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briciole musicali : Liszt: Variazioni sulla ‘Trota’ di Schubert
di venises , Fri 21 December 2007 12:00
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Franz Liszt, ungherese, è stato innanzitutto un virtuoso del pianoforte, passato alla storia per essere forse il più grande pianista di tutti i tempi (una leggenda vuole che il concerto di un dodicenne Liszt abbia impressionato smisuratamente Beethoven). Eppure è stato anche: un benefattore delle vittime di disastri; un mecenate e sponsor di altri compositori (Wagner, che sposò una delle sue figlie, e Berlioz); un teorico della musica e dell’arte più in generale; un grande insegnante di pianoforte (che dava lezioni gratis agli allievi più dotati); colui che ha rivoluzionato l’insegnamento del pianoforte; l’inventore di forme musicali quali il poema sinfonico e il piano recital.

Alcuni estratti dalla sua vita: giovanissimo s’innamora di una sua allieva di piano, figlia di un conte, gli viene impedito di sposarla e cade in depressione smettendo di studiare pianoforte. Ne uscirà solo grazie alla rivolta studentesca ed operaia di Parigi, dispiegatasi sotto le sue finestre, contro il tentativo di Carlo X di restaurare la monarchia assoluta in Francia; nelle parole della madre: “l’hanno curato le pistole”. Convivrà, in periodi successivi della propria vita, con due donne, senza sposarle. Gli sarà impedito di sposare la seconda mentre la coppia, sull’altare, è in procinto di pronunciare il giuramento. Più tardi si farà frate francescano.
Ha scritto innumerevoli variazioni ed elaborazioni su temi altrui, particolarmente Schubert e Paganini (nel 1832 assistette ad un concerto di Paganini e ne fu così impressionato da proporsi di diventare, al pianoforte, ciò che Paganni era al violino). Il brano che state ascoltando consiste in una serie di variazioni al pianoforte sul tema del quarto movimento del quintetto D667 “La Trota” di Franz Schubert.
A questo punto vorrei che notaste che il quarto movimento originale di Schubert contiene già delle variazioni su questo stesso tema. Così, inevitabilmente, questo brano finisce col propiziare la formulazione di un piccolo interrogativo: perché un compositore che voglia scrivere delle variazioni su un tema altrui sceglie proprio un tema su cui già altri hanno scritto delle variazioni (magari persino l’autore stesso)? Perché proprio un tema già battuto, già esplorato? (Ricorderete che è questo pure il caso di Rachmaninov con la sua Fantasia su un tema di Paganini). È perché evidentemente il tema si presta ad essere elaborato in mille modi? O invece è una sfida? È forse per pigrizia? O è per misurarsi? E con chi, con cosa? C’è una qualche logica dietro una simile scelta o è semplicemente frutto del caso? Alcuni motivi sono forse semplicemente più popolari di altri? E la risposta, è la stessa per tutti i compositori?
Brahms (facciamo una breve digressione a rischio di aggrovigliare ulteriormente la matassa), che era troppo grande per riuscire a comporre musica sinfonica, oppresso com’era dalla consapevolezza dell’ineguagliabile grandezza di Beethoven, finalmente si sblocca scrivendo le “Variazioni su un tema di Joseph Haydn”, un tema stavolta praticamente sconosciuto (e da lui riscoperto casualmente – era collezionista di spartiti originali).
Qual è la vostra risposta?
Mentre la cercate, eccovi quella del Franz Liszt creatore: “Persisto con calma nel restare ostinatamente nel mio angolo e lavoro solamente per diventare sempre più incompreso”.




Franz Ferenc Liszt (1811-1886): Variazioni per pianoforte sul tema de “La Trota” di Schubert.

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Commenti
Inviato: 4/10/2010 20:20  Aggiornato: 4/10/2010 20:20
Secondo me il soggetto del Lied è banale perchè è un semplice pesce, però a parte il soggetto è molto espressivo si può ,infatti, capire una certe felicità nel compositore dato che il brano è molto allegro e spensierato. Mi è piaciuta molto perchè appena l'ho sentita ho dimenticato tutte le altre cose e ho ascoltato con attenzione la melodia... E' una scacciapensieri!