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haiku rimati : un prato di poesie
di fulmini , Tue 7 October 2008 8:00
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copertina di un libro

Chi cerca trova, da oggi nelle librerie italiane, Solo nel verso (peQuod edizioni, Ancona 2008) - il mio primo libro di poesie haiku.

Ringrazio i visitatori del sito-rivista che ne hanno favorito la nascita con i loro commenti (anche quelli fatti di silenziosi sorrisi).

Altri libri si vanno formando attraverso il ‘fare insieme’ del sito-rivista. L'idea e il fatto che fiori singolari tendano a comporsi in prati solidali mi rallegra. Succede anche a te, lettore, lettrice?

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Commenti
Inviato: 7/10/2008 14:18  Aggiornato: 7/10/2008 14:18
Fiera della mia anteprima, mi congratulo e mi rallegro all'idea di poter inciampare sulle tue parole entrando in libreria!

prishilla
Inviato: 7/10/2008 19:27  Aggiornato: 7/10/2008 19:27
Finalmente!Molto felice

Viz
Inviato: 8/10/2008 16:24  Aggiornato: 8/10/2008 16:24
Autore: fulmini

@ Prishilla

La poesia come 'inciampo di parole'...

Sei assorbito / assorbita dal quotidiano, vai per la tua strada, ti fai prendere dal tuo autobus, pensando agli affari tuoi, e inciampi... sulle parole... - 'inciampo di parole' è di sette sillabe...

Grazie, Prishilla.
Inviato: 8/10/2008 16:24  Aggiornato: 8/10/2008 16:24
Autore: fulmini

@ Viz

Sì, certo, come no?, per questo libro c'era, vogliamo sussurrarlo con Leo? - una attesa "sporadica"...

Graz, Viz.
Inviato: 8/10/2008 22:37  Aggiornato: 8/10/2008 22:37
Autore: ioJulia

Che bella notizia... Fulminante...
Julia
Inviato: 8/10/2008 23:55  Aggiornato: 8/10/2008 23:55
Autore: venises

Ho ricevuto il libro in omaggio e ho (ri)letto gli haiku. Qual è il mio preferito?
I bambini-ciclamini, le scarpe piene di piedi, l'ombra che ruota?
Non voglio scegliere - oppure diciamo che li scelgo simbolicamente tutti scegliendo proprio quello (meraviglioso) del frontespizio.
Cosa ci trovo di speciale in questo? La straordinaria ambiguità, che lo rende terribilmente poetico.

Solo (nel senso di "solamente" oppure riferito all'autore?)
nel verso (poetico - o indica una direzione di marcia?)
scorro (chi è il soggetto? L'autore? O è il testo stesso a parlarci in prima persona?)
sempre uguale (uguale a se stesso? O in modo sempre uguale?)
sempre diverso (che bella, quell'omissione dell'eppure. Sono io ad essere diverso o diverso è il modo di scorrere?).

Vi ricordate Bernstein sostenere che l'essenza della poesia sta nell'ambiguità dell'espressione la quale, sorprendendoci, rivela una dimensione nuova della realtà, connessioni altrimenti inimmaginate? Vi ricordate quel suo sottolineare l'omissione (deletion) come un atto squisitamente poetico?
Ecco, con quest'opera Pasquale ce ne dà un esempio silenziosamente beethoveniano.
Grazie.
Inviato: 9/10/2008 19:57  Aggiornato: 9/10/2008 19:57
Autore: fulmini

@ Venises

Grazie della notazione critica, che rende (anche per me) più trasparente e traspirante l'haiku prescelto.

A dire il vero, dopo averlo scritto (dopo - perché non scrivo versi a programma, non uso la poesia per illustrare un pensiero), anch'io ho intravisto la (dolorosa e gioiosa) ambiguità del testo. Ma non così chiaramente e particolarmente come te, Venises (amico/a ambiguo/a anche tu, con questo soprannome doppio, plurale): mi aveva colpito soprattutto l'ambiguità del "Solo" iniziale.

Arigrazie.
Inviato: 21/11/2008 17:23  Aggiornato: 21/11/2008 17:23
La parola reputare, dunque l’atto stesso del pensare e del giudicare, la facoltà di emettere valutazioni che è all'origine del senso estetico, ha un'antica ascendenza agricola: viene dal latino putare, che valeva in origine "mondare, ripulire, potare" un albero, amputarne i rami, ossia "tagliarli intorno". In seguito, probabilmente perché questi interventi richiedono un ragionamento preliminare, il calcolo di una forma e dell'azione da compiere per conseguirla, la parola ha acquistato a poco a poco il significato attuale. A lungo, pasquale, tu sei stato un esperto coltivatore e educatore di alberi, e mi piace pensare che la tua poesia, e nella tua poesia la predilezione per gli haiku, provenga da lì, che ne sia una continuazione con altri mezzi - non lo hai forse presentato tu stesso come "un prato di poesie"? Non può essere fortuito, infatti, che i giapponesi, esteti dell'arte botanica che hanno inventato il bonsai, abbiano inventato nell’arte poetica l'estetica dell’haiku: esercizi di miniatura che devono aver avuto radici nello stesso territorio del pensiero. SPB
Inviato: 21/11/2008 18:57  Aggiornato: 21/11/2008 18:57
Autore: fulmini

@ SPB

Grazie, speravo in qualcosa del genere, che cioè la mia poesia non derivasse dalla poesia bensì dal... 'resto del mondo'. Giacomo Leopardi nostro fratello maggiore ha lasciato scritto che "non bisogna mangiar grasso per ingrassare", ed io ho cercato di farne tesoro. Il mio cinema (per quello che vale) non deriva dal cinema, la mia poesia (per quello che vale) non deriva dalla poesia. Per partito preso.

Ma tu arrivi a dire che la mia poesia haiku è la continuazione con altri mezzi della mia attività di coltivatore-potatore di alberi. Sono contento al quadrato. (Per questo preferisco definire 'composizione' e non 'scrittura' il mio lavoro di poeta?)
Inviato: 2/12/2008 18:16  Aggiornato: 2/12/2008 18:16
Dico, ma la presentazione di questo libro la vogliamo fare? Dove e quando? Grazie. Vittorio
Inviato: 3/12/2008 11:27  Aggiornato: 3/12/2008 11:27
Autore: fulmini

@ Vittorio

Lo presentiamo, Vanda Perretta, Roberto Finelli, AlfaZita ed io, venerdì 12 dicembre 2008 ore 17.00, nella libreria Vivalibri di Via di Tor Millina 10, Roma - di fianco a Sant’Agnese / piazza Navona. Vino novello, olive greche, pane caldo, aria di festa.

Presentazione semiseria, s'intende (tanto vero che saranno presenti anche due attori recitanti): per dirla con Leo Longanesi so bene che intorno a questo libro c'è un'attesa "sporadica".
Inviato: 14/12/2008 1:13  Aggiornato: 14/12/2008 1:13
Sui tram la sera
le mani verticali
teorie di ali.

Da pendolare fino all'osso ho amato in particolare questo tra i tanti bellissimi haiku rimati del libro.

Innanzitutto perché unisce la contemplazione dell'haiku al mondo urbano, e nulla è più poetico di un anacronistico tram nella sera.

In secondo luogo, per la sua capacità pittorica (o fotografica): quelle "mani verticali" che praticamente si vedono.

Infine, e soprattutto, il motivo di questa preferenza sono le "teorie di ali", che trasformano tutti noi pendolari un po' in santi bizantini, un po' in angeli caduti, un po' infine in furbi piccioni di città.

Tutto il libro è pieno di sorprese illuminanti.
Inviato: 24/9/2011 17:47  Aggiornato: 24/9/2011 17:47
I poeti sono il sale del Mondo, con le "parole" curano e danno speranza. Un abbraccio ad un amico poeta, conosciuto "per fenomeni carsici"...