dedica il concerto a Leopold Auer, il dio del violino in Russia (allievo del grande Joseph Joachim), il quale respinge sprezzantemente l’invito: “Buon uomo, me lo riporti quando l’avrà riscritto per il violino, così com’è ora è semplicemente ineseguibile” (eccone un altro!). La prima, annunciata per il Marzo 1879, deve essere cancellata. Lo spartito resta nel cassetto; Peter Ilic non cambia una virgola, aspetta il violinista giusto. Lo trova, due anni dopo, in Adolph Brodsky ed il concerto sarà eseguito per la prima volta a Vienna il 4 dicembre 1881. Brodsky non si prepara a dovere, partecipa ad una sola prova con l’orchestra; gli orchestrali sono terrorizzati dalla difficoltà e suonano esitanti, la critica – capitanata dal temutissimo Eduard Hanslick – si scatena e stronca l’opera. Hanslick scrive parole di una violenza inaudita: “Il virtuoso del violino Alexander Brodsky (Adolph, deve correggere la redazione) cercando di suonare l’insuonabile ha torturato il violino e tutti noi. Critica l’Adagio (che non c’è, si riferisce ovviamente all’Andante – Eduard doveva essere uno di quelli che sparano senza prendere la mira), definisce la composizione rozza: “Tchaikovsky dimostra per la prima volta nella storia che la musica può puzzare, questa musica puzza d’alcool!”. È così che Hanslick si conquista un posto nella storia della musica, per la recensione più sbagliata che mai sia stata firmata, nessuno è mai più riuscito a far peggio di lui.
Brodsky, al quale Tchaikovsky ha nel frattempo dedicato l’opera, si sente in colpa e porta il concerto in giro per il mondo, dov’è accolto da un enorme successo. A questo punto Auer non resta con le mani in mano e si precipita ad eseguirlo; il concerto per violino ed orchestra dedicato a Brodsky diventerà uno dei cavalli di battaglia del grande Auer.




P. S. = Ah, dimenticavo: anche il terzo movimento di Tchaikovsky, ancorché non dichiarato, è un Rondò.
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Janine Jansen



David Oistrakh



Jascha Heifetz (1957)



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Commenti
Inviato: 20/3/2009 10:08  Aggiornato: 20/3/2009 10:08
Sono un audiofilo e scrivo per una rivista "la stanzetta" a diffusione locale. Ho etto la Vostra recensione e sono d'accordo nel dire che la storia e la critica musicale presero un granchio memorabile giudicando negativamente il concerto per violino di Tchaikovsky. Personalmente ho sempre considerato l'opera, di cui possiedo tre incisioni di altrettanti violinisti, come uno dei più bei concerti per violino esistenti al mondo. Invito tutti ad una scolto attento e ripetuto per apprezzarne la complessita e le sfuumature. Grazie, Marco Bovo
Inviato: 20/3/2009 22:22  Aggiornato: 20/3/2009 22:22
Autore: venises

Ringraziamo del commento. Condividiamo senza esitazioni il giudizio che si tratti di uno dei più grandi concerti per violino in assoluto - e una delle migliori opere di Tchaikovsky.

Possiamo permetterci di domandarti quale esecuzione raccomandi ai nostri lettori, e perché (se c'è un perché) ?
Inviato: 11/11/2009 17:38  Aggiornato: 1/5/2011 19:49
Lo trovo straordinario.
Heifetz
Inviato: 21/12/2012 11:05  Aggiornato: 21/12/2012 11:05
Autore: venises

Mio caro,
hai dimenticato di precisare che quando Auer eseguirà il concerto di Tchaikovsky lo farà solo dopo aver apportato ampie correzioni alla parte del violino.

Inviato: 22/12/2012 13:48  Aggiornato: 22/12/2012 13:48
Autore: venises

"Correzioni" che non sono sopravvissute ad Auer.

Inviato: 7/1/2013 2:29  Aggiornato: 7/1/2013 8:43
Questa sera in TV sulla 7, dopo il film "Il Concerto", c'è stata una intervista a Salvatore Accardo. Non ho assolutamente idea perchè e come abbia potuto dire una cosa del genere, ma ha dichiarato che non crede assolutamente che il Concerto sia difficile, ma non siano stati abili i musicisti. Ha ribadito, a prova di questo, che oggi è uno dei pezzi più suonati da tutti i violinisti.