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briciole musicali : Vieuxtemps: Concerto per Violino n.5
di venises , Fri 17 October 2008 7:00
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Henri Vieuxtemps (1820-1881) nasce in Belgio e muore in Algeria ma si forma musicalmente in Francia. Da ragazzo è un violinista prodigio ma sogna di diventare compositore. Divenuto compositore, nel 1871 ottiene una cattedra al conservatorio di Bruxelles, che lascerà a Henryk Wienawski a causa di una paralisi al braccio destro 1 e passerà il resto dei propri anni nel dolore di non poter più essere esecutore. La sua fama è legata ai suoi concerti per violino (il quinto ed il primo sopra gli altri). Una curiosità: dedica il suo primo concerto per violino (cioè il n.2, il n.1 fu scritto dopo) al violinista Emil Sauret: ricordate?

Oggi vi facciamo ascoltare il movimento più corto mai composto per un concerto per violino, il terzo (ed ultimo) dal suo Concerto per Violino N. 5 in La Minore “Le Grétry”, Op.37: dura un solo minuto!
Il concerto è composto nel 1860-61 e viene eseguito per la prima volta in occasione della festa d'indipendenza del Belgio (nel 1861).



Vieuxtemps - Concerto per Violino No. 5 in La minore, 3. Allegro con fuoco


Come al solito, basta scavare per rendersi conto che le apparenze c'ingannano sempre: un movimento brevissimo? Un movimento? Vediamo.

Diviso formalmente (ma solo apparentemente) nella struttura classica del concerto in tre movimenti, è in realtà modellato sull'esempio dei Konzertstücke per pianoforte di Liszt: i tre movimenti sono fusi in un'unica sequenza senza interruzione.
L'opera subisce l'influenza dei concerti per violino di Beethoven e Mendelssohn ed è caratterizzata (secondo noi) dalla volontà di stupire, dalla ricerca dell'originalità.

L'apparizione del solista (nel primo movimento) è sorprendente (il concerto è in La minore): in Si bemolle, poi brillantemente risolta nella tonica La minore, dove si ricongiunge con l'orchestra.



Vieuxtemps - Concerto per Violino No. 5 in La minore, 1. Allegro Non Troppo


Il soprannome dato al concerto è dovuto a ciò che accade nel secondo movimento: dopo una cantilena d'apertura di 8 battute, il solista suona una melodia in Do maggiore dall'opera Lucile del compositore belga Gréty ("Où peut-on être mieux qu'au sein de sa famille?").



Vieuxtemps - Concerto per Violino No. 5 in La minore, 2. Adagio


La chiusura del secondo movimento è un piccolo capolavoro: un vigoroso crescendo s'innesta sulla melodia di Gréty e conduce, senza interruzioni, all'Allegro finale, tecnicamente una coda che fonde insieme i due temi principali del primo movimento. Solo il tempo per stupire, per tornare indietro andando avanti - ed il concerto è finito.



1 e non al braccio sinistro come erroneamente riportato nella (sola) edizione italiana di Wikipedia.

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Commenti
Inviato: 17/10/2008 15:31  Aggiornato: 17/10/2008 15:31
Davvero bello ed interessante come tutto qui, Giulia
Inviato: 17/10/2008 20:29  Aggiornato: 17/10/2008 20:29
Autore: venises

molte grazie, anche a nome di tutto. Ordinazioni? quale musica/autore ti piacerebbe ascoltare?
Inviato: 17/10/2008 23:31  Aggiornato: 18/10/2008 16:06
Autore: gertdelpozzo

Come esempio dell'influenza esercitata dai concerti di Beethoven sull'autore proposto da venises mi permetto di indicare questo esempio, tratto dal primo movimento del Concerto Triplo in Do maggiore, Op. 56, di Beethoven (degli anni 1803/1804), e suggerire di confrontarlo col minutaggio 00:20-00:45 del movimento 3 del concerto proposto sopra.

Vale
Inviato: 18/10/2008 12:03  Aggiornato: 18/10/2008 16:04
Autore: venises

Caro Venises,
Concordo con te nel pensare che in fondo in fondo questo concerto è costituito da un solo “vero” movimento, ma non nel senso in cui l’intendi tu.
Il punto infatti non è (come tu sostieni) che i tre movimenti siano fusi insieme in una medesima unità. Questa è solo la superficie. Ti piace scavare? Bene, allora procediamo insieme.
Il vero punto è che questo concerto è costituito dal solo primo movimento, il più bello, ed il solo veramente originale: gli altri due movimenti semplicemente non esistono, sono una pura esercitazione scolastica che può al massimo sorprendere degli studenti. Il secondo movimento non è altro che un arrangiamento di un motivo altrui, senza nessun reale sviluppo. Il terzo, solo materiale d’altri e proprio, ri-arrangiato in una breve coda.
Sta nel primo movimento l’autentica originalità di questa composizione. Il resto, non è che una pausa di ricreazione per studenti.
Amicalèment
Tuo Venises
Inviato: 18/10/2008 19:20  Aggiornato: 18/10/2008 19:20
Caro Venises, meno male che esisti: sarebbe altrimenti molto difficile inventarti.
Nefeli
Inviato: 18/10/2008 19:46  Aggiornato: 18/10/2008 19:52
Autore: venises

In omaggio a Nefeli (ebbene sì, siamo un'invenzione non brevettata sensibilissima alle parole gentili) torniamo sul tema caro dell'interpretazione e suggeriamo questo esperimento elementare: per apprezzare una grande esecuzione si deve prima ascoltare una buona esecuzione.
Vediamo (con un breve esempio) se il metodo funziona:

Ritorniamo su Tchaikovsky - Variazioni su un Tema Rococo, Op. 33 - Var. #7 - Coda_ Allegro Vivo
nelle due esecuzioni di:

Wispelwey - Sepec
e
Rostropovich - Karajan

(Un abbraccio a Nefeli)