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agathotopia : Un'estate ad Andora
di unviaggiatore , Mon 7 July 2008 8:00
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Giuseppe e Elisabetta passavano tutte le estati al mare, i loro genitori avevano una casa per le vacanze ad Andora. Torinesi, si erano conosciuti al liceo Gioberti, non si erano più lasciati e ora frequentavano la stessa università.

Elisabetta di solito arrivava al mare prima di lui, quella volta Giuseppe era arrivato qualche giorno prima del solito, aveva trovato Elisabetta in discoteca con un altro ragazzo, era rimasto a osservarli senza farsi vedere, li aveva seguiti fino a che lei era tornata a casa, ora era curioso di vedere la reazione della sua ragazza il giorno dopo di fronte al suo arrivo inaspettato, almeno così mi disse. Non so cosa sia successo quel giorno, so che fu deluso dal comportamento di Elisabetta: - Ha cercato di farmela sotto il naso – A lei non disse niente, dava l'impressione del gatto che gioca con il topo prima di dare la zampata, sembrava spavaldo, quasi disinteressato. Continuava a venire tutti i giorni al bar dove lavoravo ma non andava più in spiaggia, non sopportava le persone che lo osservavano quando era con Elisabetta, parlottavano e fissandoli ridevano.
Non ho più lavorato in quel posto ma ho continuato, per anni, ad andare a Andora con Maria, loro non erano più tornati.
Giuseppe l'ho rivisto per caso qualche anno dopo a Torino, non stava più con Elisabetta, lo disse subito per far intendere che lui non era certo il tipo che soffriva per una ragazza
− Non ci penso più -
− Hai un'altra ragazza? -
− Io? Scherzi? Esco solo con ragazze che hanno voglia di divertirsi senza tanti problemi -
− Pensi che tutte le ragazze siano uguali? -
Abbassò lo sguardo, rimase per un po' in silenzio.
- No, non è questo, non sono uno stupido... è che... non riuscirei a fare l'amore con una ragazza innamorata di me, una ragazza che mi ama, non potrei fare l'amore con lei chiudendo gli occhi immaginando di essere con Elisabetta. Non sarebbe leale, sarebbe una cosa squallida... ci penso ancora ma mi passerà, ci penso sempre meno.


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Commenti
Inviato: 7/7/2008 8:45  Aggiornato: 7/7/2008 8:45
Autore: fulmini

Ad un critico letterario che definisse questo racconto "minimalista", io replicherei che è anche "massimalista". L'autore fa tutto con niente, è vero, ma il suo protagonista vuole o tutto o niente.