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Gesù : Riformare è giusto
di fulmini , Wed 19 November 2008 6:00
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Questo libro: L’anima e il suo destino di Vito Mancuso (Raffaello Cortina Editore, 2007) è, tra i tanti ditini alzati nel panorama teologico-e-filosofico italiano e mondiale, una mano santa. Primo - perché è un gran libro di storia critica del cristianesimo, delle sue soluzioni inventive e dei suoi problemi irrisolti. Questo teologo-filosofo cattolico ritiene, tanto per cominciare e finalmente, “legittimo condurre una critica alla dottrina della Chiesa anche in quelle sue formulazioni che sono state dichiarate dogmi di fede”. Il peccato originale, per esempio: "un'offesa alla creazione, un insulto alla vita, uno sfregio all'innocenza e alla bontà della natura, alla sua origine divina". Secondo poi - perché prova a risolverli seriamente e serenamente, quei problemi, riformando il cristianesimo. Qui, oggi, ne consideriamo due. (Ma torneremo su altri, Dio solo sa quando.)

Primo problema: è riformabile il cristianesimo? Certo. Ma non dalla sua periferia. Chi lo dice? Antonio Gramsci, nei suoi Quaderni, argomentando così: “È da notare che tutte le innovazioni nel seno della Chiesa quando non sono dovute a iniziative del centro, hanno in sé qualcosa di ereticale e finiscono con assumere esplicitamente questo carattere finché il centro reagisce energicamente, scompigliando le forze innovatrici, riassorbendo i tentennanti ed escludendo i refrattari. È notevole che la Chiesa non ha mai avuto molto sviluppato il senso dell’autocritica come funzione centrale; ciò nonostante la tanto vantata sua adesione alle grandi masse dei fedeli.” (Quaderno 6) Stando così storicamente e teoricamente le cose, Mancuso, che non è tipo da farsi riassorbire (“Bisogna servire sempre la verità” - scrive Mancuso) sarà escluso dalla Chiesa cattolica. Quando e come concretamente non so e non posso sapere: “si può prevedere ‘scientificamente’ solo la lotta, ma non i momenti concreti di essa, che non possono non essere risultati di forze contrastanti in continuo movimento” (Quaderno 11).

Secondo problema: può sbagliare Gesù? Certo. Ma non nel punto in cui Mancuso ritiene, cioè nel suo prevedere imminente la fine del mondo. Ricordate? “...non passerà questa generazione...” Mt 24, 34 “Quella generazione è passata e la realtà è stata diversa – scrive Mancuso, e ancora - la realtà è stata ed è diversa, e di questo un cristiano maturo deve prendere atto”. Il fatto è che il concetto di previsione di Mancuso non è maturo, è ancora positivistico. Se si comprende e si usa il concetto gramsciano di ‘previsione’ la mente s’allarga e la musica cambia, e si capisce fino in fondo la ‘previsione’ di Gesù (e quella di Marx sulla fine imminente del capitalismo, ed altre ancora): “Realmente si ‘prevede’ nella misura in cui si opera, in cui si applica uno sforzo volontario e quindi si contribuisce concretamente a creare il risultato ‘preveduto’. La previsione si rivela quindi non come un atto scientifico di conoscenza, ma come l’espressione astratta dello sforzo che si fa, il modo pratico di creare una volontà collettiva.” (Quaderno 11)

Comunque sia, Mancuso teologo-filosofo cattolico osa sostenere che la Bibbia “non abbia goduto di un’ispirazione tale da parte dello Spirito santo da essere concepibile come garanzia di ogni parola in essa contenuta”. Lo sentite? Non è una mano santa per un cristianesimo in crisi intellettuale e morale in un mondo in crisi organica? Non passerà questa generazione e il cristianesimo sarà riformato, grazie anche a Vito Mancuso. Gesù, il grande riformatore dell’ebraismo e risolutore della crisi organica del mondo antico, riconoscerebbe in lui un amico del cuore e, se potesse, lo bacerebbe.

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Commenti
Inviato: 19/11/2008 9:54  Aggiornato: 19/11/2008 9:54
Ho letto il tuo post, fulmini.
Al di là dei contenuti, sui quali tornerò appena li avrò un po' meglio digeriti, voglio dirti dell'ariosità che lo caratterizza.
Cioè dell'assenza di vincoli per chi voglia soffermarsi a riflettere su certe tematiche, se non la sola condizione di procedere con passione ed umiltà.
Comincio appena adesso a capire la tua predilezione per Gramsci rispetto a Marx, ma comincio a capire anche perchè si tende a dimenticare Gramsci.
Petilino
Inviato: 19/11/2008 15:11  Aggiornato: 19/11/2008 15:11
Ho letto i testi di Mancuso. Sono tentavivi. Nulla di più. Una cosa mi preme dire: continui a sostenere che Gesù fosse un riformatore del cristianesimo.
Leggendo il NT, i vangeli, emerge un Gesù-Rabbi che neppure conosce tutta la Torah. Cristo dei 10 comandamenti ne cita solo 5 o 6, non riforma nulla dell'ebraismo, perché l'ebraismo del I secolo non aveva riformatori ma solo zelanti politici ideologi d'un messianesimo politico di tipo isterico, da cui le crocifissioni di massa del 15 Dc di cui ci parla Flavio.
Mancuso toglie le verità di base del cristianesimo, non concepisce un aldilà della risurrezione xkè ciò comporterebbe che ci ospiterebbe un pianeta dicimila volte la terra per contenere i vari miliardi di creature risorte.
Abbraccia le tesi di Orgine, e fa notare che Concili e Bolle si contraddicono fra loro.
Il cattolicesimo non si riformerà mai. Non illudiamoci.
Il cristianesimo è stato riformato da Lutero e dalle teologie protestanti del Novecento.
Aspettiamo che Mancuso magari dica qui qualcosa, dato che lo hai informato.
In attesa di questo ti saluto


Antonio DI GIORGIO
Inviato: 19/11/2008 16:27  Aggiornato: 19/11/2008 16:27
Autore: fulmini

@ Petilino

Di solito mi dò delle arie (per ragioni complesse e in parte coscienti), e lo so, amico mio. Ma oggi, se è vero ciò che la generosità ti suggerisce, sono le arie che si sono date a me. Merito probabilmente dei soggetti del post: Mancuso, Gesù, Gramsci, Marx, Wojtyła. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
Inviato: 19/11/2008 16:51  Aggiornato: 19/11/2008 16:51
Autore: fulmini

@ Antonio

Quante questioni sollevi in poche righe, e con quale asprezza! Ne affronto solo una, a bassa voce (come faceva Gramsci nel Parlamento, per farsi meglio sentire).

Che Gesù sia stato ebreo da giovane, e da uomo maturo qualcosa di profondamente diverso, è evidente. Il problema, almeno per me, è che cosa sia diventato. I cristiani credono che sia diventato cristiano, come i marxisti credono che Marx sia diventato marxista. Io per me penso - fino a che qualcuno mi convincerà, argomentando, di qualcos'altro - che il cristianesimo sia una religione del sacrificio (come, a modo suo, l'ebraismo), e che Gesù abbia cercato di realizzare una religione fondata su altro che il sacrificio.

Gesù ha cercato. Vito cerca. Luis Razeto ed io cerchiamo. Tu, da ciò che dici e dal modo con cui lo dici, mi ricordi Pablo Picasso: "Io non cerco, trovo." E dimmi, amico mio, precisamente cosa hai trovato?
Inviato: 19/11/2008 17:52  Aggiornato: 19/11/2008 17:52
Autore: fort

legittimo condurre una critica alla dottrina della Chiesa anche in quelle sue formulazioni che sono state dichiarate dogmi di fede”.

E' sacrosanto, direi e questo, a prescindere dal testo in oggetto che non ho letto e che ringrazio Fulmini per la segnalazione.
Sarebbe come se io dicessi a mio figlio che potrebbe rendermi nonno (speriamo)che è nato sotto il cavolo: si preoccuperebbe della mia salute.

Può sbagliare Gesù?

No, non credo se osserviamo la Sua missione dal punto di vista della nostra evoluzione spirituale.
Perchè io credo che la sua venuta sia stata preparata minuziosamente in altre Dimensioni già da molto del nostro tempo.
Io credo che Gesù sia un anello di una catena che parte da lontano,intesa a farci evolvere spiritualmente ed a renderci consapevoli che siamo scintille divine (Voi siete Dei..), catena cominciata quando altre Personalità ci hanno sgravato dai bisogni materiali.
Akhenaton che ha introdotto il concetto del Dio unico, Mosè che ha raccolto i seguaci dopo la restaurazione degli antichi dei egizi ed ha fatto nascere la nazione ebraica, Romolo che ha fondato Roma, e Gesù (da notare che i corpi fisici di questi personaggi non sono stati trovati e la loro “dipartita” è alquanto misteriosa).
Ci si chiederà di Romolo ed io a mia volta chiedo:
Non è forse straordinario il fatto che degli insegnamenti fatti da un Profeta che aveva per stretti collaboratori dei pescatori,un odiato esattore ed uno zelota, venduto inconsapevolmente da quest’ultimo, rinnegato più volte al canto del gallo, niente di scritto, non è straordinario, chiedo, che si siano propagati come un incendio in un pagliaio in agosto con vento di scirocco?
L’Impero ha assunto la funzione di veicolo di questi insegnamenti che si sono propagati in tutti i suoi angoli. Poi, il cattolicesimo se ne è impossessato complice Costantino.
Ed allora Roma è nata in funzione di questa evoluzione?
Io credo che adesso si incominci a comprendere, sotto nuova luce, Gesù ed il fatto che Egli parlasse a gente non del Suo tempo ma a noi.
Ma, per capirLo veramente, per “utilizzare” al meglio i Suoi insegnamenti, ritengo che dobbiamo accettare l’ipotesi della evoluzione spirituale, “l’essere sulla terra senza essere della terra” come diceva Padre David M.Turoldo.
Ecco, con questa ipotesi, tutto quadra, tutto va al suo posto, la nostra esistenza ha uno scopo.
E questo comporta il crollo dei dogmi rendendo realizzata appieno la profezia di Gesù presa dall’Autore del testo in oggetto in maniera positivistica come ci dice Fulmini.
Per la gente di allora invece, il crollo del loro mondo credo si riferisca alla distruzione del Tempio avvenuta una quarantina di anni dopo Gesù.
Come poteva infatti, Gesù, parlare di evoluzione alla gente di quel tempo?
No, assolutamente: Gesù non poteva sbagliare.
Inviato: 19/11/2008 18:33  Aggiornato: 19/11/2008 18:33
Autore: fulmini

@ Fort

Interessante nota evoluzionistica. Anche Vito Mancuso, a suo modo, è un evoluzionista. Ma sul fatto che anche Gesù abbia potuto sbagliare e abbia sbagliato, come si dice a Roma, "non ci piove". Ricordi la massima latina? Errare è umano... E Gesù non si autodefiniva 'figlio dell'uomo'? (Leggi il post 'figlio dell'uomo' del 10 maggio 2007, recensione al libro 'Gesù di Nazareth' di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, e poi dimmi)
Inviato: 19/11/2008 20:55  Aggiornato: 19/11/2008 20:55
Autore: fort

Come faccio a trovare il post? Non sono riuscito a trovarlo.

Si, poteva sbagliare ma quando lo ha fatto?
Forse nel Tempio quando ha perso la calma?
Questo discorso è interessante anche in considerazione del bellissimo tuo post di qualche giorno fa: come fa a sbagliare un Gesù così?
Dimmi Fulmini, dove Gesù ha sbagliato.
Si è preso ben 40 giorni per riflettere se fare il messia rivoluzionario oppure il messia dello Spirito ed è stato aiutato in questa Sua decisione, da due personalità spirituali di alto rango, almeno così ci dicono i Vangeli.
Perchè non si crederà mica alla storiella del diavolo tentatore!!
Ed è qui che l'Autore ha ragione a mio modesto avviso: bisognerà pur mettere in discussione insostenibili dogmi, oramai:il diavolo, per esempio..Ma andiamo!!!
Il fatto è che ci hanno insegnato, e da sempre, da millenni, a considerare Gesù come un fatto isolato e non a considerare la Sua Missione come inserita in un piano organico di sviluppo spirituale dell'umanità. Un qualcosa di gigantesco, troppo importante.
Io, fortissimo ammiratore di Gesù al quale mi hanno portato i casi della vita, ci sono arrivato da solo con i miei studi e ricerche da dilettante (ma appassionato) a tempo perso, della domenica, come si dice.
Possibile che nessun filosofo consideri questo punto di vista?
Neanche prenderlo in considerazione?
E' proprio così balzano?
Oppure accettare questa ipotesi comporta...e ti lascio immaginare cosa.
Ciao
Inviato: 19/11/2008 21:58  Aggiornato: 19/11/2008 21:59
Autore: fulmini

@ Fort

Ecco il post nel quale cerco di spiegare perché Gesù di autodefiniva figlio dell'uomo e non 'figlio di Dio'.

Quanto alla questione se Gesù può sbagliare, ho accennato a cosa penso. Il resto, amico mio, potrai leggerlo quando - tra qualche mese - pubblicheremo, Luis Razeto ed io, in lingua italiana, 'Il disegno di Gesù', il libro che, in lingua spagnola, e col titolo 'El proyecto de Jesus', Luis sta presentando in queste ore a Santiago de Chile.
Inviato: 19/11/2008 23:05  Aggiornato: 19/11/2008 23:05
Autore: stefaniamola

Gli spunti sono tanti, interessanti e densi, e meriterebbero un approfondimento e una discussione che questo mezzo non [mi] permette. In linea generale, certo che sarebbe legittimo e auspicabile rimettere in discussione ciò che è una superfetazione della fede cristiana fatta apposta per non rimettersi in gioco (i dogmi, certo). Ma, caro Fulmini, come si fa se siamo convinti che "i cristiani credono che [Gesù] sia diventato cristiano" o che (ammettendo le imprecisioni, le elusioni e le manipolazioni delle Scritture) sia lecito giocarsi ai punti (quante citazioni o quante omissioni, dirette, indirette o per interposta persona) il titolo di "figlio dell'uomo" e di "figlio di Dio"?
Ratzinger non è un papa di mio gusto e gradimento, però – dal punto di vista teologico e dottrinale – tutti noi ne sappiamo assai meno e ci conviene rimboccarci le maniche, se vogliamo riformare qualcosa o semplicemente avere il titolo per proporlo.

Peace, love & associated products
Stefania
Inviato: 20/11/2008 8:36  Aggiornato: 20/11/2008 8:36
Autore: fulmini

@ Stefania

Titoli per riformare il cristianesimo non ne ho, amica mia. Non bastano gli argomenti? Anche Vito Mancuso, a titoli, è messo maluccio, ma io trovo molti suoi argomenti convincenti e commoventi.

Siamo d'accordo? Allora, cosa non ti convince, dei miei argomenti? Prendiamo il 'miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci'. Io, d'accordo con Mancuso, penso che non ci possa essere contraddizione dei fatti religiosi con le leggi naturali. E, con Luis Razeto, nel libro che stiamo pubblicando in Cile e pubblicheremo in Italia, tra le altre cose, diamo una spiegazione di questo 'miracolo' - la trovi sul nostro sito-rivista, ho pubblicato il capitolo relativo del libro qualche giorno fa. Tu come lo spieghi?

Oppure prendiamo il titolo di Gesù: 'figlio dell'uomo'. Mancuso nel suo libro lo spiega in un certo modo (notevole), io nel post-recensione al libro di Ratzinger lo spiego in un altro. Tu come lo spieghi? Qual è, in verità, il modo più convincente e commovente?

Noi non dobbiamo avere nessuna autorevolezza esteriore, nessun titolo, per cambiare il mondo, Stefania, ma la disposizione intellettuale e morale ad abbandonare i nostri vecchi modi di pensare e fare - come una serpe abbandona la sua vecchia pelle, insomma a perderci e ritrovarci, con una nuova pelle, in un mondo nuovo - nel Regno dei Cieli. Il resto è abitudine.
Inviato: 20/11/2008 8:46  Aggiornato: 20/11/2008 8:46
Grazie, Fulmini.
Nel post al quale mi hai richiamato dici "Quando Gesù di Nazareth dice di essere ‘Figlio dell’uomo’ dice di essere ‘uomo’."
Si, certo ed è così, per forza di cose trovandosi nella nostra dimensione.
Alla quale, però, ci è arrivato perchè:

"Io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero. Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce."

Ecco perchè non può sbagliare.

Ma tu hai già detto la tua e non insisto: me ne guardo bene.
Del resto, come dice il Papa nel suo libro, tutto è lasciato alla comprensione del lettore.

Fort

Ciao


Però
Inviato: 20/11/2008 8:57  Aggiornato: 20/11/2008 8:57
Autore: fulmini

@ Fort

La mia vale quanto la tua, amico mio - guardati bene dal pensarla diversamente: non è stato Gesù a inventare il 'tu'?

Quanto al brano dei Vangeli che riporti, ebbene io penso che non sia farina del sacco di Gesù ma dell'evangelista. Non tutti gli atti e non tutte le parole attribuiti e attribuite a Gesù nei Vangeli canonici sono stati effettivamente compiuti ed effettivamente pronunciate da lui. Tu mi domandi e ti domandi: si possono distingere gli atti effettivi e parole effettive dagli atti inventati e dalle parole inventate? Non assolutamente, non certamente, ma storicamente-criticamente-filologicamente, fino ad un incerto punto, sì.

Ah, meraviglioso uomo questo Gesù di Nazareth, che resuscita non una volta per tutte, come credono i cristiani, ma ogni giorno, anzi continuamente, quando ci avviciniamo a lui e camminiamo al suo fianco!
Inviato: 20/11/2008 20:04  Aggiornato: 20/11/2008 20:04
E' più presente che mai.
In una chiesa storica friulana, qualche anno fa, c'era un libro delle firme dei visitatori all'ingresso.
Mi fermai a leggerlo un pò mentre la Clara era dentro, c'era qualcuno che aveva scritto: Gesù sei il numero 1
Ciao
Fort
Inviato: 20/11/2008 20:57  Aggiornato: 20/11/2008 20:57
http://www.disinformazione.it/diecicomandamenti.htm
a quest'indirizzo,un piccolo, banale(?) riscontro a quanto si dice da queste parti.
io ignoro le più cose della terra, e del cielo nulla conosco.
tentato a riflettere, rifletto(peccando ex numero due o tre dei dieci)...
...che si fosse strascassato i cervelli a non veder corrispondenza tra parola del padre e applicazione di parola del padre, ed abbia, di conseguenza(o per missione) voluto operare una semplificazione, sì che anche i cervelli umani non avessero a trovar esoterici alibi per l'evidente non corrispondenza?
...e che poi, di contro-conseguenza(o contro-missione), quegli stessi cervelli abbiano deciso di costruire una ics cui inchiodare la parola del padre, sì che fosse a tutti chiara e visible, pure da lontano?
sicuro di non aver apportato nulla alla conoscenza(e alla discussione),perseverando nel peccato, seguito a riflettere...
grazie per le tentazioni,
baci, bok.
Inviato: 20/11/2008 23:02  Aggiornato: 20/11/2008 23:02
Autore: fulmini

@ bok

Prima di andare a riposare, trovo il tuo commento. Sono contento della tua partecipazione, sempre spiritosa e provocante. Puoi essere più chiaro e tondo? Non ho capito bene cosa hai scritto, e ci tengo.
Inviato: 30/11/2008 17:17  Aggiornato: 30/11/2008 17:17
Leggo assai in ritardo questo bel post e la discussione che ne è seguita. Indegnamente, per la limitata conoscenza delle grandi questioni del cristianesimo (segnatamente il cattolicesimo, che mi pare l'oggetto principale del commento), dico la mia: mi pare che la questione decisiva sia da individuarsi nella crisi dell'idea e delle strutture dell'autorità.
Ovvero: a fronte di una crisi trasversale delle autorità in ogni campo della nostra esperienza quotidiana (non penso solo al discredito della politica, che è comune a tutta l'Europa, ma anche alla sfiducia nei mezzi tradizionali di comunicazione e alla mancanza di autorevolezza degli intellettuali, per non parlare del peso che, finalmente, hanno i grandi paesi del Sud del mondo nell'economia mondiale, che sovverte certi tradizionali e perniciosi ordini mentali), l'organizzazione, la comunicazione e il pensiero religioso rimangono strutturati in maniera profondamente gerarchica.
Può sopravvivere questa costruzione a fronte della natura profondamente democratica (e quindi talvolta caotica, populista, ma anche feconda, libera) della vita che sperimentiamo? Può trasformarsi, se davvero ogni riforma “non può generarsi dalla periferia, pena la deriva ereticale”? Mi pare possibile, ma molto difficile.
Come già riportato, già una volta l’incapacità di recepire le istanze della periferia (che allora era davvero periferia geografica, oggi è probabilmente da intendersi come “base”, mettiamola così) ha forzato una riforma che è diventata una scissione. A davvero mio modestissimo parere credo sia questo il fondamentale nodo Gramsciano da sciogliere.

Wobegon
Inviato: 1/12/2008 9:04  Aggiornato: 1/12/2008 9:04
Autore: fulmini

@ Wobegon

Tu scrivi: "...mi pare che la questione decisiva sia da individuarsi nella crisi dell'idea e delle strutture dell'autorità.
Ovvero: a fronte di una crisi trasversale delle autorità in ogni campo della nostra esperienza quotidiana... l'organizzazione, la comunicazione e il pensiero religioso rimangono strutturati in maniera profondamente gerarchica..."

Sono d'accordo. Vorrei fare osservare a te - e a chi ci legge - l'opposizione sostanziale e formale tra la figura del papa attuale (modo di pensare, modo di vestire) e la figura di Gesù, il quale pensava e vestiva in maniera tale da indurre tutti coloro che lo ascoltavano e lo osservavano a chiedersi "da dove provenisse quella autorevolezza" (leggi i Vangeli canonici in più punti). Gesù era autorevole interiormente, Benedetto XVI esteriormente. Gesù domandava: "Perché mi chiamate Maestro e non fate quello che dico?", Benedetto XVI impone 'Fate quello che dico ma non fate quello che faccio'. (modo di pensare, modo di vestire). A proposito di modo di pensare-parlare di Benedetto XVI: nessuno è più distante di lui da Gesù.
Inviato: 1/12/2008 9:08  Aggiornato: 1/12/2008 9:09
Autore: fulmini

@ Wobegon

Ancora una parola, sul nodo da sciogliere. D'accordo: sciogliere, non tagliare (al modo di Alessandro Magno).

Ebbene, Gramsci, nei Quaderni, lo scioglie così: Rinascimento e Riforma insieme. Insieme, contemporaneamente, indissolubilmente. Rinascimento, cioè grande fioritura d'alta e nuova cultura, e Riforma, molecolare espansione democratica della nuova cultura.

Abbracci (a quando una pizza colloquiata e innaffiata?)
Inviato: 10/12/2008 9:31  Aggiornato: 10/12/2008 9:31
Autore: fulmini

Ricevo per lettera i commenti di Tonio, li trascrivo e li pubblico.

@ Tutti

Non sono all’altezza di giudicare la religione e non voglio annoiarvi con le mie storie, né con le mie poche ragioni e i miei molti torti, ma ho scoperto che quando l’abbandono da parte di amici, complici, persone a cui avresti sacrificato e hai sacrificato la vita sembra totale, e la disperazione sembra avvolgerci, solo la fede e gli uomini e le donne di fede ti restano vicini. Restano i soli saldi nelle temperie, l’unico faro nel buio. Come il vescovo dei “Miserabili” che non chiede al forzato cosa ha fatto, non vuole neanche saperlo, gli basta sapere che è suo fratello. Questa è la grandezza del cattolicesimo.
E mi viene da ripensare a quella educazione cattolica, alla fortuna di essere cresciuto in quei valori che per tanto tempo ho messo da parte.
Mentre difficilmente oggi riesco a non commuovermi dinanzi alle Scritture, specie quando leggo che verrà un giorno in cui il Signore non ci chiederà tanto della nostra moralità o delle nostre intemperanze, dei nostri errori, dei nostri sprechi, e invece ci dirà: io ero quel carcerato, quel lebbroso, quello straniero che tu hai accolto o rifiutato.
Davvero credo di aver compreso la grandezza del cristianesimo in quelle parole di San Paolo che recitano: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli... e se avessi avuto il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri della scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montange... e se anche distribuissi le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, sarei nulla.”
Mi arrabbio con la Chiesa quando ribadisce concetti anacronistici, o quando nel nuovo catechismo non si condana la pena di morte, ma credo che queste cose saremo noi credenti a depotenziarle con i nostri comportamenti e poi la “riforma” seguirà...

@ Fort

Ciao.
È proprio vero, il lavoro dei volontari è di notevole importanza all’interno delle carceri. Molti loro sforzi sono finalizzati a rendere le patrie galere più umane, a volte ci riescono altre meno.
Molte volte anche da parte loro vedo grande sconforto quando si imbattono in situazioni problematiche la cui soluzione è facile e non si capisce perché si renda il tutto così difficile.
Quindi, doppio merito a quelle persone che pur dinnanzi a certe situazioni continuano ad entrare nelle carceri a portare il loro sostegno.
Caratterialmente io sono uno che vuole sempre imparare, quindi uso tutte le occasioni che possono portarmi a migliorare, le abbraccio e ne faccio buon uso.
Un caro saluto.
Tonio
Inviato: 31/12/2017 11:34  Aggiornato: 31/12/2017 11:34
Autore: fulmini

Martin Lutero il grande riformatore del cristianesimo: http://www.raiplay.it/video/2017/12/Passato-e-presente-LUTERO-il-ribelle-779476a6-b6c5-406d-8add-8cb63abcf0e3.html
Vito Mancuso pare, col passare degli anni e dei libri, che ha scelto, per adoperare le parole di Pier Paolo Pasolini, "di essere inferiore a se stesso", e di fare il piccolo riformatore del cristianesimo.