Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

colonna sonora : 9 - Il rimmel sognante
di Anonimo , Mon 15 September 2008 9:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Vorrei che fosse un invito a leggere o rileggere musica, questa musica, queste pagine, e comunque la musica. A fermarsi ed ascoltarla con le orecchie, con la mente, col cuore, e a lasciarsi andare. Ad acquistare il disco perché credo che il disco vada ascoltato per intero, soprattutto quelli di cui si sta parlando. Anche perché, in questi casi ogni scelta è molto dolorosa.
Ragazzino con gatto che guarda alla televisione la stessa realtà che si intravede dalla finestra
Fotocomposizione Mario DG

Come s’è detto è una musica prevalentemente cantata e una delle ragioni di questa musica sono le storie che riesce a disegnare; con cui parla all’ascoltatore (oltre alle atmosfere in cui riesce ad immergere l’ascoltatore). Quelli che vengono chiamati impropriamente cantautori nei casi più fortunati sembrano dar voce a noi stessi, cantare quello che non riusciamo ad esprimere (qualcuno li ha definiti come i nuovi poeti). A volte disegnano ritratti. A volte si confessano e l’ascoltatore si trova nel ruolo di colui che si denuda. A volte riescono a regalare emozioni e sentimenti.
Come in una buona pietanza devono risaltare tutti gli ingredienti così ci sono gioielli che riescono a fondere varie radici mantenendone inalterata la fragranza. Spesso la musica diventa un’esperienza personale che viene condivisa, una sonorità ed un mondo unico. Qui parliamo di un’altra donna di musica: Joni Mitchell, pseudonimo di Roberta Joan Anderson (Fort Macleod, 7 novembre 1943).
Joni Mitchell non è solo nota per la sua musica e i suoi testi estremamente ricercati e poetici, ma anche per la sua passione e talento per le arti pittoriche. È lei stessa infatti a dire: "Sono prima di tutto una pittrice, poi una musicista...". I critici l'hanno definita la prima donna ad aver avuto il coraggio di imbracciare una chitarra e cantare della vita dal punto di vista femminile.
Sarebbe una semplice cantautrice di ispirazione folk se la sua memoria non orecchiasse a Schubert e Mozart (compositori molto amati) e non fosse affascinata dai confini che esplora e travalica il jazz che le gira intorno (all’epoca di parla di Hard bop). Alla fine, a nostro modesto avviso, lei inventa un modo di scrivere musica molto distante da quello usato fino ad allora dagli altri cantautori e le contaminazioni si fondono in un risultato pieno di fascino.
Per queste, e per tante altre ragioni, artisti anche molto differenti tra loro, come Björk, Tori Amos, Cyndi Lauper, Prince, K.D. Lang, PJ Harvey, Ani DiFranco, Diana Krall, Elvis Costello hanno spesso fatto riferimento a lei come fonte di ispirazione; traguardo da raggiungere.
Volutamente non è stata scelta una delle sue canzoni più celebri come Woodstock ma un pezzo dall’album meno fortunato della sua carriera ma non per questo il meno bello (l’unico a non aver venduto almeno mezzo milione di copie) ne meno suo. Un album, Mingus del 1977, per il quale le musiche sono state scritte non da lei ma dallo stesso Charles Mingus e che il grande Jazzista non fa a tempo a vedere realizzato. Joni alla fine scarta l'idea di una band acustica, nonostante quello fosse il desiderio del compianto Mingus, e si serve di una formazione comprendente: Herbie Hancock alle tastiere, Wayne Shorter al sassofono, Don Alias alle percussioni, Peter Erskine alla batteria e Jaco Pastorius al basso. Si potrebbe tranquillamente dire: il meglio che poteva offrire l’ambiente jazz del momento.
Per questo ascolto abbiamo scelto “God must be a boogie man” (Dio deve essere nero) di cui proponiamo una traduzione che cerca di rispettare il più possibile lo spirito del testo originale. Mi piace pensare che qui Dio non sia solo nero ma che sia un suonatore nero di boogie.


Testo e traduzione del brano

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 15/9/2008 10:46  Aggiornato: 15/9/2008 10:46
Mbè, comincia bene una giornata, con questo brano. Non lo ascoltavo da un po'. Joni Mitchell è la mia cantautrice, musicista, bella donna, preferita. E Mingus mi piace.
E' vero Woodstock è il brano più conosciuto, ma forse, in molti credono che sia dei CSN(&Y). Questa estate, a Padova, ho ritrovato parzialmente, la musica della Mitchell, al concerto di Herbie Hancock "River. The Joni letters". Lui in forma, con Dave Holland al basso (e basso elettrico), che non vedevo, da tempo. Ma le signorine che cantavano, non erano all'altezza. Troppo modello Joss Stone!
Inviato: 15/9/2008 20:29  Aggiornato: 15/9/2008 20:29
Un po' contento di averti fatto partire con piede giusto, un po' invidioso per Padova. Felice settimana anche se non so chi sei. Qui siamo tutti amici.
Inviato: 15/9/2008 23:09  Aggiornato: 15/9/2008 23:09
io sono angela, piacere. Quando riuscirò a mettere su youtube, i video di quel concerto, ti faccio un link, e condividiamo
Inviato: 16/9/2008 1:04  Aggiornato: 16/9/2008 1:04
Sarà un piacere.
Inviato: 16/9/2008 10:32  Aggiornato: 16/9/2008 10:32
Autore: unviaggiatore

Caro Mario, non ho la tua cultura musicale, posso però dire che ci fai ascoltare sempre della buona musica e vedere delle belle immagini. Ciao.

Giuliano Cabrini
Inviato: 16/9/2008 12:12  Aggiornato: 16/9/2008 12:12
Caro Amico
Come te, come tutti, qui, anch’io, nel mio piccolo, cerco di dare il mio piccolo contributo.
ciao
Mario