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poesie su commissione : Pensano
di fulmini , Wed 21 October 2020 4:00
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Pensano: sì come sono sopravvissuto alla tua morte
Posso sopportare tutto
Per ciò partono in situazioni di pericolo
Senza sapere che può traboccare il vaso
E dicono in situazioni di ridicolo
Senza sentire l’oscenità delle lamentazioni
E invece no, sopporto niente
Né la vita: che è una sopravvivenza
Né la morte: che è un modo di non sentirci più
E allora vado avanti, anzi di lato
Come un gatto spaventato
Dove non so
Ma so che scrivendo
E filmando
E sognando
Stiamo ancora tutti, ma proprio tutti insieme
E il resto, finalmente, è silenzio.

Pasquale Misuraca, 19 ottobre 2020.

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iLibrieleNotti : LUCE SENZ'OMBRA. Capitolo terzo.
di fulmini , Sun 18 October 2020 4:00
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giovani in partenza



Capitolo terzo


Andiamo avanti nella trascrizione della sceneggiatura per un film dal titolo Luce senz’ombra.

Nella prima scena è entrato in campo, dentro e fuori una casa di campagna, un adolescente felice nonostante la malattia. Nella seconda scena entra in campo, dentro e fuori un appartamento di città, un giovane infelice nonostante la salute.

Scena seconda.

Un appartamento al primo piano della periferia romana dalle parti tuscolane. Esterno e Interno. (Le scene girate in campagna sono caratterizzate fotograficamente dalla luce senz’ombra, le scene girate in città da una luce e un’ombra in contrasto assoluto.)

Come visto da dietro il vetro di una finestra, un uomo scava nei grandi cassonetti disposti sul marciapiede che divide il viale e il controviale sottostanti. È alla ricerca di qualcosa di preciso, apre e rovista buste piene una dopo l’altra, si guarda ripetutamente intorno, trova fogli, li esamina, alcuni li infila nello zainetto che porta in spalla, infine si perde nella città, tra il flusso incessante delle automobili.
https://www.youtube.com/watch?v=4cW85uvs61Y

Stacco.

Adesso ci troviamo all’interno dell’appartamento, alle spalle di un giovane che, affacciato ad una finestra, sta registrando con una piccola videocamera ciò che abbiamo appena visto con i suoi occhi.

Il giovane segue finché possibile dalla finestra chiusa l’uomo che scompare nel traffico, spegne la videocamera, si gira e vede:

Un giovane e un adolescente, in piedi, uno a fianco dell’altra, sulla soglia della stanza, lo osservano – guardando in macchina: nel film tutti, sempre, si guardano negli occhi – le scene del film sono sempre viste dagli occhi di una persona o più - affiancate, è un film in soggettiva, è un cinema androgino:
https://www.youtube.com/watch?v=lPCBMZS-_Aw

Come visto dai due, il giovane, senza dire una parola, indossa un giubbotto che sta accanto a lui poggiato sulla spalliera di una sedia, ripone nella tasca del giubbotto la piccola videocamera, passa tra i due, percorre un corridoio, apra la porta d’ingresso dell’appartamento, esce, scende le scale – i due lo seguono, noi lo seguiamo con i loro occhi, sentiamo i passi dei tre, scendono le scale, scendono ancora, scendono senza fine.

Ora sono improvvisamente fuori dell’appartamento, è notte, sono in una macchina che percorre una lunga strada di periferia, vuota di uomini, piena di macchine:
https://www.youtube.com/watch?v=lKj4FEEXFSs


***

L'insieme del libro multimediale, mano a mano che saranno resi pubblici i suoi singoli capitoli, andrà componendosi nel sito-rivista Fulmini e Saette e precisamente qui: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5067

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fotoGrafie : Raffaele
di fulmini , Wed 14 October 2020 4:00
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Raffaele


Pasquale Misuraca, Raffaele, Roma - 4 ottobre 2020

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iLibrieleNotti : LUCE SENZ'OMBRA. Capitolo secondo.
di fulmini , Sun 11 October 2020 4:00
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Eftimios a Piana Mola



Capitolo secondo


È venuto il momento di cominciare a trascrivere la sceneggiatura per un film che ho scritto con Eftimios nei primi mesi del 1987, e che aveva per titolo Luce senz’ombra.

Dicevo nel Prologo, con Pasolini, che sempre “la sceneggiatura è una struttura che vuole diventare un’altra struttura”, e aggiungevo che, non avendo potuto in questi 33 anni realizzare il film del quale la sceneggiatura era il progetto, la mappa, il libro di bordo, - per mancanza di mezzi finanziari - ho deciso infine (“Meglio avanzare e morire che fermarsi e morire” Gramsci, Quaderni) di farne un libro multimediale che contiene, trascritta in un certo modo, la sceneggiatura stessa.

Eccone l’incipit, la Scena Prima.

Casa tra gli alberi al lago. Esterno e Interno. Una bella mattina il Sole comincia a illuminare la Terra ma i raggi della stella ancora non hanno raggiunto il pianeta – che si trova per ciò, per una manciata di minuti nella condizione che Leonardo definiva ‘luce senz’ombra’.

Lenta panoramica da sinistra a destra dalla sommità di una collina nel territorio boschivo di Bassano Romano: sono inquadrati in successione (col respiro ampio e lento, con l’incanto commosso, dei quali è soffuso l’incipit dei Promessi Sposi: “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti…”) Monte Guerrano groppa di bisonte, Rocca Romana piramide rotonda, la conca del lago di Bracciano coronata in alto dalla striscia di terra che dalla Tuscia arriva al Mare Tirreno e in basso da Valle Mola, Monte Termine mandria di buoi.

Stacco.

Adesso ci troviamo all’interno della casa tra gli alberi al lago, alle spalle di un adolescente che, affacciato ad una finestra del piano sopraelevato di quella casa, contempla ciò che abbiamo appena visto con i suoi occhi.
Qualche secondo.

L’adolescente sente dietro di sé un fruscio, si volta e vede:

Un uomo che lo guarda.

Adolescente (fuori campo): Buon giorno, papà.

Uomo: Buon giorno per tutto il giorno, Eftimios! Hai già fatto colazione?

Eftimios (fuori campo): Sì, grazie… ho dormito poco stanotte…

Come seguito dallo sguardo del padre, Eftimios si stacca dalla finestra, si avvia verso una scala interna, la risale con passo vagamente incerto, scompare alla vista.
Qualche secondo.

Con gli occhi del padre avanziamo verso la scala, la risaliamo anche noi, in cima ecco un breve corridoio, a destra una porta aperta, ci affacciamo sulla soglia, ecco Eftimios disteso sul letto, lento zoom in avanti sul suo volto, tiene gli occhi chiusi, ora li apre ci guarda, li chiude. Intravediamo i suoi occhi muoversi sotto le palpebre.
Qualche secondo

Vediamo e sentiamo ciò che vede e sente nel dormiveglia:
https://www.youtube.com/watch?v=rjsmE7gZj20

Questa è dunque la Scena Prima della sceneggiatura di Luce senz’ombra, trascritta in questo libro multimediale in maniera linguisticamente diversa dal dattiloscritto originario del 1987, per la semplice ragione che negli Anni Ottanta e Novanta del Novecento io pensavo e scrivevo e facevo cinema in maniera linguisticamente diversa da come lo faccio oggi - ed ho cominciato a fare dagli inizi del Duemila:
https://www.youtube.com/watch?v=jEJpNn1p-Zk

Negli Anni Dieci e Venti del Duemila, infatti, sperimentatore e innovatore per natura come sono, ho pensato e scritto e fatto un nuovo genere di cinema – dico ‘nuovo’ rispetto al genere di cinema che ho realizzato nel Novecento, e cioè al ‘cinema di poesia’ o ‘realistico soggettivo’, e precisamente quello chiamo ‘cinema androgino’ o ‘cinema cappuccino’:
https://www.youtube.com/watch?v=bxJe0bNAPac

Ma diciamo altre due parole, sulla distinzione linguistica tra ‘cinema religioso’ e ‘cinema ateo’, che tanto mi appassiona come artista laico, ed essere umano che aspira alla “mondanizzazione e terrestrità assoluta” del pensiero e dell’azione (Gramsci, Quaderni). Nel 2011 ho realizzato un documentario autocritico dal titolo Con questa mia vengo a dirti, e per questo documentario ho girato una serie di video brevi, uno dei quali ha per titolo ‘per un cinema ateo’:
https://www.youtube.com/watch?v=ey3Ay90atjc&t=2s

***

L'insieme del libro multimediale, mano a mano che saranno resi pubblici i suoi singoli capitoli, andrà componendosi nel sito-rivista Fulmini e Saette e precisamente qui: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5067

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leOpereeiGiorni : Poesia e Poeta
di fulmini , Wed 7 October 2020 4:00
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tema di un bambino


(Leggo e vedo la mattina presto sulla pagina Facebook di una amica - e rendo testimonianza)

Un bambino di 8 anni, Lorenzo P., il 30 settembre 2020 appena scorso ha scritto, in un tema in classe di una scuola italiana, cosa secondo lui è la poesia e cosa è il poeta. 'I bambini ci guardano', diceva e filmava Vittorio de Sica - in un film del 1943 neorealista prima del neorealismo. C'è di più: ci insegnano.

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