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dizionario sito : disfattismo
di fulmini , Mon 25 August 2008 8:00
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Sento ripetere intorno a me, in strada, sui giornali, dalle televisioni, nei blog, sui social network, che “tutto va male”, e penso – quasi sempre - che è una/un disfattista a parlare, a scrivere. Infatti:

“Non è puro disfattismo trovare che tutto va male e non indicare criticamente una via d’uscita da questo male? Un 'intellettuale' ha un modo d’impostare e risolvere il problema: lavorando concretamente a creare quelle opere scientifiche di cui piange amaramente l’assenza, e non limitarsi a esigere che altri (chi?) lavori.” (Antonio Gramsci, Quaderni del carcere)

Integra, lettore/lettrice, “opere scientifiche” con “opere di ogni genere, comprese le attività professionali e i post su Facebook” e vedrai che siamo d’accordo.

Pasquale Misuraca

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Commenti
Inviato: 25/8/2008 16:17  Aggiornato: 25/8/2008 16:17
Autore: unviaggiatore

Niccolò Machiavelli, esiliato non si è strappato i capelli, ha scritto " Il Principe".
Oggi, che tristezza!

Giuliano
Inviato: 25/8/2008 19:23  Aggiornato: 25/8/2008 19:23
Autore: fulmini

Non sarei così pessimista sulla situazione attuale. Vedo segni incoraggianti. Un esempio fra tutti: Fausto Bertinotti sta per dedicarsi all'insegnamento universitario di scienza della politica.
Inviato: 26/8/2008 10:35  Aggiornato: 26/8/2008 10:35
Non chiederti che cosa può fare l'America per te, ma quello che puoi fare tu per l'America, sono soliti dire negli States.
Mutatis mutandis dovrebbe essere valido anche per le nostre contrade, ma non è così.
Petilino
Inviato: 26/8/2008 16:10  Aggiornato: 26/8/2008 16:10
Autore: Pietro

Talvolta chi denuncia l'esistenza di una situazione molto negativa non è un disfattista, ma semplicemente una persona lucida.
Proprio nel periodo in cui Gramsci scriveva quelle cose sull'impegno degli intellettuali un grosso baratro si stava aprendo sull'Italia e nel mondo.
Ben presto molte nazioni furono ingoiate da ideali oscuri e regimi da incubo.
Nonostante il lavoro di molti intellettuali (e dello stesso Gramsci)che furono costretti a elaborare le loro idee in un carcere o peggio.
Dunque, è bene essere prudenti prima di definire disfattista chi descrive una realtà grave.
Pietro
Inviato: 26/8/2008 22:11  Aggiornato: 26/8/2008 22:11
La gioia è sempre rivoluzionaria, lo ripete anche Vasco Rossi, aprendo ogni suo concerto. La cappa di pessimismo è certamente il prodotto di una comunicazione [in primo luogo politica] che ha inteso pescare nel torbido delle paure latenti per rafforzare la propria presa sulle fragili società liquide. I professionisti della sventura sono spesso analisti lucidissimi degli umori delle masse. Negli Stati Uniti lo stratega elettorale della junta petrolmortifera, il mai troppo vituperato Karl Rove. In Italia la destra televisiva che ha plasmato l'immaginario collettivo domestico, almeno dagli anni '80 in avanti, importando la sindrome da insicurezza.

In questa chiave non è possibile limitarsi ad un generico quanto fiducioso volontarismo. Semplicemente non funziona. Altro è fornire elementi di speranza. Ma anche agire la spes contro spem paolina impegna un solido realismo. Non credo che Gramsci fosse semplicemente incline all'ottimismo della volontà. Ed il tema fondamentale è capire quali corde toccare per ricostruire relazioni tra le persone, in luogo di contatti tutti costretti dentro logiche individualistiche. E come farlo dentro paradigmi che privilegiano le spinte appetitive in luogo del discernimento, dell'attesa e della lunga distanza.

Per finire ripropongo la domanda rubrica già posta: a quale periodo della storia italiana [dagli enotri ai sanniti, o più indietro ancora e fino ad oggi] il lettore paragonerebbe la situazione italiana attuale? Cominciare a ricollocare l'esprit du temps per abbozzare una ipotesi di impermeabilità civile all'inciviltà è già un buon inizio. Ed un difficile cimento. E proprio nella chiave che suggerisci ripropongo un post scritto a caldo, il 16 apprile, a risultato elettorale sancito.

http://ethos.ilcannocchiale.it/post/1872174.html
Inviato: 27/8/2008 23:47  Aggiornato: 28/8/2008 8:43
Nella mia lettura del testo citato di Gramsci comprendo: "Certo, tutto va male, e come intellettuale indico criticamente una via d'uscita e lavoro concretamente a creare quelle opere mancanti, necessarie per risolvere i problemi".
Luis Razeto