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Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

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racconti di poche parole : Storia di due
di fulmini , Wed 17 September 2014 4:00
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Ho pubblicato nei giorni scorsi sulla mia pagina Facebook la storia a puntate dell’incontro tra Alexandra e me. Immaginando che qualche visitatore e visitatrice del sito-rivista estranei a FB siano interessati a conoscerla, la ripubblico qui. (Nota. Gli interlocutori in gioco sono i miei ‘amici FB’ – formalmente quasi quattromila, effettivamente, cioè nel concreto di reciproci rapporti di scrittura e lettura, un centinaio.)

1. Verso la metà degli anni Cinquanta, Alexandra viveva a Cipro, Pasquale viveva in Italia. Ma, secondo voi, erano destinati ad incontrarsi, questi due?

Alexandra nel 1957


Pasquale nel 1957


2. Come dicevo e mostravo ieri, Alexandra ed io eravamo destinati a incontrarci. E infatti ci siamo incontrati. Ma questa felicissima foto che state vedendo (scattata da Giuliano Cabrini a Civitavecchia nel 1968) non testimonia il nostro primo incontro, che avvenne ben due anni prima. Era un pomeriggio, ricordo come fosse domani, era domenica.

Alexandra e Pasquale nel 1968


3. Era la primavera del 1966, vivevo a Roma, alla Casa dello Studente di via De Lollis. Studiavo Architettura. I miei amici sidernesi studiavano Economia, ed erano tutti innamorati di una cipriota. Nelle pause dello studio (in media, tutti, 10 ore al giorno lezioni escluse – per mantenere la borsa di studio ci serviva come il pane una media del 30) mi riempivano la testa di questa donna irraggiungibile che non li prendeva in considerazione.

Nella foto, scattata da uno di noi, Franco Tutino ed io nel giardino della Casa dello Studente.
Franco Tutino ed io nel 1966


4. Ed ecco, arriva quel pomeriggio di una domenica del 1966. I miei amici innamorati persi di Alexandra ed io camminiamo lungo un viale deserto che sfocia in Piazza Esedra. Dal fondo vedo avanzare una giovane donna con una scarpa in mano e l’altra al piede, ma non zoppica, non si muove goffamente, è leggera e piena di grazia. Continuo a camminare ma non sento la terra sotto i piedi, tutto intorno a me svapora – poi sento un brusio. Mi giro a guardare gli amici, che parlottano fissandola incantati. “Chi è - la conoscete?” Risposta corale: “È lei.”

Eccola, Alexandra, in una foto che ho scattato qualche mese dopo, all’Isola Tiberina – io e lei da soli.
Alexandra nel 1966


5. Il giorno dopo, col numero estorto a uno dei miei amici e suoi compagni di Facoltà, le telefono –. “Alexandra? Sono io…” “Io chi?..”
Un lungo imbarazzo da parte mia – due secondi almeno – non mi ha riconosciuto? – che supero invitandola a fare una passeggiata, quando vuole, anche il giorno seguente… Una lunga pausa da parte sua – altri due infiniti secondi – e… dice di sì.
Così ci incontriamo da soli, ci guardiamo negli occhi, ci ascoltiamo nelle domande, mi riconosce. Per fortuna. Su questo riconoscimento ho basato tutta la mia vita. Perché io l’aspettavo e la sognavo, Alexandra, la conoscevo già – per questo l’avevo riconosciuta. (Grazie, Platone)

Ecco una foto che le ho fatto sulla nave che ci portava a Cipro, l’anno dopo – andavo a chiedere la sua mano, a 19 anni, ai suoi genitori.
Alexandra nel 1967


Pasquale Misuraca

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lo spacco : Installazione 2014 di Umit Inatci
di umit , Tue 16 September 2014 4:00
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opera di Umit Inatci


opera di Umit Inatci


opera di Umit Inatci


opera di Umit Inatci


opera di Umit Inatci



opera di Umit Inatci


opera di Umit Inatci


opera di Umit Inatci


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briciole musicali : A-ritme-tica
di fulmini , Mon 15 September 2014 4:00
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La matematica dei ritmi


Il percussionista Clayton Cameron scompone diversi generi musicali ,dall'R&B al Latino fino al pop, nei loro ritmi. Un discorso che dimostra che l'hip hop e il jazz contano sulla matematica.

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agathotopia : Minima Moralia (3)
di unviaggiatore , Sun 14 September 2014 4:00
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Annoiarsi è una cosa colpevole come è colpevole la rassegnazione.

Lucio amava raccontare storie, raccontare era la sua principale attività.
Inventava sempre storie nuove, era un piacere ascoltarlo, era un fine dicitore. Non era un buon scrittore.
Improvvisamente diventò muto, il sole era tramontato per sempre. La noia. Comunicare era importante per lui, come poteva continuare a comunicare senza l'uso della voce? Cominciò a fare fotografie, con la fotografia riusciva a dire cose che non avrebbe mai saputo scrivere. Il sole sorgeva ancora, quella mattina un'alba meravigliosa.

Antonio era un buon fotografo, le sue fotografie dicevano molto.
Perse la vista, diventò un maestro nell'arte oratoria.

Giuliano cabrini

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briciole musicali : Invito alla Musica
di venises , Sat 13 September 2014 3:00
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Si, lo sappiamo, state per dire che voi - ve ne rincresce tanto - ma Carl Maria von Weber proprio non lo conoscete (con l'eccezione della sua musica per clarinetto, naturalmente).
E invece certamente vi sbagliate.
Vediamo se riconoscete questo passaggio (mai dire mai!).




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