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colonna sonora : 8 - Donna e musica
di Anonimo , Fri 15 August 2008 10:00
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Qui non interessano le persone ma la musica ovvero quello che fa la musica popolare cioè ciò che la fa adottare all’interno di un gruppo o meglio che ne fa contributo alla cultura. In questo contesto, parlando di musica come memoria o come testimonianza, si potrebbe pensare ai canti del lavoro, spesso semplici accompagnamento ai suoi gesti, o alle canzoni degli emigranti e a mille altri esempi. Il mio ricordo in questo momento vaga e va con emozione ad una splendida testimonianza da un campo di concentramento Die Moorsoldaten (Il canto dei deportati) .
Chi potrebbe, in questo caso, dare più dignità a Arnold Schönberg più che a Luigi Nono più che a Léo Ferré o, al limite, a Captain Beefheart (mi piacerebbe, prima o poi, inserire il suo dissacrante Dachau Blues) o infine all’anonimo? Torniamo alla musica.

Muro con mostra delle copertine dei dischi della cantante Nico, volo di farfalle e una bicicletta appoggiata
“Da dx a sx”: progetto per un scultura grafica di Mario DG

Questa storia sembra diventare in un certo modo un poco omocentrica. Che la donna sia stata lasciata ai margini, o in penombra, è un problema antropologico non musicale. A questo punto cerchiamo di suggerire un contributo prettamente di genere all’interno della musica, ovvero le donne e la musica; diversamente sarebbe difficile una vera identificazione. La voce del “blues classico” è soprattutto donna per quella dorsale che corre prima da Ma Rainey poi da Bessie Smith e in seguito da Billie Holliday ed Ella fitzgerald. Come abbiamo avuto modo di accennare a spingere a salire sul palco Dylan, e ad accompagnarlo nei suoi primi passi, quando ancora si muoveva sulla scena del Newport Folk Festival, è stata Joan Baez. Quella che ha cantato al mondo We shall overcome, il vero inno delle proteste contro la guerra nel Vietnam, è stata lei.
Diciamo ancora anni sessanta: un gruppo si forma negli Stati Uniti d'America, nella seconda metà di quel decennio, dall'incontro fra l'allora studente universitario Lou Reed e John Cale, giovane musicista d'avanguardia allievo di La Monte Young, che nel gruppo suonerà la viola e il basso. Il primo disco che incidono è The Velvet Underground & Nico dove, appunto, canta anche quella Nico (pseudonimo di Christa Päffgen), modella, cantante e attrice cinematografica e teatrale di origine europea ma naturalizzata statunitense. La data ed il luogo esatti della sua nascita sono controversi. Secondo alcuni nacque a Colonia, in Germania; secondo altri a Budapest (Ungheria). Secondo molti nata il 16 ottobre 1938, secondo altri il 15 marzo 1943 - morta il 18 luglio 1988 (questo sembra certo).
Lei ha fatto cose buone come solista o con altri e comunque da una qualche parte valeva la pena di cominciare per ricordare. Qui la ascoltiamo in una canzone fin troppo nota: Sunday morning, famosa incisione di quel 1967, appunto con i Velvet Underground tenuti a battesimo da Andy Warhol che disegna anche la copertina di quel loro primo disco omonimo. Forse il riascoltarla non mi provoca più le stesse sensazioni di una prima volta ma è sempre piacevole come uno zucchero filato.



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Commenti
Inviato: 15/8/2008 11:37  Aggiornato: 15/8/2008 11:37
Autore: fulmini

Interessante. A dire il vero, più dello zucchero filato, a me ricorda le pistole ad acqua, trasparenti e colorate, alla Festa di Santa Maria di Portosalvo di Siderno. Non le usavo più da qualche anno, nel Sessantasette, e ne avevo già nostalgia. "Si ha nostalgia anche del dolore" - dice Sofocle.

Una prossima volta ci farai sentire "Gracias a la vida' di Violeta Parra e dirai quattro parole illuminanti su quel miracolo di composizione e di esecuzione, vero, Mario?
Inviato: 15/8/2008 12:06  Aggiornato: 15/8/2008 12:06
Direi proprio di no. Non in queste pagine. Non in tempi brevi. Sai che ho grossomodo tracciato da subito le prime quaranta Colonne e il pezzo non vi è compreso, e non sono solito variare in corsa senza buoni motivi. Il pezzo non era compreso ne nella versione della Parra, ne in quella della Baez, ne in altre. La prossima volta sarà quello che a mio avviso è un gran pezzo di un pezzo di storia della musica leggera al femminile.
Inviato: 17/8/2008 11:48  Aggiornato: 17/8/2008 11:48
Autore: ioJulia

Forse lo hai letto tra le mie preferite c'è Nina Simone.. Come interprete di tutti i generi in cui ha spaziato, come pianista e anche come scrittrice e attivista per i diritti civili.
Ma oggi ne ho scelta un'altra....

Finalmente leggo qualcosa del pezzo sul quale ci siamo incrociati..
Buona domenica
Julia
Inviato: 17/8/2008 19:50  Aggiornato: 17/8/2008 19:50
La scelta dei nomi e il calendario, invero tutto, è stato programmato e scritto tempo fa. L'incrocio è stato (forse) casuale. Il nome fatto dall'amico fulmini è comunque un nome su cui andare. Violeta è da ascoltare anche se non fa parte del discorso che sto tentando di svolgere. Anche le prossime due "colonne" parleranno di donne ma ne senti spesso parlare anche da me. Ciao. Mario