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briciole musicali : Beethoven: Sinfonia n.4
di venises , Fri 5 December 2008 5:30
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Oggi vi proponiamo una delle più belle sinfonie di Beethoven in assoluto, la Quarta. Nell'esecuzione che gert considera (violentemente quanto giustamente: fate attenzione, per esempio, al trattamento dell'Adagio del primo movimento) la migliore di tutti i tempi.
Accompagnata da tre 'strane' recensioni.



Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, Op.60 (1806)
Primo movimento: Adagio - Allegro vivace
Bavarian State Orchestra diretta da Carlos Kleiber



"For me, okaying a recording is usually an horror. But the Bavarian State Orchestra's playing made the approval of this live recording my very own pleasure. We neither could nor wanted to use any cosmetics or make even the most minute corrections in the aural "snapshot" of a performance. For any petty critics we have an alibi: A benefit publication for the Prinzregententheater and a live performance. But for those who have an ear for vitality there are things here that no orchestra can play for you as eagerly and pertly or as inspired and delightfully as this orchestra on that day. Many thanks!"
Carlos Kleiber



Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, Op.60 (1806)
Secondo movimento: Adagio
Bavarian State Orchestra diretta da Carlos Kleiber


"Roba da sottoscrivere lettera per lettera, spazio per spazio, secondo me. La migliore IV di sempre."
gertdelpozzo



Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, Op.60 (1806)
Terzo movimento: Allegro molto e vivace trio. Un poco meno allegro
Bavarian State Orchestra diretta da Carlos Kleiber




Intervista immaginaria ad un Direttore d'Orchestra

INT: cosa prova quando sale sul palco? Non le capita mai di temere di non essere all'altezza?
CK: Tremo sempre per giorni sino al momento d'avviarmi a condurre. Poi, ogni volta che mi dirigo verso il palco, incrocio un'ombra, che mai riesco a vedere in viso - una figura buia che emana un grande calore. Allora la paura scompare di colpo e so perché. È lui che mi lascia il suo posto; e, con quello, le sue note, la sua musica, le sue emozioni. Lui esce e io prendo il suo posto, io divento lui, sono lui. E dirigere (anche la musica più difficile) diventa all'improvviso semplice: basta che io sia me stesso, e la sua musica uscirà da me - così come lui l'ha pensata, così come io la sento, così come noi l'avremmo voluta.
INT: Scusi, ma che sensazione si prova a calarsi così profondamente in un'opera da sentirla come propria, pensarla sino in fondo come se fosse nostra, immedesimandosi così profondamente in un autore, diciamo Beethoven?
CK: è una vertigine assoluta. Ci si perde, ci si spersonalizza, si diventa qualcun altro, ci si sente Beethoven, si provano le sue emozioni, si vivono le sue intenzioni, si pensano le sue note, si desidera esattamente quella costruzione armonica lì come l'ha pensata lui, si scopre genuinamente quella (sua) successione di note, si è lui.
INT: allora lei non crede all'individualità dell'esperienza artistica? Crede ci sia un solo modo di avvicinarsi all'arte?
CK: Chi ha detto questo? Questo è un linguaggio da critico d'arte, non da artista. L'idea stessa del conflitto fra oggettività e soggettività è estranea alla vera arte. È proprio Beethoven che mi aiuta ad arrivare al fondo di me stesso. Io sono lui, ma lui è me; lui è tutti noi nella sala; e noi tutti diventiamo lui, per qualche magico istante.
Ci parla con un linguaggio universale, ed è proprio ciò che ci permette d'intenderlo. Lo stesso per tutti? Si e no - contemporaneamente. Solo la grande arte ci rende quello che siamo stati creati per essere, ovvero delle individualità universali.
È questa forse un'esperienza che usurpa quell'individualità chiusa ed egoista che noi siamo tutti i giorni? Un'esperienza incompatibile con quell'individualità accidiosa che alberga in noi e spende la maggior parte del nostro poco tempo?
Si, certo che sì. Mille volte sì.
Ed è questa la nostra fortuna.
È questo l'arte: un'esperienza talmente intima da divenire autenticamente universale.
venises



Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, Op.60 (1806)
Quarto movimento: Allegro ma non troppo
Bavarian State Orchestra diretta da Carlos Kleiber



E ora vi facciamo ascoltare pure l'applauso di quella serata:


Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, Op.60 (1806)
Applausi: Nationaltheater di München, 3 maggio 1982
Bavarian State Orchestra diretta da Carlos Kleiber






Carlos Kleiber – Strauss: Ouverture da Il Pipistrello
Prove d’Orchestra



Carlos Kleiber – Strauss: Ouverture da Il Pipistrello
Concerto




Carlos Kleiber – Selezione di brani vari




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Commenti
Inviato: 5/12/2008 19:29  Aggiornato: 5/12/2008 19:29
Autore: fulmini

@ Venises

Se non fossi stonato come è dissonante un quadro di un espressionista tedesco (e fossi nato in una famiglia musicofila) avrei fatto senza dubbio il compositore.

Artista privilegiato nella composizione di un'opera, costruita tutta intorno a UN motivo, che si moltiplica-divide-somma-sottrae attraverso MILLE variazioni.

Ascolto, riascolto, triascolto questo primo movimento della Sinfonia n. 4 che ci hai regalato oggi, Venises, e penso come sia qui evidente fino alla trasparenza che un autore è mosso sempre da un motivo. L'insieme delle sue opere non sono che mille vaziazioni.
Inviato: 13/6/2009 0:26  Aggiornato: 13/6/2009 0:26
Autore: venises

Ho recuperato su YouTube alcuni filmati di Carlos Kleiber che mi sembrano interessanti.
Li trovate in fondo al post.