Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

vademecum per nuovi giunti : Vademecum per nuovi giunti (quinta parte)
di Tonio , Mon 29 September 2008 8:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Si conclude oggi la pubblicazione del ‘vademecum per nuovi giunti’ iniziata il 29 maggio 2008 (e proseguita il 29 giugno, luglio, agosto). Questa è l’occasione per i lettori-ascoltatori-spettatori del sito-rivista di commenti più comprensivi su questo primo contributo del nostro coautore ‘Tonio’. Dal 29 ottobre la sua collaborazione assumerà una nuova forma. Fulmini

Benefici e Misure Alternative previste dalla Legge Penitenziaria.
Modifiche e Integrazioni.

L’ordinamento penitenziario prevede una serie di benefici e misure alternative che hanno subìto nel corso degli anni un numero incredibile di variazioni e integrazioni. [...]

Ometto di trascrivere i prospetti particolareggiati elaborati da Tonio, riservandomi di fornire precise indicazioni a precise domande dei lettori. E riporto quelle che ritengo le informazioni di interesse generale sulla questione. Fulmini

- La semilibertà può essere concessa dopo aver espiato almeno due terzi della pena;
- L’assegnazione del lavoro esterno può essere disposta dopo l’espiazione di almeno un terzo della pena e, comunque, di non oltre cinque anni. Nei confronti dei condannati all’ergastolo l’assegnazione può avvenire dopo l’espiazione di almeno dieci anni;
- La liberazione condizionale può essere concessa soltanto dopo che il condannato abbia espiato due terzi della pena;
- I permessi premiali possono essere concessi soltanto dopo l’espiazione di metà della penae, comunque, di non oltre dieci anni. I condannati all’ergastolo devono aver scontato almeno dieci anni.

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 29/9/2008 12:13  Aggiornato: 29/9/2008 12:13
Autore: fulmini

Tonio,

dai tuoi dialoghi con i lettori che sono entrati in parola con te ho capito che il 'vademecum per nuovi giunti' è servito a te stesso, ad altri detenuti, ed anche ai lettori del sito-rivista. La tua iniziativa è dunque risultata grandemente utile.

Vorrei chiederti di raccontarmi, di raccontarci, un caso particolare della ricezione del vademecum, un caso singolare ed esemplare che ci dica ancora qualcosa di concreto sulla vita carceraia, e del tuo tentativo meritorio di migliorarla.
Inviato: 29/9/2008 16:08  Aggiornato: 29/9/2008 16:08
Tonio,
se hai avuto un'esperienza penitenziaria nel settore minorile, ci fai conoscere le differenze esistenti sul piano "premiale" in particolare, e sul trattamento detentivo in generale? Grazie.
Filippo Piccione
Inviato: 4/10/2008 17:32  Aggiornato: 4/10/2008 17:32
Autore: unviaggiatore

Credo che la pena e quindi le regole per i detenuti debbano mirare a proteggere la società, tendere quindi alla rieducazione. Prima di questo penso che tra i compiti di una società democratica ci sia quello di formulare schemi di responsabilità penale e di controllo della condotta definita appunto criminale. Prima ancora una società democratica deve cercare di combattere le cause che portano a delinquere ad esempio l'ingiustizia sociale. Sul giudizio riguardo alle cause e al grado di responsabilità di chi commette un reato ci sono state diverse linee di pensiero che ci fanno osservare questo fenomeno sotto aspetti diversi. Penso alla concezione liberale, alla concezione pragmatica, alla concezione determinista.
Giuliano Cabrini
Inviato: 25/10/2008 20:01  Aggiornato: 25/10/2008 20:01
Autore: fulmini

[Ricevo per lettera, trascrivo e pubblico le risposte di Tonio ai commenti suscitati dal suo post del 29 settembre. Fulmini]

A Fulmini
Di casi da raccontare ce ne sono tanti, uno di questi è avvenuto nei primi periodi vissuti in questo Istituto.
Appena arrivato ho capito che molti miei compagni di sventura non sapevano nulla di come muoversi per chiedere i benefici penitenziari. Le loro conoscenze erano totalmente errate, e questo anche perché quelli dell’equipe avevano dato loro informazioni frammentarie e poco esatte.
Ritengo che la superficialità con cui a volte si danno le informazioni sia ingiusta, anche perché molti detenuti non sono nemmeno assistiti dagli avvocati.
L’episodio che vi racconto riguarda una persona condannata a 30 anni, convinta che l’istanza di permesso poteva essere presentata solo dopo aver espiato metà della pena. Questo perché nel suo cumulo di pena vi erano inclusi reati dove era previsto l’allungamento dei termini per la concessione dei benefici penitenziari. Quindi, su una condanna a 30 anni – secondo quanto gli era stato detto dagli addetti ai lavori – doveva scontare almeno 15 anni per poter chiedere il permesso. È vero, l’ordinamento penitenziario prevede questo, ma c’è anche un comma dell’articolo che dice non oltre 10 anni. Quindi - secondo me - l’istanza di permesso andava presentata a 10 anni espiati e non a 15.
Gli addetti ai lavori sostennero in un primo momento che la mia interpretazione della legge non era giusta. Fatto sta che dopo svariati confronti si giunse alla conclusione che era come sostenevo io, e il mio compagno presentò immediatamente l’istanza di permesso.

A Luis
Ho letto con estremo interesse la sua vera e propria lectio magistralis sul denaro [si riferisce al secondo post di Luis Razeto dei tre su ‘Il valore del denaro e la crisi finanziaria globale’ - post che io ho trascritto e spedito per lettera. Fulmini] e mi congratulo per la chiarezza con la quale ha espresso i suoi concetti.
Ho un paio di riflessioni che mi vengono spontanee.
Io conto di lavorare in borsa in futuro e pertanto non ho nessuna volontà di demonizzare il capitalismo. Tuttavia ho spesso l’impressione di un eccesso di squilibrio tra capitale e lavoro, e mi viene in mente la profezia di Marx che prevede una società in cui i detentori di capitali guadagnano sempre più, a scapito di immense masse di salariati, al punto che alla fine la ricchezza sarà concentrata nelle mani di pochi. Sempre più pochi. Lei pensa sia un’evoluzione possibile?
Volevo poi esprimerle un parere. Io sono keynesiano convinto, e credo che solo un’applicazione ‘forte’ di tale politica ci farà uscire dall’attuale crisi.
Del resto il tanto vituperato New Deal sia in America che in Europa ha prodotto dei decenni di benessere in cui il maggior vanto dei governi occidentali fu la realizzazione di ‘costosi’ programmi di benessere sociale, e malgrado un po’ di inflazione e spese pubbliche ingenti, queste idee ebbero una ricaduta straordinaria: occupazione e livello di vita elevatissimi per generazioni, case confortevoli, buone scuole e università, parchi pubblici ben tenuti, una vecchiaia dignitosa per tutti, teatri, fiorire della cultura, città pulite, crollo verticale della criminalità. E la costosità di tali programmi non costrinse affatto a rinunciare all’espansione e all’ammodernamento delle nazioni interessate. Al massimo pose un limite all’arricchimento smodato di qualche padrone delle ferriere e di qualche manager. Il trentennio dopo la seconda guerra mondiale è da tutti riconosciuto come il periodo aureo del capitalismo, con tassi di crescita e prodotto pro capite più che doppi rispetto a questi tempi – in cui Keynes è stato considerato superato in nome di una politica monetarista miope e foriera di quello che era prevedibile succedesse e che sta succedendo.
Mi piacerebbe conoscere il suo parere.

A Filippo Piccione
Fortunatamente non ho vissuto l’esperienza del carcere minorile. Da minorenne ho commesso qualche reato, però mi venne concesso il perdono giudiziale e non venni rinchiuso. Non posso dunque dire molto sul trattamento detentivo minorile, non avendone conoscenza diretta.
Per quanto riguarda le misure premiali, si differenziano dalle misure adottate nei confronti dei maggiorenni. Ai maggiorenni, i benefici premiali vengono concessi in misura maggiore e si applica il beneficio della messa in prova. Usufruiscono anche di un numero maggiore di giorni annuo di permessi premio. Comunque, non conosco bene la materia e non vorrei dare errate informazioni.
Posso comunque aggiornarmi e, nel caso avesse bisogno di informazioni maggiori, alla Sua prossima richiesta potrò essere più esauriente.

A Giuliano Cabrini
Lei esordisce con una frase assolutamente condivisibile. Chi mira a proteggere la società deve avere a cuore la rieducazione. Non è una questione di buonismo. Rimuovere le cause del crimine è molto più produttivo delle telecamere. Evitare che il carcere sia un luogo di ozio in cui un giovane possa perfezionare le sue capacità criminali è molto più intelligente che costruire nuove carceri.
In questa attuale follia securitaria, causata in gran parte da paure indotte, ci guadagnano solo alcuni politici che dietro un populismo straccione e stupido nascondono interessi privati, e le grandi multinazionali della sicurezza vedono moltiplicarsi le loro commesse e i loro guadagni. Ci rimettiamo tutti noi. Liberi e detenuti. Stranieri e italiani. Qualsiasi persona dotata di un minimo di intelligenza capisce che rinunciare ad una parte delle libertà di tutti in nome di una presunta sicurezza è un’illusione, e che illudersi che catene sempre più pesanti e muri e confini sempre più alti ci diano più sicurezza è, appunto, un’illusione.
Un’illusione che rischia di devastare la nostra esistenza, trasformandoci in persone che, invece che col raziocinio, ragionano con la paura e con il pregiudizio.
Quando sento parlare di certezza della pena e cose del genere mi verrebbe voglia di fargliela provare la galera a quelli che la invocano.
So che rischio di toccare un mostro sacro, tuttavia proprio parlando della varie concezioni della giustizia ricordo l’obiezione ai giusnaturalisti, e per questo non amo chi si riempie la bocca della parola legalità. Era legale la schiavitù ed era un delinquente lo schiavo che vi si sottraeva, era legale uccidere gli ebrei ed era illegale nasconderli per sottrarli ai campi di concentramento. La parola legalità, dunque, andrebbe riempita di contenuti.