Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

il legame : Baiser - Bacio
di venises , Mon 11 August 2008 9:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Eternal Spring di Rodin



Racines

Trop lointaine pour être ma ville
et trop unique pour ne pas l'être.
Tu es la lumière dans mes yeux,
la force dans mes mains,
le courage de vivre.
Tu es la vie que je ne peux pas avoir
et dont je ne sais pas me passer.
Tu es mon mieux
que je ne savais pas d'être.
Tu es le fil rouge de ma dignité,
le premier et le dernier soupir ;
chaque souffle c'est toi,
la chaleur des mes caresses,
le sourire de ma joie.
Ton visage,
la couleur de mes rêves.

Alessandro

Quadro Il Bacio di Hayez



Sensualité

Alessandro,
C’est, je crois, lorsque j’ai senti ma peau réagir aux rayons du soleil traversant la fenêtre, lorsque ce frémissement de ma peau m’a porté à penser à toi, à toi seulement, à toi évidemment, que j’ai souri à la pensée de l’intrusion du désir et de la sensualité dans ma vie. Intrusion par celui-là même qui représentait à mes yeux l’intellect pur, le parachèvement de la réflexion.
Avais-je oublié, ai-je jamais su, que ce n’était qu’une seule et même chose ?
Je peux même en sourire désormais. Plus de lutte, parfois encore de l’incrédulité mais surtout une merveilleuse découverte.
Et c’est mon corps qui a raisonné mon esprit ! Mon corps qui, bien avant que mon esprit ne cède, a donné sa confiance, a nourri en lui ce désir de toi, l’envie persistante de ton contact.
Avais-je vraiment cela en moi avant toi ? Comment ai-je pu traverser toute cette vie sans en sentir l’appel?

Lucie


Radici

Troppo lontana per essere la mia città
E troppo unica per non esserlo.
Sei la luce nei miei occhi,
La forza nelle mie mani,
Il coraggio di vivere.
Sei la vita che non posso avere
E di cui non so fare a meno.
Sei il meglio di me
Che non sapevo d’essere.
Sei il filo rosso della mia dignità,
il primo e l’ultimo sospiro,
ogni respiro sei tu,
il calore delle mie carezze,
il sorriso della mia gioia.
Il tuo viso,
il colore dei miei sogni.

Alessandro
Sensualità

Alessandro,
è stato, credo, quando ho sentito la mia pelle sussultare ai raggi del sole che attraversavano la finestra, quando il brivido della pelle m’ha portato a pensare a te, a te solamente, a te inevitabilmente, che ho sorriso al pensiero dell’intrusione del desiderio e della sensualità nella mia vita. Un’intrusione proprio di colui che rappresentava ai miei occhi l’intelletto puro, il compimento della riflessione.
Si, ne posso persino sorridere ormai. Nemmeno più una lotta ormai, solo dell’incredulità talora ma soprattutto una meravigliosa scoperta.
Ed è il corpo che ha fatto ragionare lo spirito!
Il mio corpo che, ben prima che lo spirito cedesse, ti ha donato la sua fiducia, ha nutrito in sé questo desiderio di te, la persistente voglia del tuo contatto.
C’era tutto questo in me prima di te?
Come ho potuto attraversare tutta quest’esistenza senza sentirne il richiamo?

Lucie


Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 13/8/2008 23:32  Aggiornato: 13/8/2008 23:32
Autore: fulmini

Torno straziato da un breve viaggio nel Salento ed in Epiro. Accompagnato da due deliziose donne, rosa-e-bocciolo. Straziato dal fatto che i salentini e gli epiroti non sanno più quale sia il loro "passato reale" (come scrivevo nel saggio 'Oltre Marx'), tantomeno tenere insieme il prima e il poi (pazzi come l'Agamennone omerico) e mi trovo davanti come un creto di fulmini questo pezzo d'amore gratuito, erratico, mitico, fatto della stessa materia di cui sono fatti gli incubi.

Meglio esser nati - per viaggiare con donne assolute e leggere testi tremendi.
Inviato: 16/8/2008 11:02  Aggiornato: 16/8/2008 11:02
Autore: AlfaZita

Scritte a lume di candela le tue
lettere arrivate a cavallo
richiamo d’attesa

dove l’occhio indiscreto non batte
ed il rossore pudico trasale nell’inchiostro
-pennino che vola- pender dal trotto

anche per tutta la vita.
Inviato: 24/8/2008 17:57  Aggiornato: 24/8/2008 17:57
Autore: Rosa

Ciò mi ricorda un po' "Ventiquattr'ore della vita di una donna" di S. Zweig.
Un bellissimo passaggio dove non può fare diversamente che guardare il
viso dell'uomo le cui mani le hanno dato un'emozione cosí viva.
Emozione dimenticata da molto, certezza che non la proverebbe mai più.