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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 11
di fulmini , Wed 24 January 2018 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
www.luisrazeto.net
www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L'indebitamento.
7. Lo statalismo
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 11. L'ideologismo.
------------------------------

Nella civiltà moderna le 'scienze sociali' sono complementari alle 'ideologie'. Entrambe, articolate e socialmente interagenti, costituiscono il pilastro cognitivo che sostiene l'economia, la politica e la cultura moderne.
L'economia, la sociologia, la scienza politica e amministrativa, la scienza del diritto e la psicologia, sono gli strumenti di conoscenza che impiega la classe dirigente - politica, burocratica e imprenditoriale - per organizzare l'ordine sociale e per governare, dirigere e controllare la vita collettiva.
Le ideologie costituiscono i sistemi di pensiero messi a disposizione delle classi e dei gruppi subordinati - gli elettori, i contribuenti, gli operai e gli impiegati - affinché questi si orientino e agiscano conformemente agli obiettivi dei dirigenti e dei governanti.


Come sono fatte le ideologie?

Ogni ideologia pretende di offrire una visione complessiva della società e della storia. In questo senso, le ideologie sono concezioni totalizzanti.
Per dare una visione 'integrale' o totalizzante della società e della storia, le ideologie semplificano la realtà, riducendola a poche variabili o a poche forze o dinamiche di base.
Le ideologie concepiscono la realtà in base a pochi concetti ed a idee molto generali, che sono presentate con un linguaggio semplice e mirato al livello di comprensione delle grandi masse sociali.


Rappresentazione di una ideologia.

Charlie Chaplin, Il grande dittatore, 1940 - 3 minuti 43 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=YqyQfjDScjU&index=19&list=RD0_wKgVeN6FQ


Quali sono le principali ideologie moderne?

Il liberalismo. E' l'ideologia che organizza il consenso politico intorno al 'modello' economico capitalista (industrialista e consumista) e allo Stato e ai partiti di 'destra', che postulano la libertà individuale e la proprietà privata come fondamenti dell'ordine sociale. La versione attuale di questa ideologia è conosciuta come 'neo- liberismo'.

Il marxismo. E' l'ideologia che organizza il consenso politico intorno a un progetto di società comunista (statalista e centralizzata), che postula l'uguaglianza sociale, la proprietà statale e la pianificazione economica centralizzata come fondamenti di un nuovo sistema sociale. Il marxismo si è suddiviso in varie correnti, dando luogo a diverse politiche socialiste e comuniste.

La social-democrazia. E' un'ideologia che cerca il consenso politico intorno a un progetto definito come riformista e orientato verso un 'socialismo democratico'. Postula una economia mista, che conserva un ampio settore di economia capitalista e di proprietà privata, ma fortemente regolata, con una grande partecipazione dello Stato e un sistema di protezione sociale finanziato con imposte elevate.

Il cristianesimo sociale. E' una ideologia che cerca l'integrazione attiva dei cristiani, specialmente i cattolici, nella vita politica e statale moderna. Cerca di organizzare il consenso intorno a una 'dottrina sociale' che postula un equilibrio tra i valori di libertà ed equità, e tra i diritti individuali, comunitari e sociali.


Rappresentazione di una ideologia.

vignetta

Quino, Quadrati.


Come agiscono le ideologie?

In ogni Stato e sistema politico si sostiene che i portatori legittimi delle ideologie sono i partiti politici che le adottano come proprio pensiero o dottrina ufficiale. L'interpretazione 'corretta' di un'ideologia è di pertinenza del gruppo dirigente del partito che l'assume.
Quando in un medesimo sistema politico più partiti adottano un'ideologia, tra di loro si disputano la 'ortodossia' o la 'corretta' interpretazione di questa ideologia.
Le ideologie pretendono l'adesione passiva dei grandi gruppi e classi sociali, aspettandosi che 'credano' in esse e che siano adottate così come sono presentate, senza criticarle o modificarle. Per questo ogni ideologia è presentata come l'espressione di 'verità' teoriche, dalle quali derivano i programmi e le strategie politiche considerate 'corrette'.


Perché le ideologie sono entrate in crisi?

Tutte le ideologie politiche che hanno accompagnato la vita degli Stati e dei partiti politici nelle società moderne sono entrate in una crisi profonda.
La crisi delle ideologie si manifesta nella loro crescente incapacità di catturare la fede e l'adesione delle moltitudini, che si rendono conto del fatto che le ideologie non offrono risposte convincenti ai problemi della crisi organica della società moderna. Inoltre, oggi i cittadini hanno accesso a molteplici fonti di informazione, e non accettano concezioni unilaterali e totalizzanti come sono le ideologie.
La crisi delle ideologie è concomitante alla crisi delle scienze sociali, e ambedue sono parte della crisi dei partiti, della politica e degli Stati moderni.

---

L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1


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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 10
di fulmini , Tue 23 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
www.luisrazeto.net
www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L'indebitamento.
7. Lo statalismo
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 10. Lo scientismo.
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La civiltà moderna è sorta da una trasformazione radicale delle forme di conoscenza che avevano prevalso nelle civiltà precedenti. Le antiche concezioni filosofiche e religiose su cui si sosteneva la civiltà medievale sperimentarono una grande crisi, mentre sorgevano altre concezioni del mondo e nuove forme di conoscenza, che assunsero il nome di 'scienze positive'.
Queste nuove concezioni e conoscenze scientifiche si fondavano sull'esperienza empirica, sulla quantificazione matematica, sui metodi analitici e induttivi, e sulla verifica sperimentale.
Queste scienze portarono a una concezione naturalista, materialista e positivista della realtà, che ha dominato il corso di tutta la civiltà moderna.


Le scienze sociali adottarono il modello delle scienze naturali.

Le 'scienze positive' ebbero grandi successi nella conoscenza della natura, e consentirono che gli esseri umani conquistassero il controllo di numerosi fenomeni e processi fisici, chimici e biologici.
L'applicazione della conoscenza scientifica alla produzione materiale diede origine alla rivoluzione industriale, e ha costituito la base dell'industrialismo e della crescita economica moderna.
Il successo delle scienze positive nella conoscenza e nel dominio dei fenomeni fisici, chimici e biologici, ha spinto ad applicare la medesima forma positivista di conoscenza ai processi umani: economici, sociali, politici, culturali.


L'applicazione dello scientismo in fabbrica.

Charlie Chaplin, Tempi Moderni, 1936 - 3 minuti 12 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=vahUYmryb04


Scienziati e opinionisti.

La conoscenza scientifica della materia e della natura si è andata perfezionando costantememente, e la fisica, la chimica, e la biologia, con le discipline derivate, godono di gran prestigio e offrono una conoscenza ampia e rigorosa dei propri campi di ricerca. Esse continuano a crescere, arricchendo e ampliando i propri metodi e i propri concetti. I ricercatori di queste scienze sono riconosciuti come scienziati autentici.
Nel campo umano e storico lo scientismo positivista non è mai giunto a consolidare vere scienze. I cultori della scienza politica, della sociologia, dell'economia, della psicologia e delle altre scienze umane, divisi in moltissime scuole di pensiero differenti, somigliano sempre meno a scienziati e sempre più a opinionisti.


Le scienze sociali come strumento del controllo sociale.

Le scienze sociali si misero al servizio dello Stato e del capitalismo. Fino a a pochi decenni fa sono state sufficientemente efficaci nel fornire gli strumenti che sono serviti a governanti e dirigenti per mantenere l'ordine sociale, il funzionamento delle istituzioni stabilite e il controllo dei cittadini.
Nella loro immensa maggioranza, gli scienziati sociali si sono subordinati alla classe politica ed ai gestori dell'economia. Hanno perfezionato gli strumenti di controllo sociale, insegnando alla 'classe politica' e alla 'classe burocratica' come combinare l'impiego della forza e l'abilità del discorso, per ottenere la subordinazione e il conformismo delle masse.


Isterilimento e crisi delle scienze sociali.

Le scienze sociali moderne stanno perdendo rapidamente utilità, nel contesto della crisi organica della civiltà moderna.
La scienza politica, la sociologia, l'economia, la psicologia e le altre scienze sociali, hanno perso la capacità di diagnosticare la realtà storica e i problemi che scuotono la società: e ancora più grave di ciò, non sono in condizione di offrire progetti, programmi e proposte convincenti, di fronte all'aggravamento, la moltiplicazione e l'acutizzazione delle sfide ambientali, economiche, sociali, politiche, culturali e psicologiche contemporanee.


Una fotografia della crisi.

madre e figlio in un bar

Roma, 2008.


La differenza fondamentale.

Lo 'scientismo' non ha raggiunto il carattere delle autentiche scienze, nel campo dei processi umani e storico-sociali, perché ha sofferto un insieme di difetti e di insufficienze che con il tempo si sono accentuate, divenendo evidenti.
Ciò è conseguenza del fatto che le forme e le strutture della conoscenza valide nel campo dei fenomeni naturali e materiali, non lo sono quando si applicano all'ambito dei processi umani e storico-sociali.
La ragione di fondo è questa: i processi della materia e della natura sono automatici e sono determinati da leggi obiettive e costanti. I processi umani e storico-sociali implicano la soggettività, la coscienza e la libertà degli individui e dei gruppi.


Difetti e limiti dello scientismo positivista - 1

Possiamo individuare un insieme di difetti e limiti delle scienze sociali moderne, che si sono venuti accentuando:

• Poste al servizio dello Stato, dei partiti e della burocrazia, si sono istituzionalizzate, perdendo autonomia e capacità di autocritica e rinnovamento.
• Seguendo il 'modello' delle scienze naturali, hanno 'cosificato' la realtà umana e sociale, impedendo di vedere le potenzialità creative e trasformatrici delle persone e delle organizzazioni.


Difetti e limiti dello scientismo positivista - 2

• Seguendo la tendenza alla professionalizzazione e alla specializzazione, si sono suddivise e frammentate in molteplici discipline sconnesse, perdendo la capacità di comprendere l'integrazione dei processi storico-sociali.
• Poste al servizio dello statalismo e del capitalismo, dell'industrialismo e del consumismo, si sono concentrate nella quantificazione delle varianti misurabili e controllabili, trascurando la comprensione dei processi storico-sociali.


Difetti e limiti dello scientismo positivista - 3

• Dipendenti dagli incarichi ricevuti dai governi e dalle imprese, si sono dedicate allo studio dell''opinione pubblica' e degli stati d'animo dei consumatori e delle masse, senza interessarsi all'individuazione e al potenziamento delle possibilità di trasformazione storica.
• E' evidente che le scienze sociali moderne, funzionali alla vecchia civiltà moderna, non servono per pensare e guidare la traversata verso una nuova civiltà. La crisi e il deterioramento dello 'scientismo positivista' fa sorgere il bisogno di nuove forme e strutture della conoscenza.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1


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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 9
di fulmini , Mon 22 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
www.luisrazeto.net
www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L'indebitamento.
7. Lo statalismo
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 9. La burocrazia.
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Quando si parla di Stato moderno e del sistema politico che lo sostiene, si è soliti considerarlo come sistema 'democratico rappresentativo'.
Ma in realtà la rappresentanza democratica, realizzata attraverso i partiti politici e le elezioni dei governanti, è soltanto una delle due facce del sistema politico e dello Stato moderno.
L'altra faccia, senza la quale lo Stato moderno non potrebbe sostenersi e funzionare, è la burocrazia. Di fatto, il sistema politico dello Stato moderno è un regime rappresentativo-burocratico.


Chi compone la burocrazia?

Fanno parte della burocrazia dello Stato tutti i funzionari civili e militari che svolgono compiti di programmazione, amministrazione, esecuzione e controllo dei processi e delle attività che si realizzano nelle diverse istituzioni e organi permanenti dello Stato, nei suoi vari livelli e suddivisioni territoriali.
Le burocrazie sono costituite dal personale permanente dello Stato che non è sottomesso a elezioni, né a controllo da parte dei cittadini.
I burocrati non sono eletti dai cittadini, ma in alcuni casi sono nominati dai governanti, in altri si riproducono all'interno degli stessi organi che gestiscono.


Rappresentazione della burocrazia negli anni Sessanta del Novecento.

(Sequenza da film) Jacques Tati, Playtime, 1967 - 3 minuti 40 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=LjDNfK99Pec&t=6s


La burocrazia come 'classe governativa'.

Ciò che legittima i burocrati nell'esercizio delle loro funzioni di governo sono le competenze professionali e tecniche che mostrano di avere, e la loro efficacia nel compimento delle funzioni di amministrazione e controllo.
I burocrati compongono una categoria professionale, che acquisisce addirittura alcune caratteristiche proprie delle caste. Dato il suo gran compito e il potere di cui dispone, la burocrazia si costituisce come una vera classe sociale governativa, che coltiva i propri interessi corporativi.
La 'classe burocratica' è distinta dalla 'classe politica'; però con quella mantiene stretti legami, e ambedue formano parte del governo degli Stati moderni.


Un potere 'armato' e legalizzato, provvisto di strumenti di punizione.

I burocrati, come i politici, si presentano ai cittadini come dotati di 'autorità'. Ambedue sono parte dei gruppi dirigenti e governanti della società. I cittadini 'devono loro' obbedienza.
Il 'potere' della burocrazia si legittima attraverso il suo 'sapere' e le sue capacità professionali e tecniche. E' un potere istituzionalizzato, un potere 'armato', provvisto di strumenti e attribuzioni legali per punire e sanzionare i cittadini.
I cittadini 'temono' la burocrazia, ma accettano e riconoscono la sua autorità nella misura in cui si mostra capace di risolvere i problemi della collettività.


Forse anche la burocrazia è in crisi?

La burocrazia entra in crisi quando mostra di non essere in condizione di risolvere i problemi della collettività, che di conseguenza si acutizzano e si aggravano.
La burocrazia giudiziaria e di polizia entra in crisi quando non riesce a contenere la delinquenza ed a controllare i conflitti civili e penali.
La burocrazia civile che esercita l'amministrazione dei diversi organi dello Stato entra in crisi quando perde la capacità di pianificare, eseguire e controllare i processi economici, sociali e culturali dei quali è responsabile.


Sottomessi alla burocrazia fin da piccoli.

maestre e scolari
Roma, Professoresse e allieve - 2010.


Costi crescenti della burocrazia.

Quando i problemi della collettività - i diversi tipi di problemi che richiedono l'intervento della burocrazia - crescono, si acuiscono e si aggravano, la reazione naturale della burocrazia è di aumentare la quantità dei funzionari impiegati, e di provvedersi di nuovi mezzi e strumenti per esercitare le proprie funzioni.
In modo complementare, la burocrazia esige che siano aumentate le proprie attribuzioni legali, per esercitare il controllo e sanzionare coloro che generano i problemi.
Così, le burocrazie manifestano una tendenza naturale a crescere, in compiti, in funzioni, e in costi.


Maggiori costi + minori prestazioni = crisi della burocrazia.

La burocrazia 'pesa' sempre più alla società e ai cittadini, divenendo un carico ogni volta più difficile da sopportare.
La situazione diventa insostenibile quando, nonostante la crescita della burocrazia e dei suoi costi per la società, i problemi che deve affrontare e risolvere non si risolvono ma si accentuano.
E' ciò che stiamo vivendo attualmente in moltissimi Stati moderni. E' la crisi della burocrazia, che insieme alla crisi dei partiti politici e dello Stato, preannunciano il crollo del pilastro politico della civiltà moderna.


La burocrazia non sa risolvere la propria crisi.

Quando la burocrazia entra in crisi, diminuisce la sua capacità di controllare i cittadini e di imporre soluzioni ai problemi collettivi. Di conseguenza i cittadini cominciano a non rispettarla ed a non riconoscere la sua 'autorità'.
La causa di questa crisi - che è anche all'origine della crisi della politica e dell'economia - è molto profonda, e non può essere risolta nel campo della politica moderna né dello Stato.
In effetti, la crisi della burocrazia è causata dalla incapacità di risolvere i problemi economici, politici e culturali, e ciò deriva dal non disporre della conoscenza capace di comprendere i problemi della crisi organica della civiltà moderna, e di non saper progettare il suo superamento.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 8
di fulmini , Sun 21 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
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Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

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Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L'indebitamento.
7. Lo statalismo
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.


Capitolo 8. Il partitismo.
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Nella civiltà moderna, i partiti politici sono incaricati di stabilire e consolidare i rapporti tra governanti e governati, tra dirigenti e diretti.
Nei partiti si formano e si selezionano i cittadini che arriveranno a esercitare gli incarichi di governo, ai diversi livelli di organizzazione dello Stato.
A loro volta, i partiti sono lo strumento mediante il quale i governanti e i dirigenti organizzano l'appoggio e il consenso dei cittadini, e il conformismo delle masse.


I partiti come organi dello Stato.

Per svolgere queste funzioni politiche, i partiti adottano al loro interno forme e strutture similari a quelle dello Stato, con le medesime o corrispondenti organizzazioni territoriali e funzionali.
Ma ciascun partito non lo fa rispetto alla società intera, come lo Stato, bensì in funzione di quei gruppi o settori della società che si propone di dirigere.
Affinché lo Stato e i partiti che lo costituiscono ottengano l'indispensabile adesione dei cittadini - che garantisce la loro governabilità - i partiti riproducono in se stessi la distinzione e separazione tra dirigenti e diretti, tra governanti e governati.
In ogni partito pochi governano e dirigono e molti sono governati e diretti.


Rappresentazione dei governati.

Mentre si formano, agli inizi del Novecento, gli Stati autoritari, alcuni artisti del cinema ne anticipano gli esiti estremi.
(Sequenza di film) Fritz Lang, Metropolis, 1927 - 1 minuto 57 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=on2H8Qt5fgA


I partiti e la democrazia rappresentativa.

Uno Stato che non conti su partiti che svolgano questa funzione di raccordo tra i governanti e i governati può sostenersi soltanto con l'esercizio della forza e del dominio. Queste sono le dittature, nelle quali lo Stato, non contando su nessi politici organizzati con la cittadinanza, perde ogni legittimità e tende ad avere vita breve.
Per ciò, la forma normale dello Stato moderno è quella chiamata 'democrazia rappresentativa'.
La democrazia rappresentativa richiede partiti forti, consistenti, che incanalano i diversi gruppi e settori sociali, e le distinte ideologie e forme di pensiero esistenti nella società.


Il 'gioco politico' dei partiti.

E' importante comprendere che i partiti sono 'organi dello Stato' e strumenti per il governo dei cittadini, tanto se stanno al governo quanto se stanno all'opposizione.
Coloro che dirigono i partiti di governo e di opposizione, i quali ultimi si presentano come antagonisti in quanto lottano per il potere dello Stato, costituiscono una sola e unica 'classe politica'.
I partiti si alternano al potere, ruotano tra l'esercizio del governo e l'esercizio dell'opposizione, e questo è parte del 'gioco politico' delle democrazie moderne.


Partiti di governo e partiti di opposizione.

La rotazione dei partiti tra il governo e l'opposizione è il meccanismo concepito affinchè il sistema dei partiti realizzi la funzione di nesso tra governanti e governati.
Quando un partito sta al governo, tende a identificarsi con lo Stato, ed esercita il potere come governante e dirigente. Si distanzia dai cittadini.
Quando sta all'opposizione, tende a identificarsi con i governati e diretti, producendo in questi la speranza che quando giungerà a governare li rappresenterà genuinamente.
Ciò che non accade, poiché arrivato al governo, agirà come partito di governo.


Rappresentazione sarcastica dei rapporti tra dirigenti e diretti nei partiti politici.

Partito di governo.

gabbiano e uccello

Partito di opposizione.

gabbiano e uccello


La crisi del partitismo.

In questo 'gioco politico' reiterato per decenni, i cittadini vivono sempre mugugnando l'attività dei governi, mantenendo tuttavia la speranza di avvicendamenti relativamente prossimi.
Ma il sistema dei partiti e la politica partitica si esauriscono quando i cittadini si rendono conto di questo 'gioco' e dell'illusione e dell'inganno che contiene. E' la crisi del partitismo.
I cittadini prendono le distanze dai partiti, e i partiti manifestano ogni volta più chiaramente d'essere parte di una medesima 'classe politica', organi dello Stato tanto se esercitano il governo quanto se esercitano l'opposizione.


Subordinazione dei partiti (e dello Stato) ai media.

Quando i cittadini non si sentono rappresentati dai partiti, lo Stato perde legittimità e la democrazia si tramuta in un esercizio puramente formale di elezioni a cui partecipano sempre meno cittadini.
Progressivamente distante dai cittadini, la 'classe politica' si rifugia nei media. La funzione di raccordo tra governanti e governati si trasferisce in questi mezzi.
I partiti (e con essi i governi) si subordinano ai media, che si convertono in strumenti di controllo dei cittadini.
Quando ciò accade si è giunti alla fine del partitismo, e con questo, allo svuotamento della legittimità delle relazioni tra governanti e governati negli Stati moderni.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 7
di fulmini , Sat 20 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
www.luisrazeto.net
www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L'indebitamento.
7. Lo statalismo.
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.


Capitolo 7. Lo statalismo.
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Uno dei pilastri fondamentali della civiltà moderna è lo Stato. Lo Stato, lungo il corso di tutta la civiltà moderna, ha costituito la struttura politica centrale della società.
Lo Stato è l'organizzazione politica in cui si concentra il potere e si esercita il governo della società. E' anche l'istituzione che stabilisce le leggi che reggono la vita economica, sociale, culturale.
Lo Stato è - nelle società moderne - l'entità che crea e garantisce l'ordine sociale tra la popolazione che vive in un determinato territorio.


Gli Stati e le Nazioni non coincidono.

Si afferma che lo Stato è l'organizzazione politica della Nazione. Quando si parla di Stato, si è soliti intenderlo come Stato Nazionale; ma non è sempre così.
Gli Stati sono, in realtà, strutture di potere che si sono consolidate storicamente su determinati territori, nei quali possono coesistere diverse nazionalità, etnie e comunità. Succede anche, in molti casi, che lo Stato non coincida esattamente con nessuna di queste entità.
Nel mondo ci sono attualmente 206 Stati, mentre le Nazioni riconosciute come tali dagli organismi internazionali sono più di 500, ed esistono di fatto molte più Nazioni - prive di riconoscimenti ufficiali.


Confini del territorio, sovranità e guerre.

La delimitazione del territorio governato da uno Stato, e delle frontiere che separano gli Stati fra di loro, sono il risultato, nella immensa maggioranza dei casi, di guerre fratricide intraprese con l'obiettivo di porre sotto il proprio dominio certe ricchezze naturali, e di sottomettere e integrare la popolazione che li abita.
Delimitato così il territorio, ogni Stato impone il dominio e la supremazia su tutti gli abitanti e tutte le risorse che si trovano al suo interno, considerandosi come una potenza - grande o piccola - il cui potere abbia un certo peso nel concerto internazionale degli Stati.


Lo Stato. Il servizio militare.

(Sequenza di film) Stanley Kubrick, Full Metal Jacket, 1987 - 1 minuto 30 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=rdz6CZj12qo


L'idea e il sentimento della Patria.

Per mantenere la coesione interna e il senso di distinzione e antagonismo con gli Stati vicini, ogni Stato promuove tra i suoi abitanti l'idea che formano parte di una Patria comune, e ne fomentano il 'sentimento patriottico'.
Per questo si usano una serie di simboli della Patria (bandiera, inno, etc.) e s'inculca nella scuola l'idea che si condivide un'identità e una storia 'nazionale' indipendente e separata dal resto del mondo.
In questo modo gli Stati ottengono l'adesione dei suoi abitanti ai dettami e ai fini dei governanti, fissati nella Costituzione e nelle leggi.
Parimenti ottengono che siano disposti a versare tributi, a pagare imposte, e persino a dare la vita per 'cause' definite 'patriottiche'.


Governati e governanti.

Nella civiltà moderna lo Stato ha svolto importanti funzioni: mantenere l'ordine sociale, fissare le leggi che regolano la convivenza civile e le attività economiche, fornire ai cittadini un certo livello di soddisfazione dei bisogni fondamentali, produrre una certa integrazione sociale, coinvolgere le energie molecolari per realizzare grandi opere e progetti collettivi, e presentarsi come rappresentante del 'bene comune' della società.
Per realizzare tutto questo, gli Stati organizzano i rapporti tra governati e governanti, tra dirigenti e diretti, creando e mantenendo i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, e suddividendo il territorio in regioni, provincie e comuni - nei quali si stabiliscono i corrispondenti poteri e istanze del governo.


Lo Stato assistenziale e il populismo.

Nel corso della 'crisi organica' della civiltà moderna, lo Stato è cresciuto costantemente, per affrontare problemi e compiti che le masse e le classi si aspettano che risolva.
E per ottenere l'adesione dei cittadini, lo Stato e i governanti hanno dovuto aumentare l'elargizione di benefici e sussidi.
E' sorto così quello che è stato chiamato 'Stato del benessere' o 'Stato assistenziale', che si è preoccupato di fornire la maggior quantità e varietà possibile di beni e servizi ai cittadini.
Le politiche 'populiste' sono la manifestazione più evidente del fatto che gli Stati moderni non sono più in condizione di generare ordine sociale, identità collettiva e progetti di sviluppo nazionali in base all'idea del 'bene comune' e degli ideali e sentimenti patriottici.


Rappresentazione della crisi dell'ordine statale.

(Video) Sofia Misuraca, Manifestazione politica, Roma 2011 - 8 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=Jfv9KDwTQRM


Esaurimento dello Stato = fine di un'epoca storica.

La distinzione sostanziale tra governanti e governati, ossia l'esistenza di una 'classe politica' che si innalza sui cittadini ed esercita il potere, richiede che una grande maggioranza creda nello Stato e nel suo potere di risolvere i problemi della società.
Questa credenza nello Stato onnipotente si sta progressivamente esaurendo. I cittadini non riconoscono più nello Stato e nell'idea di Patria il senso che avevano alle origini.
Le persone prendono le distanze dallo Stato, e non si sottomettono più volontariamente a coloro che esercitano il potere su di loro, meno ancora quando impongono eccessivi oneri fiscali e troppe leggi che limitano la loro volontà.


Necessità di un nuovo sistema politico.

Con la crisi dello Stato siamo di fronte a un serio problema di governabilità sociale. E' la fine di un'epoca storica.
Occorre creare un nuovo ordine sociale e politico. Occorre creare nuove forme di governo politico della società. Occorre creare una nuova politica, e inventare nuove strutture e organizzazioni in grado di trasformare e far evolvere la vita collettiva.
Ma questo nuovo ordine, questa nuova politica, questi nuovi organismi, non dovranno più fondarsi sulla divisione della società in governanti e governati, in dirigenti e diretti.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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