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eyes wide open : Batman da vampiro a Cristo
di fabiobenincasa , Wed 20 August 2008 8:00
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Quest’estate sta trascorrendo senza vacanza, mentre sono incatenato a una scrivania per motivi di studio. Ho fatto però qualche eccezione per visitare arene e cinema estivi, con molta soddisfazione. Alla fine di luglio è uscito in Italia l’atteso (almeno da chi come me ama i fumetti) “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan. Prima di esclamare cose tipo “un’americanata” è d’uopo che avverta che Christopher Nolan oltreché europeo (è nato e cresciuto in Inghilterra), è un autore raffinato e intellettuale. Anche se non potesse vantare la laurea in letteratura inglese che comunque ha, starebbero lì a provarlo film come Memento (2002) o The Prestige (2006) che sembrano l’opera di un Fellini cupo e leopardiano.

La sfida di Nolan era di notevoli proporzioni: riprendere la saga di Batman, estintasi dopo il flop dei giocattoloni esplosivi di Joel Schumacher, mettere indietro le lancette e far ripartire tutta la storia da zero, facendo dimenticare al pubblico che sui primi due episodi ci aveva messo le mani un autore complesso come Tim Burton. La sfida è riuscita perfettamente, dimostrando ancora una volta che un regista autoriale può permettersi di dirigere un baraccone multimilionario come The Dark Knight (costato 105 milioni di dollari) divertendo il pubblico e continuando a sviluppare la propria poetica.

Se Burton vedeva un Batman dichiaratamente dark e vampirico con un Joker folle e buffonesco come vero e proprio alter ego, Nolan si muove più sulla scia del patto con il diavolo. Il Joker di Heath Ledger è evidentemente uno sociopatico, ma senza troppa psicanalisi. Non fa ridere e non ci prova neppure, giusto un paio di gag fisiche quando è vestito da infermiera. Nolan ha avuto il coraggio di rinunciare non solo al tema del vampirismo (che il costume da pipistrello evoca immediatamente), ma anche alle allusioni sessuali e feticistiche tipiche di Burton. Batman è tendenzialmente asessuato, ma qui lo è anche il Joker, più interessato a tentare la gente a commettere il male che a interessarsi della ragazza di Batman di turno (in questo caso Maggie Gyllenhaal). Il rapporto che lega i due nemici questa volta non è la latente omosessualità o la polarità psicanalitica super-io/inconscio: è la tentazione per il potere, il vecchio rapporto Faust-Mefistofele.

Il Joker scommette di prendere il potere su Gotham tramite il Male, Batman tramite il Bene, incarnato in questo caso nel corpo del probo procuratore Harvey Dent, ché Batman è una figura troppo ambigua per essere del tutto buono. Nessuno dei due vince alla fine e, come dice il Joker, entrambi i contendenti dovrebbero essere rinchiusi in una cella imbottita. Solo che il Joker “deve” perdere, per il bene della società, e per questo Batman è disposto a mentire, a caricarsi del male commesso da altri, per lasciar credere che il defunto procuratore Dent sia stato un eroe. Batman diventa un Cristo che si fa capro espiatorio dei peccati di tutti (compresi dei suoi stessi) per dimostrare drammaticamente che la redenzione può esistere, ma senza essere sicuro che sia vero.

È un ben ambiguo trionfo per il bene di Gotham City. Batman è Bush e il Joker è Bin Laden, ha chiosato qualcuno su un giornale di sinistra. Può anche darsi, ma siete sicuri che sia così semplice?

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Commenti
Inviato: 20/8/2008 12:03  Aggiornato: 20/8/2008 12:03
Concordo in toto e sottoscrivo. E' certamente un film di spessore, che si giova della straordinaria macchina hollywoodiana in grado, grazie alle inserzioni virtuali, di rendere cinema il fumetto. Come da piccoli avremmo desiderato tutti. Come da appasionati adolescenti di epiche gesta avremmo voluto immergerci.

Un film che non cede alla tentazione dello spettacolo pur realizzando spettacolo puro durante tutta la narrazione. Ma lasciando filtrare il dubbio antropologico sulle radici della retta via: "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior".

Anche Gesù uomo allontanò l'amaro calice. Senza rinnegarlo. E lo stesso Batman sembra sussurrare: «Non sia fatta la mia, ma la tua volontà» [Matteo 26,36.42.44]. Per sugellare in un «Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno…» [Luca 23,33] e sibilare infine «Tutto è compiuto…» [Giovanni 19,30].

Ethos
Inviato: 20/8/2008 12:08  Aggiornato: 20/8/2008 12:08
Link in memoria dello strepitoso interprete del Jocker, Heath Ledger.

www.ethos.ilcannocchiale.it/post/1986251.html
Inviato: 20/8/2008 12:31  Aggiornato: 20/8/2008 12:31
Autore: fulmini

Eccellente recensione, a mio modo di considerare il cinema e la sua critica.

Anche se, da un punto di vista linguistico, tradizionale, essendo fatta solo di parole. Cosa voglio dire, Fabio? Semplicemente quello che ci dicevamo l'un l'altro passeggiando, qualche settimana fa, nei dintorni di Campo de' Fiori a Roma: e cioè che questa "rivista di nuovo tipo" che è il sito-rivista consente e domanda la sperimentazione di linguaggi nuovi, più ricchi e più democratici dei linguaggi delle riviste di vecchio tipo (le riviste di carta). Le recensioni dei films, nel sito-rivista, immaginavamo, progettavamo, possono essere fatte non più solo di parole, e di immagini (locandine del film, fotogrammi singoli o serie di fotogrammi), bensì anche aggiungendo - per esempio - scene o sequenze del film (o dei films) in questione - riportandoli da youtube o da altra fonte). La citazione non più solo delle battute e delle inquadrature, ma anche di brani determinati, renderebbe insomma più potente (materialistica) la critica del critico e più libera (democratica) la sua lettura da parte del lettore.

So che con te sto sfondando una porta aperta, Fabio: vogliamo attraversarla insieme questa soglia?

Ancora, congratulazioni per il tuo post odierno.
Inviato: 20/8/2008 20:04  Aggiornato: 20/8/2008 20:04
Dovrei vederlo stasera, in un cinema all'aperto in Sicilia.
Saluti a tutti da una connessione volante dalla costa jonica della Trinacria.
Biz
Inviato: 21/8/2008 0:08  Aggiornato: 21/8/2008 0:08
Autore: Sogni

Ethos ----> Mi fa piacere, anche io sono d'accordo che Heath Ledger ha permesso a Nolan di fare questo film con queste caratteristiche. Direi che questo Batman e' la risposta implicita a Mel Gibson. Da un Gesu' supereroe a un supereroe che pratica l'imitatio Christi.
Inviato: 21/8/2008 0:09  Aggiornato: 21/8/2008 0:09
Autore: Sogni

Fulmini ----> Hai ragione, sfondi una porta aperta, ma restano chiuse tante porte, quella tecnologica e anche quella del copyright. Magari ne discuteremo piu' oltre :)
Inviato: 21/8/2008 0:10  Aggiornato: 21/8/2008 0:10
Autore: Sogni

Biz ----> Beh, come dice Ghezzi: "Buona visione" e buona permanenza laggiu' :)